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Le Avventure Del Prode Cavalier Erich Stampa
Racconti
Scritto da Joel   
Sabato 11 Dicembre 2010 06:00
Cavalier Erich
C'era una volta, tanto tempo fa in un lontano paese...

Non so voi, ma ho sempre amato le favole e ancor di piu' quei documentari sul nazismo con le immagini storiche edite dall'Istituto Luce. Cosi' ben fatti, con immagini cruente, suggestive e quei finali che lascian pensare tutto bene quel che finisce bene, i cattivi son stati sconfitti e puniti: un po' come nelle fiabe. Ma, a differenza delle favole, qualche volta il finale e' un po' diverso, dopo tutto l'happy ending poche volte rientra nella realta'.
Questo racconto narra le avventure e le vicende di uno sfuggente cavalier ambientate in luoghi e epoche assai lontane. A dir il vero non e' che poi sia passato cosi' tanto tempo e il paese non era poi tanto lontano, se aggiungiamo che in piu' i buoni son i cattivi e viceversa le cose si complican parecchio percio', se a voi lettori sta bene, fate finta di nulla altrimenti rovinerete l'atmosfera.
Ripartiamo.

C'era una volta, tanto tempo fa in un lontano paese...nella capitale del regno Democratico dello Stivale dove regnava sua maesta' Silvio, un simpatico novantenne. Un nonnino che girava liberamente per la capitale, si recava a lavoro e faceva la spesa come tutti i vecchietti un po' attempati o quasi. Non direi proprio liberamente visto che, causa un malefico incantesimo, e' costretto a girare sotto scorta per proteggersi da uno sparuto gruppo di villici dissidenti del regno bramanti l'esiguo scalpo.
Perche' mai codesti sudditi, che spesso creano problemi nel regno anche allo stesso sire rovinando le sue feste a base di dolci donzelle e polvere magica, perseguitano tanto il nostro eroe? A proposito non ve l'ho ancora presentato, si chiama Erich. Cosa mai avra' fatto per aver contro questi individui ed i temibili orchi dall'arcano simbolo della stella a sei punte che piu' di tutti ne richiedon la testa?
Per risponder a questa domanda dobbiam tuffarci nel passato, risalendo la corrente degli eventi e raccontando di un'epoca precedente alla nostra fiaba.
Spostiamoci magicamente al 23 Marzo del 1944. Quel giorno, in un'epoca di medievali guerre, uno sparuto numero di briganti conosciuti come Partigiani attaccaron l'esercito dell'allora re teutonico Adolfo, facendo ben 10 vittime tra i poveri soldati di sua maesta'.
Sua Altezza Re Adolfo La risposta del vassallo Herbert, nominato comandante di Roma da re Adolfo, non si fece attendere e con la sua voce colma di rabbia esclamo': "Se i colpevoli non si costituiranno fucileremo 10 italiani per ogni soldato tedesco morto, come rappresaglia all'attacco dei briganti".
A dir il vero poco importava dei colpevoli visto che in meno di 24 ore raduno' 335 italiani (e beh si Herbert non aveva mai dimostrato destrezza nell'arte matematica), provenienti da qualsiasi classe sociale, religione e convinzione politica e chiese al suo fidato Erich di aiutarlo con l'esecuzione. Egli dal suo alto grado di capitano della gloriosa SS esegui', senza nessun timore come un cavalier affronta coraggiosamente un drago e quel 24 Marzo verra' per sempre ricordato come l'eroico eccidio delle fosse ardeatine.
Qualche tempo dopo purtroppo pero' il regno di Adolfo, a causa di una maledizione, crollo' e tutti i suoi seguaci furon perseguitati ed arrestati dai nemici del maestoso reame.
Non il nostro valoroso Erich che grazie all'aiuto della chiesa cattolica, piu' volte ringraziata dal protagonista della storia, riuscira' a sfuggire in Argentina e viver in un desolato esilio.
Passan numerosi anni e di lui nessuna traccia finche', tradito dal paese ospitante, fu ricondotto nel 1996 in italia e arrestato. Nel regno adesso era in vigore la malvagia democrazia e grazie ad un democraticissimo processo Erich fu scagionato. Gli strilloni gridavan in tutta la capitale: "udite udite Erich assolto, per estinzione di reato per intervenuta prescrizione. La fortuna pero' volto' le spalle all'eroe: il corrotto governo democratico, dopo numerosi altri processi, condanno' infine ingiustamente il nostro all'ergastolo, seppur ai domiciliari.
Re Silvio La storia sembra volgere mestamente al termine quando improvvisamente, nel 2007, una notizia risolleva le sorti del nostro caduto eroe, a cui vengon concessi permessi per lasciare gli arresti domiciliari causa motivi di lavoro. Sembra che Erich, stando a passo coi tempi, alla giovane eta' di 93 anni abbia un doppio lavoro. Egli infatti e' il capo della fabbrica di saponette Giudei & Ebrei ed in piu' si occupa, personalmente, di installazioni a domicilio di docce a gas, molto utili nello stivalico paese per smorzare i dissidenti di scuole, universita' e fabbriche. In barba alla paventata crisi economica e disoccupazione, se puo' lavorare un 90enne puo' lavorare chiunque. Un esempio da seguire per il nuovo regno che, piu' di mille altri ricorda quello del re Adolfo, soprattutto per l'altezza morale di sua maesta' Silvio.
Purtroppo solo nell'Ottobre 2010, alla tardiva eta' di 97 anni, il nostro eroe e' tornato a poter girare per le vie di Roma, per andar al supermercato ad acquistare il suo collante per dentiera, i suoi indispensabili posacenere e recarsi in chiesa per salvar la sua nobile anima.
Il giovane Ratzi mente saluta Erich
Tornando all'inizio della storia, Erich girava le vie della capitale sotto scorta, per evitare gli assalti dei pochi villici romani che cercavan di attentare alla sua vita. Solo la grazia ne avrebbe riabilitato il nome e il titolo nobiliare, dissuadendo quei pochi rivoltosi che alla vista del prode cavaliere si indignavano e ne volevan veder rotolare la testa nel patibolo.
In attesa della grazia di sua altezza re Silvio, con la spinta dell'amico d'infanzia di Erich il pontefice Ratzi, sicuri della sua innocenza, a giustizia fatta, potremmo finalmente esclamare...e vissero tutti felici e contenti!

Qualcuno obiettera': "O tu menestrello che ci hai narrato la fiaba, non avevi lasciato presagire un infausto epilogo?"
Beh in effetti questa era la versione fiabesca della storia, nella realta' tutto e' avvenuto piu' o meno fedelmente, ma andate a chieder alle 335 vittime cosa ne pensano di questo finale. Oh i morti non parlano? D'altronde son crepati e se lo son sentito pure piantato nel culo, ma di certo non serve la loro opinione per saper che...non vissero felici e contenti.

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