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Aces Of Spades (di Paolo Merenda) Stampa
Racconti
Scritto da Punx666   
Giovedì 17 Ottobre 2013 09:00
Aces Of Spades (di Paolo Merenda)

Se ti piace il gioco d'azzardo, ti dico che sono il tuo uomo.
Vinci qualcosa, perdi qualcosa, per me e' lo stesso.
Il piacere consiste nel giocare.
Cio' che dici non fa differenza, non condivido la tua avidita'.
L'unica carta che mi serve e'
L'Asso di picche.


Cazzo, vedere i Motorhead dal vivo ti segna per a vita. Io e la tipa siamo qua, davanti a 'sto palco enorme ad aspettare che entri in scena la leggenda. E' lei che mi ha regalato i biglietti.
Lemmy, Phil e Mikkey ti mettono k.o. dalla prima nota. Sulla questione volumi non ci sono rivali, si sa. D'altronde loro sono gli Everything louder than everything else. Quelli che si sono aggiudicati il Guinness dei primati per il maggior numero di decibel emessi durante un live. Lemmy potrebbe essere mio padre, quasi mio nonno, ma cazzo e' un fottuto highlander.
Quel Rickenbacker emette un suonaccio di ferraglia, inconfondibile, e lo zio lo suona come una chitarra. Solo lui lo sa fare. Da quello Shure SM57 esce ormai poco o niente, dopo cinquant'anni di Jack & Coke le corde vocali chiedono pieta', ma non c'e' storia, il rantolo e' un marchio di fabbrica.
Le parole magiche sono: We're Motorhead, and we play rock'n'roll.

Giocando per la puntata piu' alta, danzando con il diavolo, seguendo il flusso, per me e' lo stesso.
Sette o undici, occhi di serpente ti guardano.
Raddoppiare o abbandonare, raddoppiare la posta o dividerla
L'Asso di picche.


A quel punto il terremoto e' in atto e le scosse non si arrestano per piu' di un'ora. Dal palco gli alti mi stordiscono. Dai un'occhiata al banco del mixer: e' tutto a manetta. Il fonico e' un vecchio ubriacone scozzese, completamente uecco, l'ho notato durante il soundcheck. I tre sul palco, di cui uno c'ha settant'anni, sembrano venti ragazzini fatti di speed: Phil mastica una cicca e spara con semplicita' impressionante assoli veloci e melodici, da rocker scafato. Mikkey sembra un lottatore di Wrestling, bicipiti enormi e criniera ossigenata, ed e' riuscito a spaccare un charleston - il charleston, cazzo, magari era pure un rough da 14" - dopo solo un quarto d'ora di concerto. Lemmy dice quelle altre poche parole dedicate ai miei idoli, che rispondono al nome di Joey, Johnny e Dee Dee e ti commuovi. C'e' poco da fare, lo zio e' una rockstar sentimentale, l'ho letto nella sua biografia White line fever. So pure che non ha mai licenziato un roadie e che nelle sue richieste da backstage ci sono tre ovetti Kinder, in confezione singola perche' le sorprese sono migliori. Invece la storia che non si e' potuto cambiare il sangue perche' il plasma buono lo avrebbe ucciso e' sulla bocca di tutti, ma mi sembra una grande stronzata.

Sai che sono nato per perdere, e il gioco d'azzardo e' per i pazzi.
Ma e' cosi' che mi piace, tesoro, non voglio vivere in eterno.
E non scordarti il joker!


Ce l'ho tatuata sul polpaccio quella scritta: Born to lose, live to win. So che il motto dello zio Lemmy mi aiutera' nei momenti piu' duri. Nella vita bisogna combattere e non si vive in eterno. Il joker poi e' sempre in agguato, basta saperlo giocare al momento giusto.
Si sa che quando parte quel doppio pedale, sparato come una mitragliatrice, il concerto e' quasi alla fine. Overkill e Ace of spades sono le due bombe che il B-52 Motorhead sgancia per rasare al suolo ogni arena, dopo una guerra combattuta ad armi impari.
Ace of spades rappresenta per la band un supplizio, il pezzo che li ha resi popolari anche ai sassi, ma dal quale non si riescono a staccare. Gli zii hanno buttato fuori piu' di venti album, ma se non suonano quel pezzo dal vivo il pubblico e' capace di qualsiasi pazzia. E i fan dei Motorhead non sembrano rassicuranti come quelli dei Pooh. 'sto cazzo di asso di spade. Sempre piu' veloce, sempre piu' rozzo ogni anno che passa e sempre maledettamente efficace.

Rilancio la puntata, so che mi vuoi vedere.
Guarda le carte e piangi, ancora la mano del morto.
Te lo leggo negli occhi, dai un'occhiata e muori.
L'unica cosa che vedrai, sai che sara'
L'Asso di picche.


Quando tutto quel bordello finisce, il silenzio mi sembra irreale. Bacio la tipa, ancora incredulo, la ringrazio per il regalo. Resto impalato, a bocca aperta, mentre la gente se ne va. Si spengono le luci, lo spettacolo e' finito. L'asso di spade e' stato calato, i giochi sono fatti. Rimane il joker.
I roadies iniziano a smontare la backline, tutto rientra in enormi camion che ripartiranno da li' a poco verso un'altra arena. Il circo ha chiuso i battenti, i saltimbanchi hanno dato ogni goccia di sudore per il pubblico. Ma io sto qui, e come un coglione, aspetto il joker.
Mi sento picchettare una spalla in questa notte fredda e buia. Mi volto, spalanco gli occhi, lui rimane impassibile. Quei due bubboni mi fanno senso, visti da cosi' vicino. Il suo cappello da cowboy mi sembra quasi ridicolo, come quegli enormi baffi da redneck. Mi esce solo un timido, scontato e sfigato Nice show man! Lemmy sorride, tira fuori da una tasca dei jeans attillatissimi una sigaretta e mi chiede di accendere, ma non ho mai fumato in vita mia.
Punx666

.NOTA.
Artigiano nato nell'anno della frutta fresca per verdure marce. Vive in una citta' quieta, avvolta nella nebbia e suona hardcore punk dal 1997.
    Ultime pubblicazioni:
  • L'Angelo Punk / Senzapatria (Marzo 2012 - collana "On the road")
  • Frutta Fresca Per Verdure Marce / Il Foglio Letterario (Dicembre 2012 - collana narrativa diretta da Gordiano Lupi)
  • I Don't Want To Grow Up / Il Foglio Letterario (Marzo 2013 - collana "Demian" diretta da Sacha Naspini e Federico Guerri)

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