Boys Don't Cry (di Qualcosa Del Genere) Stampa
Racconti
Scritto da sberla54   
Martedì 20 Aprile 2010 05:14
Boys Don't Cry
Boys Don't Cry (di Qualcosa Del Genere)

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Ultimamente sto frequentando una tipa molto piu' giovane di me. Stasera avremmo dovuto fare sesso anale, ma deve scrivere tre paginette di A per domani.
Ovviamente sto scherzando: non farei sesso con una minorenne nemmeno se questo servisse ad assolverla dai suoi peccati.
Per quanto bisogna ammettere che non si puo' mai dire. Supponete ad esempio che un punkabbestia di Crotone in astinenza da subutex si intrufoli coi favori della notte in casa vostra in cerca di un cesso decente che dia soddisfazione alla sua colite e, nello sfogliare distratto TV Sorrisi e Canzoni, riconosca nei successi professionali di Luca Argentero il totale disfacimento dei principi di meritocrazia lavorativa su cui dovrebbe fondarsi una moderna repubblica occidentale, cosi' in un moto di rabbia ferina dettata dalla frustrazione irrompa nella vostra camera da letto, fracassi il cranio di vostra moglie con l'iPod-station in alluminio anodizzato e punti un cacciavite a stella di Leroy-Merlin da €3.95 dritto sul collo di vostro figlio, minacciandovi di sgozzarlo come un pipistrello ad un concerto di Ozzy Osbourne se non ve lo scopate davanti a lui.
Mi state seguendo?
Converrete a quel punto con me che uno stupro infantile – per quanto raccapricciante possa apparirvi – sarebbe di gran lunga preferibile alla cessazione della vita di vostro figlio.
Perche' e' a quest'ipotesi che deve aver pensato Monsignor Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria Apostolica, quando l'11 marzo ha dichiarato al Messaggero che la pedofilia e' un peccato meno grave dell'aborto.
A meno che non si trattasse unicamente di un discutibile paragone retorico adoperato al solo scopo di dimostrare in maniera provocatoria che e' un coglione.
La sacralita' della procreazione e' il classico pezzo forte che il Vaticano tira fuori quando le cose sembrano andargli a puttane, fateci caso. Se la bagarre politico-culturale sull'ipocrisia sessuale della Chiesa fosse un concerto dei Cure, il diritti dell'embrione sarebbero "Boys don't cry".
Che te la suonano pure male perche' a Robert Smith gli fa cagare, quella cazzo di canzone. La bofonchia annoiato sul palco con l'aria scocciata di un bambino cicciotto a cui stanno facendo una lavanda gastrica di acqua ragia. Cercate qualche video su YouTube, se non mi credete. E poi confrontatelo con un filmato di Robert Smith.
Sono quasi certo che in fondo al cuore i vescovi se ne sbattano abbondantemente i coglioni, dei diritti del feto; raschierebbero a mani nude uteri di sciampiste gravide come brina dal freezer, pur di non sentir piu' parlare di diritto alla vita. Tuttavia e' la classica tematica che puo' salvarti il culo nelle situazioni intricate. I nuovi progressi sull'impiego delle staminali mettono in discussione i dogmi del creazionismo? Niente esperimenti, diritto alla vita! Le coppie di fatto tra omosessuali sminuirebbero la valenza dell'unico istituto religioso che ancora ci lega culturalmente alla Chiesa, ovvero il matrimonio? Serve procreare, diritto alla vita! Padre Murphy inculava chierichetti sordi? Peggio l'aborto, diritto alla vita!
Diritto alla vita!
Gia', ma che ne e' della qualita' della vita? Perche' a sentire gli appelli delle autorita' pontificali degli ultimi trent'anni sembrerebbe che Dio sia cosi' morbosamente interessato a controllare la traiettoria degli schizzi del mio uccello da non avere niente da dire in merito al fatto che piu' della meta' della popolazione mondiale versa in condizioni di drammatica indigenza, che lo sfruttamento lavorativo ha raggiunto anche nei paesi occidentali soglie incompatibili con la dignita' umana e che l'impressionante aumento dei casi di cancro sembra curiosamente coincidere con le scriteriate violazioni ambientali compiute dalle multinazionali. Suvvia, sua Santita', la sanno pure i punkabbestia di Crotone, questa roba. L'hanno letta ad un concerto degli Africa Unite in uno di quei ciclostile dei C.S.O.A. distribuiti dalle troiette con la borchia sul naso.
Senza contare che sono a conoscenza di diversi casi di aborti spontanei, ma non mi e' mai capitato di sentir parlare di bambini con un'innata propensione a farsi venire in faccia dai vescovi. Anche perche' suppongo che in quel caso la Clerici di avrebbe gia' fatto un programma.
"Complimenti alla tenerissima Simona e alla sua interpretazione di Caruso! Ma adesso accogliamo con un caloroso applauso il piccolo Riccardino da Crotone e i suoi sorprendenti pompini bendato!"
Entri Terence Hill.
Nel ruolo di un torbido e spregevole se' stesso.
Sempre che i continui riferimenti antiabortisti delle ultime settimane non fossero nient'altro che un astuto stratagemma per convincermi che avrei fatto meglio a scoparmi mio figlio, piuttosto che votare Emma Bonino.
Ma c'e' ben altra tematica sul quale la Chiesa sembra dare il massimo ogniqualvolta viene chiamata in causa sullo spinoso per quanto intrigante argomento della depravazione sessuale.
I froci, direte voi.
I froci, rispondo io.
Stuzzicandomi voluttuosamente un capezzolo nell'intento di mantenere il vostro interesse erotico vivo come Raimondo Vianello.
Il 13 aprile il cardinal Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, afferma che c'e' un'intima relazione tra pedofilia ed omosessualita'. "Me l'hanno detto molti sociologi, molti psichiatri".
L'intera comunita' intellettuale ovviamente insorge indignata, cosi' la Santa Sede si trova costretta a correggere il tiro precisando che si riferiva soltanto "alla problematica degli abusi all'interno della Chiesa e non nella popolazione mondiale". Riassumendo: per quanto non si possa parlare di una maggiore propensione alla pedofilia in tutta la comunita' omosessuale, se sei frocio e prete contemporaneamente ci sono buone probabilita' che tu finisca a farti le seghe davanti allo Zecchino d'Oro.
"Me l'hanno detto molti sociologi, molti psichiatri."
Sulla base di quali studi, Bertone? Sul serio, mi interessa. Cos'e', hanno rinchiuso Aldo Busi ed un prete finocchio in uno stanzino e ci hanno gettato dentro un neonato ed un tubetto di vasellina? Suppongo di no, anche perche' in quel caso Simona Ventura ci avrebbe gia' fatto un programma.
Entri Terence Hill.
Nel ruolo di un torbido e spregevole richiamo ad una battuta precedente.
Vedete, cio' che trovo davvero oltraggioso in tutta questa vicenda – ancor piu' degli episodi di violenza sessuale concretamente perpetrati – e' la sfrontatezza con cui l'autorita' pontificia stia cercando di sgravarsi delle proprie responsabilita', sviando sulla questione o minimizzandone la sconcertante gravita'. Sarebbe come se il vostro vicino di casa vi sorprendesse mentre pisciate sul suo yorkshire e voi cercaste di giustificarvi argomentando che Marina Abramovic fa di peggio.
Voglio dire, sono l'unico a credere che l'intera questione volgerebbe al giusto epilogo solo se Ratzinger si affacciasse da San Pietro e proclamasse: "D'accordo, gente: ci scopiamo i vostri figli. So che e' da sfigati e che avrei dovuto segnalare i responsabili alla giustizia penale molto prima che il New York Times mi sputtanasse con ottantasei pagine che testimoniano la mia conoscenza dei fatti, ma converrete con me che cio' avrebbe attentato in maniera irreparabile alla credibilita' di un culto imposto due mila anni fa per ragioni di controllo socio-politico del territorio e che tutt'oggi rimpingua le proprie casse grazie ad una quota del vostro Irpef"?
Perche' nella sostanza e' di soldi che stiamo parlando, giusto?
O se preferite della costatazione che mentre Emergency – timida destinataria del 5 per mille di pochi illuminati – abbandona presidi ospedalieri in Afganistan tra vergognose insinuazioni di collaborazionismo terrorista, gli italiani versano un miliardo di euro all'anno ad una setta religiosa per permetterle di insabbiare i propri crimini, interferire sulle scelte personali di concepimento, denigrare le minoranze sessuali ma soprattutto convincere la mia ragazza a non darmi il culo.
Entri Terence Hill.

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