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Lettere Dall'Inferno Volume 1 (di Dirty Dave) Stampa
Racconti
Scritto da Joel   
Martedì 06 Novembre 2012 05:00
Lettere Dall'Inferno Volume 1 (di Dirty Dave)
Lettere Dall'Inferno Volume 1 (di Dirty Dave)

Un Barbone Sul Letto Di Morte
Lontane luci di questo lurido Natale che non ci appartiene, a me ed al mio vecchio Bill.
Luci che mi strizzano l'occhio da lontano mentre mi attacco al cartone del vino rancido...festeggiamo cosi' io e Bill, io col vino scadente e lui con un osso scarnificato da tempo e dal sapor di merda...come il mio vino.
In stracci puzzolenti a brindar alle stelle nascoste, fioche ed intimidite da alberi dominanti, fatiscenti e luminescenti dai quali eredito solo le mie belle grosse palle rosse ciondolanti, piene non di doni ma di stanchezza.
Una grattata a questo fardello, gonfiogonfio, sperando che esploda ed io con esso.
La notte gelida mi taglia la faccia butterata come lama di falce, seduto a terra schiena al muro mi scaldo con le braccia, mi abbraccio, mi do gli auguri e mi mando affanculo da solo.
Bill mi tiene al caldo i piedi col suo manto pulcioso e putrido...la cosa piu' cara che ho.
Afferro da terra un coccio di bottiglia e me la punto alla gola...faccio un respiro forte, sto per sferrare la stoccata decisiva quando il mio sguardo incrocia quello di Bill che alza il capo e spalanca gli occhi sussurrando un lento "wof."
"Non farlo vecchio mio, non farlo almeno per me.", vuol dirmi il vecchio Bill."Sono la cosa piu' cara che hai.", gia'! La cosa piu' cara che ho.
Faccio filare il pezzo di vetro con un lancio al di la del ponte, dritto nel fiume e tracanno un bel sorso di vino.
Tutto per te Bill, e' Natale vecchio mio, potessi darti un osso nuovo...vuoi il mio braccio? Posso mozzarlo se vuoi!
Per bere ne basta uno, e non ho nient'altro da fare.
Bill viene verso di me e mi lecca la mano, si accontenta di poco, un lieve assaggio e null'altro.
Bevo ancora un sorso alla faccia di chi mi ha preso tutto tranne un braccio...e con un altro sorso brindo a Bill che non ha voluto neanche quello...la cosa piu' cara che ho, in questo freddo Natale circondato dal tepore artificiale che traspare dai sorrisi al botulino che si disperde in tutto il mondo meno che in questo pezzo di strada...in questo scorcio di muro...in questo angolo infame puzzolente d'urina.
Mi rimbocco il cartone tremolante rinchiuso nel calore d'una mezza sigaretta.
Le ossa scuotono come nacchere tremo talmente tanto che ho quasi difficolta' a portarmi la paglia alla bocca, la mia mano freme isterica e balla il twist...quasi ci rimango secco.
Che dio mi fulmini. Mi pigli in pieno e m'incendi...almeno ci si scalda.
Che mi bruci cosi' che la mia carcassa infame possa donare calore al mio Bill...la cosa piu' cara che ho.
Addormentarsi di sasso travolto dall'alcol, lasciare che la sigaretta mi cada di bocca e dia il via al rogo umano...prendi Bill, ti lascio le mie ossa bruciate...e' il mio dono di Natale.
Ossequi signora morte, finalmente bussi al mio cartone.

Zerbino
Tirati a lucido
e' di' di festa
arrivano boriosi
ed io all'uscio
che grido alla vita
zerbino del mondo
gratto merda via dalle loro scarpe
e la faccio mia.

Scrivere
Scrivere e' come un mostro vorace che ti aggredisce da dentro...manda il cervello in sovreccitazione e scarica un tepore nelle mani che fremono nel bagnarsi d'inchiostro su parole dal sottile peso d'un mattone.
Simbiosi cervello-dita che galoppano come due cavalli da corsa in perfetta parita' in dirittura d'arrivo nella scommessa piu' azzardata della tua vita.
E qui d'azzardo si parla...d'azzardo bello e buono...contro il tempo non avendo null'altro da spendere.
Lanciato a bomba su una causa persa...avvocato di te stesso.
Burattino che autonomo manovra i suoi fili sulla lama di un rasoio pronto a troncarli di netto.
Scrivere e' come giocarsi le palle ad una scommessa ai dadi...sette, undici o morte.
Potere nelle mani ed in tasca un lago di sputi quelle mani che ballano la rumba sulla macchina da scrivere manco fosse il seno d'una bella donna.
Il ritmo lo detta l'alcol...il resto e cuore e culo.
Pazzia, estro e truffa...l'arte e' una truffa...l'unica truffa nel quale trovo il piacere d'esser truffato.
Scrivere e' una liberazione....uno sprigionare se stessi...farla dopo averla tenuta un giorno intero...il prodotto finale di tutto cio' che hai assunto e assorbito.
Credo che la merda sia un buon parametro di scrittura.

Risveglio Stanco
Cullando la vita
nutro cordoglio
per quel foglio spoglio
che del poeta non potra' mai esser grazia.
Quando il senno manca
e la penna tace
un anima sporca come la mia
Stenta a trovar pace.
mangiando fiori neri
a chi m'addita
denunciando le mie stranezze
rispondo in versi
che parlan di vita
di morte
e d'altre sciocchezze.

La Dipartita
Sogno ubriaco
di una notturna
danza sbilenca.
La visione di quel viso... quelle gambe.
Fecero di me
un povero storpio
in balia di un uragano
che in pochi minuti
mi rapi'
mi stupro'
e mi fiondo'
con un gran tonfo
col muso contro
una ben piu' amara realta'.

Cervelli D'Acero
Duro pezzo di tronco
giaci immortale ed arido sulla spiaggia
quanto potresti narrarci, dall'alto della tua lunga esistenza?
Quanto potresti dirci senza saperlo fare?
Taci
immortale ed inutile tronco d'acero
qualcuno verra' a mentirci al posto tuo.

Caffe' E Sigaretta
Caffe' e sigaretta di prima mattina
Caffe' e sigaretta fissando la pioggia
amica di un'amara giornata di lavoro.
Caffe' e sigaretta dopo un pranzo
... buono o scadente che sia.
Caffe' e sigaretta davanti ad un foglio bianco
che aspetta il guizzo.
Caffe' e sigaretta leggendo una brutta poesia.
Caffe' e sigaretta leggendo una poesia mediocre.
Caffe' e due sigarette leggendo una bella poesia.
Caffe' e sigaretta dopo il sesso.
caffe' e sigaretta disperdendo pensieri
fissando la fiammella del gas.
Caffe' e sigaretta leggendo il giornale
nauseato dalle notizie di oggi e dalla sbronza di ieri
caffe' e sigaretta...l'ultimo pasto di un condannato.

Boscaiolo
L'essenzialita'
e' racchiusa in un albero di vetro
piu' semplice da rompere
che da segare.

Blues
Sullo striscio di una pisciata
l'epitaffio della mia bevuta
malinconico poeta
a ingoiar merda dal sapore di nulla
affogati nella birra.
Il resto e' euforia
cicatrici e follia
un affare da poco
un gioco
morto all'ombra di un uomo.

Bava Di Lumaca
Spoglio delle mie vesti
sosto a cavallo d'un gambo di papavero
di un solo petalo copro le mie nudita',
attendo la tua venuta.
Giungi da lontano di nero vestita
come la morte nelle nostre fantasie terrene
con la stessa grazia ed eleganza ti muovi
un lembo della tua lunga gonna solca il terreno
lasciando sul tuo cammino bava di lumaca
l'intero globo si prostra nel suo viscidume.
Vento di tramontana fischia tra i tuoi denti
sibili parole che hanno il fascino dell'aurora
parole che mi riconducono ai giorni andati
quando ancora non scrivevo poesie
quando forse ero un uomo migliore
... erano giorni spensierati quelli.

Dolce
Sepolto nell'ombra
il mio lieve pensiero
mi sfiora e tormenta...
e come la morte,
lenta e soave...
m'assale.
Il guizzo...un balzo...
il precipizio...
non capisco...
afferro il bicchiere e tiro giu' una bella sorsata di vino rosso feroce...
penso...
un altro sorso...
e ripenso.
Muoio...bevo...risorgo...bevo....muoio....bevo...vivo...e muoio.
Poi scrivo e muoio!

Povero Diavolo!
Mi svegliai...driiiiiin...7:30...l'anticipai...il rigore della mia sveglia mi sventrava le palle...me le grattai.
Misi la tuta, il casco e le bombole. Portai i miei piedi luridi sull'orlo del precipizio e mi lanciai.
300 chilometri orari...puff! Atterrai di pancia in una nube di polvere.
"Subordinato 144 rapido e puntuale al vostro servizio". Gridai.
"Oggi abbiamo da corrompere un parlamentare". "Giochetto da ragazzi". Pensai a ragione.
Onorevole Guglielmo Terzi...perche' chiamarli onorevoli...risaputo che di tale avevano solo l'appellativo assai poco meritato.
M infilai la mia calzamaglia rossa, il tanga nero, le cornine luminose, il forcone, timbrai il cartellino ed iniziai il mio turno di lavoro.
Il subordinato prima di me aveva svolto un ottimo lavoro.
Regalando gia' ben due appalti pubblici alla camorra.
il mio compito era quello di far eleggere una sua discepola membro del consiglio dei ministri.
Sai che fatica! Lei i membri del consiglio dei ministri li conosceva gia' benissimo.
Mi tolsi la divisa...mi misi le pantofole...lei fu eletta membro del consiglio dei ministri.
Finalmente un po' di riposo...il giorno seguente mi sarebbe toccato convincere un operaio in cassa integrazione ad abbandonare i suoi diritti...
ma continuai ad indossare le mie pantofole...la t.v. fece il lavoro al posto mio...
povero me! Povero diavolo! Gia' mi vedevo in fila...in uno sportello in fiamme...a chiedere il sussidio di disoccupazione.
Dirty Dave

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