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Carlo Bonini - ACAB Stampa
Libri
Scritto da sberla54   
Lunedì 10 Agosto 2009 06:20
Carlo Bonini - ACAB
Carlo Bonini - ACAB
All cops are bastards.

Quando ho comprato ACAB di Carlo Bonini (ovviamente invogliato dal titolo, uno slogan che mi accompagna da sempre) pensavo di avere tra le mani un libro-inchiesta sulla Polizia, qualcosa di simile ad un documentario. Dopo le prime pagine, invece, ho capito di essere davanti ad un romanzo, che racconta le storie vere di alcuni celerini, e la cosa mi ha ugualmente rapito, facendomelo divorare in meno di un paio di giorni.
L'autore ha attinto dalle testimonianze, dalle intercettazioni, dalle confessioni e dai documenti ufficiali dei processi, creando una realta' che sembra finzione, per quanto e' dura ed assurda; durante le 190 pagine del libro si srotolano a ritmo serratissimo le storie di quotidiana follia di tre celerini: Michelangelo Fournier (vicequestore aggiunto del Reparto Mobile di Roma, ai tempi del G8 di Genova), Drago e Lo Sciatto (pseudonimi di fantasia, probabilmente per difendersi dalle ritorsioni dei colleghi). Storie che raccontano emozioni e sentimenti semplici, rimescolate e complicate da scenari di poverta' e cattiveria, di appartenenza al branco e di voglia di emergere o semplicemente stare a galla, con quel poco che si conosce e che si e' capaci di fare.
Ideali che nascono da un humus positivo, impregnato in qualche modo di bonta' e solidarieta', ma danno vita ad ultra-violenza e fanatismo (talvolta spicciolo e banale). Aspirazioni ed ambizioni comuni ed umane che crescono forzate in un telaio d'indottrinamento, autoconvincimento e cieca obbedienza, scossa solo dalle urla di una coscienza straziata, lacerata da cio' a cui ha dovuto assistere e da cio' che ha dovuto sopportare ed imparare ad ingoiare, silenziosamente.
ACAB comincia, inevitabilmente, con le udienze del G8 e con le cinghiate fra tifosi, ma prosegue dipingendoci, dall'inedito punto di vista dello "sbirro", diverse storie di cronaca recente: ci si ritrova nei panni dei colleghi di Luigi Spaccarotella, il giorno in cui ha ucciso il tifoso laziale Gabriele Sandri, ed in quelli degli agenti in strada, nell'incredibile notte di guerriglia che ne e' susseguita; ci si ritrova dentro un CPT, negli occhi e nei rimorsi di chi picchia e terrorizza per lavoro immigrati, prostitute e poveracci di ogni genere, che cercano pieta'; ci si fa un giro per le borgate romane, campo base (tra le altre cose) del neofascismo italiano, inedito teatro di moderni pogrom, quando, a seguito del barbaro assassinio di Giovanna Reggiani da parte di un romeno, alcuni cittadini hanno deciso di voler essere "padroni a casa propria" a modo loro, incendiando i campi nomadi. Oltre a questi racconti, si torna spessissimo sui fatti del G8 di Genova 2001, sul pestaggio della scuola Diaz e ci si ritrova continuamente trasportati negli stadi, all'interno di quel gioco di ruolo che ogni domenica mette in guerra le guardie contro i tifosi, anche senza che ci siano delle serie motivazioni che spingano tutto cio' a ripetersi. In un episodio particolarmente interessante, ci e' anche permesso di dare una breve occhiata a cio' che si scrivono i celerini fra di loro, su di un forum privato dell'arma, chiamato DoppiaVela: un vero e proprio viaggio al centro dello sbirro.
In tutto questo, Carlo Bonini e' crudo e diretto, ma comunque piacevole e stimolante: ci mostra le cose come stanno e come mai vengono raccontate. Ci parla del sangue, dei denti rotti, dell'odore e del sapore insopportabile dei lacrimogeni, delle teste aperte dai manganelli, del sudore dentro ai caschi ed alle divise, delle botte, delle molotov, del vomito, degli sputi, dei chiodi, delle lame e delle cinghie. Ci inietta nelle vite dei poliziotti, tanto lontane dalle nostre da essere persino difficili da immaginare, con le loro paure, la loro strana routine dei luoghi di lavoro, gli interminabili processi a cui vengono sottoposti, le umiliazioni piu' differenti, ma anche la disciplina, il fervore ideologico, il cameratismo animalesco ed i bruciori di una vita di miseria e schifezze.
Ci parla anche e soprattutto di odio ma non nel modo in cui si potrebbe pensare: non ci porta ad odiare "gli sbirri", non e' un libro di barricata, anzi, spesso vengono messi in luce i punti deboli dell'uomo dentro al poliziotto, ed e' difficile non immedesimarsi nei suoi problemi e nei suoi dolori, arrivando, per assurdo, a provarne comprensione. ACAB parla piuttosto dell'odio insensato, cieco e violento che muove i personaggi e gli scenari che abitano la vita di un celerino, dandogli un'abbondante tinteggiata di nero. Nel libro si puo' trovare l'odio tra i tifosi di una squadra e quelli di un'altra, fra i tifosi ed i poliziotti, fra i poliziotti e le "zekke comuniste", i fantomatici no global e tutta la sinistra, fra celerini ed altri celerini, colpevoli di non essere abbastanza fedeli e rabbiosi, fra gli italiani e gli stranieri e persino fra diversi ranghi di fascisti.
Odio, rabbia, violenza e morte, che fanno da motore principale alle vite dei protagonisti del libro. Rappresentano tutto cio' che essi conoscono, nel bene e nel male.
Per chiudere, mi sento proprio di consigliarvi la lettura di questo ACAB di Carlo Bonini, perche' e' qualcosa di assolutamente atipico: uno strano amplesso tra romanzo ed inchiesta politica, capace di mischiare l'interesse ideologico alla curiosita' per la storia, il racconto ed il suo intreccio, in maniera sensibilmente cinematografica.
Una nuova maniera di raccontare l'autorita' ed il braccio armato dello Stato.
sberla54

.PER L'ACQUISTO.
Il libro, purtroppo, non e' particolarmente economico: potrete comunque trovarlo in qualsiasi libreria o acquistarlo online da IBS, Libreria Universitaria e UniLibro.
Prezzo: 16,50 euro.

.RASSEGNA STAMPA.
Quello che i celerini non dicono - Il blog dei cattivi poliziotti (Repubblica)
ACAB. All cops are bastards di Carlo Bonini (Wuz)
ACAB: All cops are bastards di Carlo Bonini (Booksblog)

.LINKS.
Wikipedia Carlo Bonini: http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Bonini

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