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Piccola Bibliografia Commentata Sull'Hardcore Punk Italiano Anni '80 (di La Frontiera) Stampa
Libri
Scritto da Joel   
Mercoledì 01 Gennaio 2020 10:00
Piccola Bibliografia Commentata Sull'Hardcore Punk Italiano Anni '80
Piccola Bibliografia Commentata Sull'Hardcore Punk Italiano Anni '80 (di La Frontiera)

https://arrigoxxx.wordpress.com/2017/03/10/piccola-bibliografia-commentata-sullhardcore-punk-italiano-anni-80/

La Frontiera - punk rock e altri scritti

Gli anni d'oro dell'hardcore punk italiano che vanno dal 1981 al 1986 sono un fenomeno sociale ed artistico ben conosciuto da chi si occupa di certi argomenti.
In quegli anni l'Italia, ancora immersa in un lunghissimo dopoguerra, mutava rapidamente sotto ogni aspetto. Pochi giovanissimi raccoglievano le ultime spinte propulsive delle esperienze che li avevano preceduti. Da un lato la politica popolare ed extraparlamentare che ancora reclamava un allargamento dei diritti per lavoratori e cittadini, diritti che al contrario si andavano sclerotizzando, anche in conseguenza di un apparato partitico che, raffreddando il magma bollente della neonata repubblica antifascista, si solidificava in un semplice struttura di potere.
Dall'altro lato una cultura popolare che si era espressa a livelli altissimi ma che a sua volta si ritirava timorosa nel raggiunto benessere e investiva le sue forze nella nascente infrastruttura dell'intrattenimento commerciale senza ulteriori ambizioni.
In questo contesto di recessione e scivolamento edonistico che caratterizza gli anni 80 l'esperienza dell'hardcore punk italiano, con caratteristiche per certi versi uniche a livello mondiale, costituisce una "polvere fastidiosa" che infiltrando gli ingranaggi crea momenti forse irripetibili di vera rivoluzione, sociale ed artistica.
Un pugno di ragazzi che crea un intero e solido circuito di relazioni e produzioni internazionale, che rivendica ed espugna i propri spazi al interno della citta'.
Tutto questo finisce ad un certo punto, o meglio esplode, come una stella che raggiunta la massima maturita' possibile deflagra in mille piccoli asteroidi che proseguono una traiettoria autonoma.
Di tutto questo si e' scritto molto, soprattutto in seguito, soprattutto quando i protagonisti hanno raggiunto la giusta prospettiva per analizzare fatti ed azioni che per certi versi sono stati semplice e istintiva necessita'.
Una leggenda, e quella del hardcore punk italiano degli anni ottanta lo e' a tutti gli effetti, nasce sempre da una narrazione orale che con il tempo si solidifica in un'opera scritta, e anche in questo caso le molte penne che ne hanno fissato i limiti ce la illustrano ciascuna secondo un percorso diverso e ciascuna secondo una luce particolare che non puo' essere altro che la propria parziale e personale esperienza.
Ritornano pero' in ognuna elementi fondanti e gli episodi principali. I momenti topici sono gli stessi per tutti, il Virus di Milano, la Giungla di Bari, il Victor Charlie di Pisa. La manifestazioni contro i missili a Comiso in Sicilia, il Chaos Tag ad Hannover. Le case occupate di Amsterdam, Berlino e Bologna. Il concerto dei Black Flag all'Odissea 2001 di Milano.
Questa bibliografia sul hardcore italiano degli 80 raggruppa la narrazione a partire dai punti di vista personalissimi di alcuni dei protagonisti che contribuiscono ciascuno con uno spaccato della propria realta', componendo i frammenti di una storia che ci parla soprattutto di vita, di gioventu' e di amore.

Stefano Giacone e Marco Pandin - Nel Cuore della Bestia - Zero in Condotta - 1996 - pagg. non numerate
Si tratta di uno dei primi tentativi di raccontare la stagione dell'hardcore italiano, e arriva da due personaggi che condividono un cammino che parte dal movimento operaio ed anarchico degli anni settanta per attraversare poi il punk vissuto appunto come continuazione spontanea di quella dimensione.
Il libro si apre con due lunghi preamboli in cui entrambi gli autori raccontano il percorso personale che li ha portati al punk. Stefano Giacone e' torinese, musicista e a lungo sassofonista dei Franti, nonche' attivista dell'etichetta Blu Bus. Marco Pandin, giornalista veneziano, collaboratore e animatore di A Rivista Anarchica e curatore di un bel libro sui Crass nel 1982 oltre che animatore dell'importante fanzine veneziana Garage Rock, che negli anni ottanta usci' in quattro numeri ciascuno accompagnato da un disco 7".
Dopo questi capitoli iniziali la narrazione continua con una voluminosa raccolta di ritagli tutti provenienti da fanzine e dischi italiani del tempo. Testi di canzoni, interviste e comunicati di bands e collettivi, accomunati nella volonta' degli autori dall'essere "... un arcobaleno di interpretazioni sul significato del punk, che per ciascuno aveva una sfumatura diversa, e le sue relazioni con l'anarchia e il pacifismo". Sicuramente una raccolta interessante e completa.

Marco Philopat - Costretti a sanguinare, romanzo sul punk 1977-84 - Shake edizioni - 1997 - pagg. 180 (esclusi inserti grafici e fotografici)
Il primo tentativo di rielaborare quegli anni in una narrazione prospettiva arriva prevedibilmente da Milano, la citta' che in termini di attivita' e iniziative ha dato di piu' e ancor piu' prevedibilmente arriva da Philopat, classe 1962, uno dei "vecchi" del Virus, che gia' da tempo si occupava di letteratura ed editoria.
Marco apre le danze di questa sequenza di pubblicazioni scegliendo la forma, che sara' poi la prevalente per la maggior parte delle successive, del romanzo di formazione, scritto in prima persona sotto forma di diario. La sua scrittura e' potente, il suo coinvolgimento e' totale e il livello culturale alto, in piu' lo scenario della Milano anni settanta ottanta offre molto da narrare, documentare e spiegare. Completano il libro una bella sequenza di disegni di Bad Trip e una sezione fotografica con dei documenti davvero unici.

Riccardo Pedrini - Ordigni, storia del punk a Bologna - Castelvecchi editore - 1998 - pagg. 123
Questo piccolo gioiello e' passato ingiustamente inosservato rispetto ad altri titoli di questa rassegna. Riccardo (classe 1962), nella sua terza collaborazione con Castelvecchi sul tema delle culture alternative, racconta la sua esperienza attraverso la scena del punk rock a Bologna. Indubbiamente una delle citta' che piu' ha contribuito al rock ed alle controculture in genere in Italia.
In citta' a partire da un solido movimento politico ed artistico si costruisce un sottobosco di giovanissimi che si votano anima e corpo al punk e lo interpretano secondo le proprie differenti visioni. Nascono cosi' due spezzoni in cui le diverse sensibilita' si dividono, senza pero' produrre due scene contrapposte, ma piuttosto una scena sfaccettata. Da un lato i punk pacifisti, gli anarcopunk, dall'altro i nichilisti, oggi definiti street punk. Al vertice delle rispettive sotto-scene i Raf Punk e i Nabat, l'Attack Punk e la Campane a Stormo, Jumpy Velena e Steno.
Riccardo prima brevemente batterista dei Bacteria, punk pacifisti della prima ora, poi a lungo bassista con i Nabat, a tutt'oggi gruppo di punta della scena skinhead oi! nazionale, infine dj soul e scrittore nel collettivo Wu Ming e' sicuramente la persona migliore per accompagnarci in questo viaggio.

Roberto Perciballi - Come se nulla fosse, storie di "pank" a Roma (1980-2000) - Castelvecchi Editore - 2000 - pagg. 252
Roberto (classe 1964, scomparso nel 2016) e' stato un artista poliedrico e multimediale, nella sua vita si e' dedicato con grande passione a musica, pittura, scultura e scrittura.
Cantante nella band romana Bloody Riot, in questo bel libro, introdotto da una prefazione del sociologo-skinhead Valerio Marchi (anche lui prematuramente scomparso nel 2006) illumina una realta' molto distante da quella dei suoi compagni del nord Italia, la realta' di una citta' unica e antica come e' Roma.
E' la citta' di Roberto, un ragazzo figlio di lavoratori, non povero e neppure confinato nella periferia, ma che anzi vive il centro della capitale della politica, dello Stato, ma anche dello spettacolo. Una citta' che ha le sue regole anche dure, e che Roberto decide di vivere come un ragazzo di strada, che affronta oltre che con un grande desiderio e curiosita', con una grande aggressivita', verso gli altri, verso la societa' e verso se' stesso.
Attraverso questi occhi vediamo nascere e crescere una scena che ha delle solide basi gia' nella fine degli anni 70 con locali, bands, concerti di gruppi stranieri e punti di ritrovo. Tuttavia una scena che per lungo tempo riempira' piu' verbali di polizia che pagine di recensioni.
Lo stile di Roberto diretto e ribelle e' irresistibile. Questo e' uno dei libri che ho piu' amato in questa piccola bibliografia.

Silvio Bernelli - I ragazzi del mucchio - Sironi Editore - 2003 - pagg. 204
Declino, Indigesti, Negazione, sono questi i gruppi di cui Silvio (classe 1965) ci racconta le vicende. Tre gruppi uniti da un fortissimo legame di amicizia. Provenienti dall'area di Torino e Vercelli, e autori di alcuni dei dischi piu' importanti e conosciuti dell'hardcore italiano.
L'autore, che ha suonato il basso con i primi due, ha una prosa felice e diretta e disegna con pochi tratti personaggi, periodi e situazioni, descrivendo anche aspetti personali e familiari e rendendo un quadro davvero luminoso di una scena di ragazzi di buona famiglia e cultura che hanno dedicato alla passione per una musica e uno stile che li hanno rapiti e sui quali hanno saputo lasciare il segno. Sicuramente uno dei libri piu' piacevoli ed esaurienti di questa piccola bibliografia.

Marco Philopat - Lumi di punk, la scena italiana raccontata dai protagonisti - Agenzia X edizioni - 2006 - pagg. 235
Philopat ritorna sull'argomento a qualche anno dal suo romanzo con quest'opera che e' probabilmente la piu' importante e completa tra quelle fin qui citate. Infatti raccoglie una trentina di testimonianze di altrettanti membri della scena, fedelmente trascritte dai loro interventi nel corso di diversi allestimenti della mostra "Beat Hippy Autonomi Punk", "... mostra sulle sottoculture che dagli anni 50 hanno popolato la nostra vita, ...che hanno segnato il tempo e sognato di andare fuori tempo...".
I racconti vengono da attivisti, musicisti, squatter e persone che hanno fatto a vario titolo parte di una scena che non prevedeva ruoli passivi.
Vengono descritte le realta' di Milano, Napoli, Bologna, Pisa, Torino, Aosta, La Spezia, Cosenza e ci sono i componenti di Kina, CCM, Negazione, Fall Out, I Refuse it, Raf Punk, e molte ragazze a testimonianza di una presenza femminile molto attiva, presenza che sara' praticamente assente dalla successiva ondata del hardcore italiano.

Stiv "Rottame" Valli - T.V.O.R Teste Vuote Ossa Rotte 1980-1985 storia di una caoszine hardcore punx - Lovehate80 - 2009 - pagg. 304
Questo libro e' sostanzialmente diverso dagli altri inclusi in questa bibliografia e inizialmente non avevo pensato di includerlo. Si tratta infatti della ristampa dell'intera collezione di T.V.O.R. la fanzine che meglio di qualunque altra ha raccontato la scena hardcore punk straniera ai kids italiani e la scena italiana ai kids del resto del mondo.
Forte di una grafica semplicemente eccezionale e di una valanga di contenuti raccolti da dei veri fanatici del hardcore ha prodotto cinque uscite progredendo costantemente e imponendosi come una delle migliori fanzine mai prodotte al mondo.
Questa raccolta e' imprescindibile per chiunque l'abbia conosciuta o voglia farsi davvero un idea di cosa sia stata la scena di cui stiamo parlando e, oltre a tutto, e' un prodotto editoriale davvero strepitoso per cura e qualita'. Ogni uscita della fanzine e' inoltre qui corredata da una pagina di racconto dell'autore, aggiungendo un importante tassello alla narrazione di quegli anni.

Carlo Cannella - La citta' e' quieta... ombre parlano, una storia punk - Senza Patria editore - 2010 - pagg. 172
Carlo, classe 1962, che ha cantato con Dictatrista, Stige e Affluente ci racconta il punk e l'hardcore ad Ascoli, cittadina del centro Italia, dalla fine degli anni settanta alla fine di quelli ottanta. Lo fa con uno stile allucinato ed alcolico, raccontando storie allucinate ed alcoliche, non senza un pizzico di ingenuo narcisismo e retorica, ma con grande sincerita'. Il suo libro e' importante soprattutto perche' e' una delle poche testimonianze in questa serie che ci parla della realta' di provincia. Di fatto la realta' vissuta dalla maggioranza degli hardcore kids italiani che se nelle grandi citta' si contavano a decine o centinaia nelle provincie erano migliaia.

AAVV - IMPACT, Realta' mutabili - Autoprodotto - 2011 - pagg. 112
Gli IMPACT di Ferrara scelgono di raccontare la loro storia con un libro corale dove danno voce al maggior numero possibile di componenti della band oltre agli storici fondatori. Seguono un percorso lineare che riassume i passaggi in ordine cronologico senza lasciare troppo spazio alle date o all'elencazione dei concerti ma illuminando in particolare il microcosmo di contatti e relazioni che circonda la band e dipingendo uno spaccato ancora vibrante della scena con uno spirito genuino e a volte persino ingenuo, ma fedele allo spirito che li ha animati. Seguiamo gli Impact in una storia che ci racconta di punk, hardcore, radicalismo, provincia, adolescenza e ribelione.
Una storia che e' partita nel 1980 e continua ancora oggi.

Marco, Tax e Zazzo - Negazione, il giorno del sole - Shake Edizioni - 2012 - pagg. 63
A 20 anni di distanza dallo scioglimento un documento sulla band che piu' di tutte ha incarnato ai miei occhi quello stile, quella voce.
I Negazione evitano di scrivere una storia della band che scandisca il percorso di nascita, tour e registrazioni, che peraltro sono ben riassunti del libro di Silvio Bernelli, e si concentrano su quella che e' la sedimentazione di esperienze, sensibilita' e ricordi dentro ciascuno di loro.
L'esperimento si trasforma in un omaggio a Fabri, il quarto componente storico scomparso nel 2011, e infatti riguarda solo il periodo in cui lui completava la formazione. Il periodo piu' intenso e bello per la band.
Il booklet e' completato da un CD audio che include le registrazioni con Fabri, ovvero dal secondo 7 pollici "Condannati a Morte..." fino a "Little Dreamer" passando per "Lo Spirito Continua".
Questa scelta ci consegna un'altra fotografia del periodo d'oro dell'harcore italiano ma lascia un senso di sconfessione per il periodo successivo, fino al 1992 in cui la band e' stata comunque parecchio attiva.

Gianpiero Capra e Stephania Giacobone - Come macchine impazzite, il doppio sparo dei Kina - Agenzia X edizioni - 2014 - pagg. 249
Gianpiero, bassista dei Kina di Aosta, classe 1962, condivide con Stephania, classe 1987, questo libro a quattro mani, intervallando le sue memorie del lungo percorso con la band con un racconto autobiografico della giovane concittadina che dei Kina ha raccolto il messaggio e ne cerca le traccie tra Aosta, Torino e Berlino, Una piacevole variazione sul tema che devo dire non mi ha convinto fino in fondo ma che ci consegna un altro pezzo di questo puzzle.

Antonio Cecchi - No more pain - Area Pirata editore - 2016 - pagg. 250
Buon ultimo arriva l'atteso racconto sulla storia dei CCM, una delle band piu' radicali e amate dell'hardcore italiano, una delle poche insieme a Raw Power, Indigesti e Negazione a tentare l'avventura del tour negli Stati Uniti.
Scrive Antonio, classe 1959, chitarrista e fondatore della band e forse la storia soffre un po' dell'assenza dei suoi compagni di strada, Sid e Dome che sono tra i piu' carismatici protagonisti della scena di quei tempi e che, come Antonio premette gia' dalle prime righe, non condividono la scelta di pubblicare un memoriale.
Il libro oltre alle molte vicende della band alle prese, come altre qui, con autogestione e tour internazionali, ci racconta anche della ricca scena di Pisa, del Victor Charlie e del Granducato Hardcore, un sodalizio tra attivisti della scena toscana che ha prodotto molto.
Anche qui molte e belle fotografie e grafiche inedite.

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Mi sento di aggiungere a margine di questa bibliografia un titolo di recente pubblicazione che puo' fornire uno spunto di riflessione su un tema che interseca quello fino a qui trattato, ovvero l'autogestione degli spazi sociali in Italia.

Bruno Segalini - Fiamme e Rock ‘n' roll - Shake edizioni - 2016 - pagg. 168
In questo bel romanzo Bruno, classe 1962, ripercorre l'ultima lunga notte del Centro Sociale Leoncavallo di Milano prima del disastroso sgombero del 1989 e ci offre uno spaccato magnifico su cosa sono state e ancora sono le occupazioni a uso sociale nel nostro paese e anche un'occasione per chiudere simbolicamente la narrazione di un decennio di lotte, conquiste, sconfitte e grande passione.

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Fonte: Piccola Bibliografia Commentata Sull'Hardcore Punk Italiano Anni '80 (di La Frontiera)
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