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Pongo. (di Ciclofrenia) Stampa
Racconti
Scritto da Joel   
Venerdì 26 Gennaio 2018 09:00
Pongo.
Pongo. (di Ciclofrenia)

http://www.ciclofrenia.it/2016/09/08/pongo/

Ciclofrenia

Non ricordo esattamente quanti anni avessi; per intenderci, ero nell'eta' in cui se ti piace una ragazza e gli amici ti dicono che le vai dietro, tu rispondi "no, non e' vero."

La ritrovavo a Sabaudia tutte le estati. Io avevo casa li', lei la affittava nel mio comprensorio; ogni anno, appena arrivato, provavo lo stesso brivido sbirciando oltre il cancello di casa sua per vedere se c'era la sua famiglia o altri inquilini. Perche' la nostra era un'amicizia da vacanza al mare, di quelle che non ti senti per tutti gli altri mesi dell'anno.

L'ho amata per quattro estati di fila senza mai dirglielo; era cosi' che si faceva a quell'eta', anche se avevo il vago sentore che il mio sentimento fosse ricambiato. Aveva un fratello piu' piccolo che mi ero fatto amico in modo da avere una scusa per starle vicino.

Un giorno, in giardino, stavamo giocando con una pastina che per comodita' chiamero' Pongo, anche se Pongo non era. Dovevi attaccarne una pallina all'estremita' di un tubicino e poi soffiarci dentro finche' non vedevi una bolla grigiastra ultrachimica gonfiarsi davanti ai tuoi occhi, per la gioia del surriscaldamento globale.

Andavamo a turni. Dopo che aveva gonfiato la sua pallina, il fratello le passo' il tubicino. Lei lo prese schifata fra il pollice e l'indice e inizio' a pulirlo con la maglietta, ostentando una lena fuori luogo e dicendo che "se ci soffio subito dopo che ci hai soffiato tu, sara' come se ti avessi baciato in bocca".

Poco dopo tocco' a me. Appoggiai il pongo sul tubicino e ci soffiai dentro (a raccontarlo suona molto meno entusiasmante di quanto mi sembrasse all'epoca), poi feci per passarlo al fratello, che era il prossimo nel giro, ma lei me lo strappo' dalle mani, se lo porto' alla bocca e ci soffio' dentro.
Senza pulirlo prima.
Subito il fratello squitti': "ora e' come se ti sei baciata con Claudio!"
Lei lancio' il tubicino a terra e, gli occhi spalancati, si porto' le mani alla bocca e scoppio' in una risata.

Non me la dai a bere, pensai. Ero sicuro che l'avesse fatto apposta. Ricambiava il mio sentimento, era palese: mi aveva pure strappato il tubicino dalle mani quando non era il suo turno.

Chissa' se lei se lo ricorda.
Io la conto ancora come scopata.

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Fonte: Pongo. (di Ciclofrenia)
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