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Lecce Hardcore Fest VI (02-03.08.2013) Stampa
Live Report
Scritto da Nana   
Sabato 05 Ottobre 2013 09:00
Lecce HC VI
Un treno, il primo di Agosto, direzione Taranto, l'unico vagone senza aria condizionata. Eccomi, con un po' di immaginazione potreste riuscire a vedermi su un lurido sedile di trenitalia, mentre sudo in maniera becera ferma a Bari, aspettando che i campioni cambino la locomotiva.
Circa cinque minuti prima ero scesa a fumare e, preoccupata dal fatto che l'intercity potesse ripartire lasciandomi a terra, mi guardavo ansiosamente intorno e mi mantenevo molto vicina al treno; per fortuna che a rassicurarmi ci ha pensato il giovane capotreno, che con accento squisitamente locale mi intimava a fare con comodo "che tanto ce ne vuole ora che mettiamo tutto a posto". Quindi cosa significa, che arriveremo domani mattina a Taranto? Io devo prendere un altro treno per Crispiano, imbecilli!
Con Gli Ultimi nelle orecchie il carrozzone della morte riparte e speriamo che riesca a intravedere l'Ilva prima di domani mattina. Manco a dirlo il treno recupera il ritardo e sono a Taranto in perfetto orario. Le sedie della stazione sono fredde e appiccicose ma di sicuro non sono roventi come quel maledetto vagone; mi sarei cosparsa volentieri di ghiaccio ma al bar mi sono limitata a chiedere una bottiglia d'acqua, frizzante ovviamente.
Il regionale diretto a Crispiano e' nuovo, forse non puzza nemmeno tanto e sono entusiasta nel vedere un tipo che salendo con la bici, arpiona il proprio mezzo di locomozione agli appositi spazi destinati alle due ruote a pedale. Ora visualizzate un'idiota sudata con una busta enorme del Simply market piu' uno zaino ingloba tutto sulla schiena, completamente affascinata da una bicicletta messa in verticale su un treno: eccomi, sono io.
All'improvviso il marsupio mi vibra tutto; Alessia e Pizzinguillo mi assicurano che ci sono loro a recuperarmi in stazione e approdata a Crispiano ecco l'allegra combriccola pronta a prelevarmi. Abbracci e baci come se non ci fosse domani. In auto c'e' anche Soffietto e per poco Spavaldo non mi amputa il dito con il finestrino elettrico.
Durante il viaggio scopro che la formazione Lecce HC dell'anno precedente subira' delle variazioni, ma i Pizzinguilli sono presenti e questo mi fa davvero tanto piacere. La Masseria inzia a stagliarsi sulla sinistra. Li vedo, tuti seduti attorno alla tavola di fuori, da poco sono andati via i bambini a cui hanno insegnato a fare il pane e i cuccioli di Giacomina giocano e abbaiano in ogni dove. Sono proprio felice di essere qui.
A serata inoltrata Carmelo e io andiamo a Taranto. Dicono che c'e' una festa. L'unica cosa che troviamo arrivati al posto erano delle persone annoiate intente a bere birra, la festa era palesemente terminata da tempo. Inganniamo il tempo aspettando sessanta minuti per un panino e guardando Rocky IV da un televisore posto su un tavolino in mezzo alla strada: altro che cinema sotto le stelle, a Taranto stanno davvero avanti. A concludere la serata un felafel e il comodo divano della masseria. Fa caldo ma alla Puglia in Agosto sono in grado di perdonare qualsiasi cosa.

Lecce Hardcore Fest VI

[Venerdi' 2 Agosto] Finalmente si va! Ma e' questa l'ora di partire per il Lecce HC? Non dovevamo montare le tende con la luce del sole? Le ore qui scorrono in maniera strana e la carovana di macchine dirette a Giurdignano parte dalla Foresta dopo le 21. I Pizzinguilli partiranno addirittura piu' tardi, che coraggio!
Ma fermi un momento...non che possa interessarvi piu' di tanto la maniera in cui ho passato l'intera giornata prima della dipartita per la campagna salentina, ma ad onor di cronaca almeno un accenno e' giusto farlo.
Sveglia ad un orario decente e subito sotto con la serigrafia. Non avevo mai centrato prima da allora la stampa da imprimere su una maglietta, ma a parte i primi tentativi deludenti me la sono cavata abbastanza bene. Il pomeriggio la Masseria si riempie di gente, io inizio ad essere in fremito per l'imminente partenza dalle 15. Chi immaginava che sarebbero trascorse ancora cosi' tante ore? Ed ora siamo qui Io, Carmelo e Soffietto diretti nella terra rossa salentina. La macchinata di Giggoma, Selvaggia, Angelo e Liova ci accompagna nella trasferta serale. A Giurdignano arriviamo circa un'ora e mezza piu' tardi, dopo aver mangiato seduti sull'asfalto pane e melanzane al forno: non chiedetemi come abbiamo fatto.
La location del Lecce HC sembra sempre la stessa, pare solo che di anno in anno spostino la disposizione degli ulivi. Montare la tenda e' tutt'altro che facile; la dinamo comprata da Decathlon ha l'utilita' di un cappello di lana in Agosto e solamente quando Tarricone mi cede la sua luca da testa riesco a fare concretamente qualcosa. Soffietto gonfia il materassino, perdendo temporaneamente l'uso del quadricipite destro.
E' sempre bello tornare qui. La prima mezz'ora e' un tripudio di saluti: Jerry, Garghy, i Loschi, Patrik e Sborghy, Uchi, Sparky e millemila altra persone.
Prima che inizino a suonare i Maleverme staziono un bel po' alla distro della Masseria e setto per bene la Nikon. Avro' qualche problema con le luci, ne sono certa. I ragazzi di Grottaglie, Il Maleverme aprono le danze nella migliore delle maniere per poi lasciare posto agli Z.A.T.. Tarricone vaga tra i fumi alcolici e tra le birrette autoprodotte di Mauro Tre. E' convinto che finiti i concerti avra' la forza di prendere l'auto e di andare a collassare al mare. Poverino, non sa che all'incirca tra due ore perdera' conoscenza in tenda per risvegliarsi sotto il sole rovente alle 11 del mattino dopo. I terzi a calcare il palco sono dei tipi misteriosi. Chi cazzo sono? Decido di fare due piu' due e per esclusione capisco che si tratta dei francesi No Guts No Glory. Ho sentito molto parlare di questa band nei mesi precedenti e sono oltremodo curiosa di vederli e ascoltarli all'opera. Il loro live mi diverte un casino. Un hardcore bello spinto e melodico, di quelli che ascolteresti sempre e comunque, sotto il cielo azzurro o mentre piove a tradimento nel mese di Dicembre. Compro anche il vinile ma sono troppo timida per complimentarmi di persona con loro.
La stanchezza inizia a farsi sentire. Saranno le tre o le quattro di notte e la polvere tappezza il sistema respiratorio di chiunque. Ascolto gli Atestabassa un po' in disparte, scattando foto qua e la'. Non ho la forza di zompettare tra i vortici di terra, ne' tantomeno di rubare il microfono a Carletto.
Ho sonno e appena gli Atestabassa poggiano a terra bacchette e strumenti vado in tenda. Un altro gruppo sta suonando, ma non posso proprio farcela. Il materassino della quechua e' troppo comodo.
Buonanotte e sogni d'oro.

[Sabato 3 Agosto] L'intero campeggio rumoreggia sudando in silenzio. Sono appena sveglia e ci sono cadaveri umani nelle tende che respirano a fatica. Tarricone e' da qualche parte a cercare gente per andare in spiaggia. Cerco di riprendermi andando ad elemosiare degli zuccheri al bar. Jerry e' gia' attivo e tiene salotto nella zona bivacco. Dice che gli Attrito sono fermi a Bari con un problema ai freni, speriamo che riescano a giungere interi fin qui. L'aria e' incredibilmente calda e l'unica maniera per sopravvivere e' spostarsi in spiaggia. Ergo indossato il costume e caricati Garghy e l'altro milanese andiamo ad Otranto per una breve sosta mangereccia. Il posto e' la tavola calda di ogni anno, quella con le focacce buonissime per intenderci. Molto presto ci raggiungono i Pizzinguilli, Giovanni e Angelo. Per fare compagnia a Nami, la cagnolona di Alessia, ci spostiamo tutti nella maxi rotonda di fronte l'alimentari. Per l'occasione e' stata rinominata la Rotonda degli Incontri.
Senza accorgercene passiamo due ore seduti sull'erba all'ombra del grande ulivo, in mezzo a un incrocio; ben presto a noi si uniscono Culeddha e la ragazza e qualcuno dice di aver intravisto addirittura il furgone degli Attrito passare di li'. Insomma un gran punto nevralgico.
Alla fine, alle 17 riusciamo a schiodarci e avviarci al mare. Frassanito e le sue spiagge piene di fricchettoni non sono mai state cosi' comode. Sole caldo quanto basta, mare mosso con onde stradivertenti e una leggera brezza a mitigare la temperatura. Si fa proprio fatica a tornare al campeggio del Lecce HC ma armati di buona volonta' lasciamo il litorale per addentrarci nella campagna. Dopo il dibatitto su varie tematiche e sulla TAP (se non sapete di cosa di tratta vi consiglio di googlare e di informarvi, ne leggerete delle belle) ho rinnovato la tradizione di ogni anno. Mangiare in piena solitudine sotto un ulivo qualsiasi. Scruto le persone da lontano e mi perdo nel vuoto. Gli Attrito montano il banchetto, mentre la distro della Masseria e' andata via con Mauro Tre. Vengo risvegliata dal torpore da Sparky, che per l'ennesima volta mi ricorda che devo scattare le foto ai La Horde, il suo gruppo. Mi alzo e saluto i trentini che non vedo da un pezzo.
La serata incalza e le note iniziano a farla da padrone.
I La Horde mi stupiscono in positivo, i perugini sono di nuova formazione ma dimostrano di saperci fare. Mi piace parecchio l'hc che propongono, vecchia scuola e compatto, con una voce niente male. Sparky sara' felice di sentirselo dire e sara' anche contento dei flash che gli sto continuamente sparando in faccia. A seguire la sperimentazione degli St1ven S1gal; stasera a Pistacchio tocchera' fare la doppietta suonando anche con gli Attrito.
L'altra grande sorpresa della serata sono gli Squieti, una bomba musicale di energia e sfumature.
Durante il momento spaccaossa dei Ludd Rising vengo requisita da Alessia per comprare e incartare il regalo a Pizzinguillo. Giriamo le distro in cerca della t-shirt perfetta e realizziamo un pacchetto alla meno peggio e dannatamente DIY. E' mezzanotte e mentre gli altri brindano con la vodka io alzo all'aria un calice pieno di lemon soda: vi sembrera' triste ma vi assicuro che va bene cosi'!
La mia indole distruttiva affiora' appena gli Attrito calcano il palco, qualche scatto e metto subito la reflex a posto. La polvere e' insopportabile ma rimango ugualmente nella mischia. Giovanni mi alza e resto in alto per un minuto, o forse meno; chi puo' dirlo, a me e' parso un'infinita'. E' dopo quest'istante e l'attacco di panico che i miei ricordi iniziano ad affievolirsi. Ricordo la performance dei Waiting For Better Days, ma non ricordo assolutamente il post-concerto. Carletto degli Atestabassa afferma di aver fatto una jam session con me alla voce, io dopotutto sono felice di non avere ricordi di questi istanti di grande imbarazzo.
Io so solo che il mattino mi sono risvegliata sudata nella mia tenda, pronta a tornare in Masseria. Ripartiamo verso Taranto con Stefano, de L'Aquila e io addormento quasi all'istante, cullata dal dondolio dell'auto. Meglio riposarsi, stasera c'e' il concerto a Bari degli Agnostic Front: gli Hobophic suonano presto e io non voglio assolutamente perdermeli.
Nana

.NOTA.
Grazie agli organizzatori che hanno montato tutto dal nulla, grazie a tutti i Loschi e alle ragazze che hanno presenziato praticamente h24 la postazione bar. Grazie a tutti gli amici che ho rivisto, solo per lo sbattimento di essere scesi; grazie a chi ci crede ancora e grazie ai cani che mi ringhiavano quando andavo a pisciare.
Molto presto il report del Rozz...

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