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Francesco Dezio - Qualcuno E' Uscito Vivo Dagli Anni Ottanta Stampa
Libri
Scritto da Joel   
Giovedì 04 Dicembre 2014 09:00
Francesco Dezio - Qualcuno E' Uscito Vivo Dagli Anni Ottanta
Francesco Dezio - Qualcuno E' Uscito Vivo Dagli Anni Ottanta

A dieci anni di distanza dal romanzo di protesta che lo fece conoscere al grande pubblico, Nicola Rubino E' Entrato In Fabbrica (Feltrinelli), opera prima della 'narrativa precaria' degli anni Duemila, Francesco Dezio pubblica otto racconti tutti dedicati alla storia della penetrazione delle controculture musicali dagli anni Ottanta ad oggi in una provincia pugliese (Altamura, Santeramo, Molfetta, Sansevero, Bari, Melpignano) asfittica, sonnolenta, conformista e perbenista, in cui fanno il bello e cattivo tempo gli imprenditori del Salotto, con le loro logiche di sfruttamento e opportunismo padronali.
Protagonisti di queste storie sono gli appassionati del punk, del post-punk, della new wave, del rock e del post-rock, che si aggrappano alla musica come all'unico linguaggio dell'anticonformismo e della resistenza: dai tossicodipendenti degli anni Ottanta agli studenti, ai precari e ai disoccupati degli anni Novanta e Duemila.
Ogni racconto e' una storia narrata in prima persona, sospesa tra tragedia e commedia, che parla dei mali del nostro tempo, ma e' anche un insieme di recensioni e giudizi critici, anche contrastanti (a seconda del personaggio che parla, dei suoi gusti musicali, delle sue esperienze e della sua sensibilita'), sulle varie formazioni piu' o meno note di tre decenni di musica italiana e internazionale. Sono ben settanta i gruppi citati nel libro (nell'ultima pagina del libro e' possibile scaricare la 'playlist di Dezio'): Led Zeppelin, AC/DC, Clash, Pink Floyd, CCCP, Underage, Wretched, Ramones, Kandeggina Gang, Orda, Ultravox, Cure, Depeche Mode, Duran Duran, PIL, Not Moving, Last Call, Chain Reaction, Kina, Kranio, Negative Disarcore, Negazione, Rich Fish in Hand, Ry Cooder, Lingomania, Joy Division, Nick Cave, Church, Died Pretty, U2, Simple Minds, Boohoos, Guido Toffoletti, Gang, Gods of Metal, Rolling Stones, Litfiba, Diaframma, Bis, Mando Diao, Yumi Yumi, Oasis, Stooges, Doors, Velvet Underground, Arab Strap e altri ancora...

Questa musica, proveniente da tutti i continenti, contrasta con la piccineria di un mondo periferico e chiuso, ostile a qualsiasi novita'. Ed e' questa la forza narrativa del libro, cosi' diverso dai tanti saggi di musica di autori stranieri che ogni giorno sono tradotti in italiano. Qui, come dice Dezio, la musica si mescola a tanta altra storia italiana "in un gigantesco calderone: Aldo Moro ucciso dalle BR si impastava alle avventure di Goldrake" (p. 14), alle prime morti di AIDS, alla storia dei centri sociali (il 'Virus' di Bari, la 'Giungla' di Milano), alle serate in famiglia passate a guardare Sanremo (dove Anna Oxa nel '78 ostenta un look artificiosamente punk studiato a tavolino), alle fanzine tipo TVOR, ai pellegrinaggi ad Amsterdam e Londra (p. 21: "Amsterdam era la Mecca per i punk altamurani, ne stavano a frotte, veniva anche prima di Londra o Berlino. Nel periodo '84-'85 carovane di europei si spingevano in Olanda..."), al superamento dei tabu' maschilisti ed omofonici, ai movimenti sessantottini e anarchici, cui Dezio guarda con profonda simpatia, ricordando la figura leggendaria di un anarchico altamurano, Sante Cannito, che fece scuola: "c'era ad esempio Donato che aveva un furgone Ford Transit con cui vendeva le uova: era il piu' eccentrico di tutti, vestiva da anarchico russo, casacca e colbacco, metteva baschi, cappelli con bon bon da bohemien" (p.8). "I CCCP erano divenuti l'emblema del punk, secondo me a torto. Rispetto al movimento giunsero con un bel po' di ritardo, siamo gia' nell'87 quando si comincia a parlare di loro... c'erano a mio avviso testi piu' calzanti che grondavano furore anarcoide..." (pp. 16-17).
Cosa resta oggi di questa musica, che fu anche movimento e non solo musica? Restiamo prigionieri degli anni Ottanta o li abbiamo superati inventando qualcosa di nuovo? A questo dilemma ammicca il titolo, che storpia una canzone degli Afterhours. La risposta di Dezio non e' univoca, perche' affidata ai personaggi delle storie: ognuno ha una sua idea. Ed e' questa la bellezza di un libro proiettato nel futuro, aperto e variegato, disperato eppure pieno di speranza, non chiuso nella nostalgia e nella monumentalizzazione del passato. L'autore considera ancora la musica come il linguaggio interiore delle generazioni che la suonano e la cantano, anche quando la scaricano da Internet, la ascoltano in solitudine o come sottofondo edulcorato negli Outlet e negli ipermercati, invece di incontrarsi ai concerti, nei centri sociali, nelle metropoli europee. Un libro che crede alla musica come speranza, come protesta, come risposta alla crisi.
Ivo Natalicchio

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Il libro e' acquistabile nelle piu' famose librerie online, come Amazon e IBS.
Prezzo: 10,20 euro.

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