Immagini

Prossimi Concerti

Do It Your Shop

Tanto Di Cappello Records

Hardcorella Duemila

Vegan Riot

VegFacile - Go Vegan!

Animal Liberation Front
Home Articoli Film ...Visitors! (di Kalashnikov Collective Headquarter)
...Visitors! (di Kalashnikov Collective Headquarter) Stampa
Film
Scritto da Joel   
Sabato 17 Maggio 2014 09:00
Visitors - [1983] Kenneth Johnson
...Visitors! (di Kalashnikov Collective Headquarter)

http://kalashnikov-collective.blogspot.it/2014/03/we-talk-about_20.html

Kalashnikov Collective Headquarter

"Mio caro giovane amico" disse Mustafa' Mond "la civilta' non ha assolutamente bisogno di nobilta' o eroismo. Queste cose sono sintomi d'insufficienza politica. In una societa' convenientemente organizzata come la nostra nessuno ha delle occasioni di essere nobile ed eroico. Bisogna che le condizioni diventino profondamente instabili prima che l'occasione possa presentarsi. Dove ci sono guerre, dove ci sono giuramenti di fedelta' condivisi, dove ci sono tentazioni a cui resistere, oggetti d'amore per i quali combattere o da difendere, la' certo la nobilta' e l'eroismo hanno un peso..." Il Mondo Nuovo (Brave New World), Aldous Huxley, 1932

La verita' ha il suono di uno schiaffo e si presenta come pelle verde e squamosa, sotto un travestimento ben riuscito. Il ricordo comune e' quello di un segreto difficile da mandar giu', come ratti ingoiati ancora vivi e scalpitanti, dalla bella e spietata Diana e il suo make-up da top model. Un ricordo indelebile: quel volto sfregiato che svela un orribile rettile, con gli occhi rossi e le pupille a fessura.

Per chi e' stato bambino nei primi anni Ottanta, quello dei Visitors, e' un incubo pop difficile da dimenticare. Ma e' stato proprio il desiderio di esorcizzare quella paura infantile e/o la ricerca di una manciata di ore di puro intrattenimento trash e nostalgico, che hanno creato un'occasione di riflessione inaspettata.
Tutto inizia con un reporter d'assalto che racconta una guerra. Una battaglia combattuta con armi convenzionali a cui siamo abituati: bombe, fucili, proiettili ed elicotteri militari. Ci sono vittime e ci sono carnefici. I due schieramenti sono ben evidenti. Ed e' proprio li', in tutto il suo mistico orrore, che si presenta per la prima volta l'immensa navicella spaziale dei visitatori. La prima di tante che andranno a proiettare un'ombra minacciosa sulle principali citta' del mondo. Eppure i Visitatori sono venuti in pace. La loro voce e' fredda e metallica, ma parlano la nostra lingua. Parlano a noi. Uno per uno. In ogni angolo della Terra risuona il conto alla rovescia, verso l'alba di una nuova era o verso l'ultima alba che vedremo, pigola spaventata la tipica teenager americana che "non vuole morire senza averlo mai fatto".
Gli alieni hanno scelto nomi "terrestri" perche' i loro sono troppo complicati da comprendere e memorizzare. Solo nomi di battesimo, semplici e comuni, senza cognome e senza titolo. Sono John, Peter e Diana. Come il nostro vicino di casa o il collega con cui ci si fuma una sigaretta prima di un turno in fabbrica. I Visitatori sono venuti da noi a causa del sovraffollamento del loro pianeta di origine.

Come puo' l'umanita' far fronte al problema del rapido incremento demografico? Non molto bene. I fatti dimostrano che in quasi tutti i paesi sottosviluppati la sorte dell'individuo medio e' considerevolmente peggiorata nell'ultimo mezzo secolo. La gente si nutre peggio. e' diminuita la quantita' di beni pro capite. E in pratica ogni tentativo di migliorare la situazione e' andato a vuoto, per la pressione continua dell'incremento demografico. Ogni qual volta si fa precaria la vita economica d'una nazione, il governo centrale e' costretto ad assumersi nuove responsabilita', per il benessere generale. Deve elaborare nuovi programmi per far fronte alla situazione critica; deve imporre nuove restrizioni alle attivita' dei soggetti; e se, come probabile, dal peggioramento delle condizioni economiche consegue agitazione politica, o ribellione aperta, il governo centrale deve intervenire, a tutela dell'ordine pubblico e della propria autorita'. Ritorno Al Nuovo Mondo (Brave New World Revisited) Aldous Huxley, 1958

Le risorse del loro pianeta si stanno esaurendo, al contrario della Terra che ne e' ricca. Scopriremo ben presto che quelle "risorse" non sono altro che acqua e carne. Siamo nel 1984 e risulta piuttosto inquietante - una sorta di oscuro presagio - il fatto che a distanza di trent'anni esatti, nella realta', carne ed acqua siano effettivamente diventate delle emergenze ambientali e sociali. I Visitatori vogliono prosciugare le risorse idriche della Terra ed "importare" il bestiame, cioe' l'uomo, per nutrirsene. Esaurite le risorse della Terra, invaderanno un altro pianeta. E cosi' via... perche' nonostante abbiano la consapevolezza che il loro tenore di vita sia ingestibile, distruttivo e parassitario, preferiscono aggredire, schiacciare e sfruttare l'"altro" piuttosto che rimettere in discussione loro stessi.

La Storia ha pero' insegnato - a questi grossi rettili antropomorfi - che nell'epoca moderna una guerra manifesta non e' quasi mai la scelta migliore. Le guerre sono lunghe, costose e fiaccano gli animi dei cittadini gia' inquiete per la crisi. Il modo migliore per ottenere cio' che vogliono, e' fare in modo che siano gli stessi uomini - l'anello debole del sistema Universo - a fabbricare le catene della propria schiavitu'. Abbiamo detto che i Visitatori parlano la stessa lingua dei terrestri ed infatti promettono loro soldi, lavoro ed una cura per il cancro. In cambio prendono in gestione le fabbriche della Terra, scelgono una schiera di giornalisti come portavoce ed istituiscono il club de "Gli amici dei Visitatori", una falange paramilitare a meta' strada tra i Boy-Scout e la Gioventu' Hitleriana.

Hanno quattro dita e un pollice, condividiamo lo stesso percorso evolutivo, dice l'antropologo che comincia a farsi troppe domande sui Visitatori. L'uomo ha notato che hanno la pelle fredda, non mangiano cibo cotto, non vengono punti dalle zanzare e al loro passaggio fanno innervosire gli animali. Sembrano come noi, ma sono diversi. La loro e' soltanto una maschera rassicurante, denuncia la biologa che raccoglie un campione della loro pelle "umana"... Spariranno nel nulla. Dall'oggi al domani. Prima nelle universita', poi nei laboratori di ricerca ed infine persino i medici negli ospedali. Li prendono uno ad uno. Loro e la loro sconveniente predisposizione a farsi domande. Ma devono farlo senza destare dissensi, perche' il popolo deve continuare ad amarli. I Visitatori hanno bisogno di essere legittimati anche in ambito affettivo. E non c'e' nulla come mostrare la propria debolezza per giustificare una presa di posizione autoritaria o un'aggressione violenta. Perche' se ci sono delle vittime, ci sono dei cattivi. I giornalisti di regime urlano ai quattro venti che una fantomatica congiura degli scienziati minaccia la stabilita' e la pace. Gli scienziati fanno diventare tristi i nostri amici Visitatori! I Visitatori sono buoni! Portano lavoro e portano progresso! Ingrati! Ecco cosi' che gli uomini di scienza diventano detestabili e sconvenienti dal punto di vista sociale. Sono terroristi. Vanno segnalati e tenuti sotto controllo. Non vanno invitati alle feste. Vanno allontanati e disprezzati persino i parenti piu' stretti o i vicini di casa.
"Ogni cambiamento e' una minaccia alla stabilita'. Questa e' un'altra ragione per cui siamo poco disposti a utilizzare nuove invenzioni. Ogni scoperta nel campo della scienza pura e' sovversiva in potenza; anche la scienza deve essere trattata come un possibile nemico. Si', anche la scienza." Il Mondo Nuovo (Brave New World), Aldous Huxley, 1932

E' come nel '38 a Berlino, dice il sopravvissuto all'Olocausto che ospita una famiglia di scienziati fuggiaschi. Li nasconde agli occhi di quel nipote buono a nulla, membro de "Gli amici dei visitatori". Il ragazzo ha aderito in cambio di armi, una divisa e quel poco di potere, che usa per cercare di far sua la figlia vergine dello scienziato. Al rifiuto di lei segue la vendetta: la famiglia viene denunciata e deportata. Le guardie pero', troveranno soltanto il vecchio con la kippah sul capo che intona un canto sacro.

Insieme alla repressione, arriva la propaganda. Grandi manifesti che tappezzano le strade e che ritraggono i Visitatori sorridenti nelle loro divise ed una grossa scritta "OUR FRIENDS". Faccio solo il mio lavoro, si difende la giornalista che fa da eco al volere degli invasori. Ho sentito questa frase decine e decine di volte durante il processo di Norimberga, la accusa un collega.
E poi c'e' la resistenza. Disorganizzata, raffazzonata e per nulla incisiva, ma c'e'... e ha il volto di una vecchia che scaglia una molotov nella navicella del nemico. Ha il volto di una giovane leader pasionaria che deve decidere, minuto per minuto, quali saranno le sue azioni. Nessuno le ha spiegato come si fa... eppure lei prende il comando e guida la rivolta. Ed e' in questa - qualcuno direbbe - epica ed eroica battaglia che scopriamo pero' quanta paura, quanta vigliaccheria e quante morti inutili puo' portare con se' la lotta all'oppressore. Persino in un telefilm degli anni Ottanta! Nessuno dei membri della resistenza e' convinto di fare la cosa giusta. Nessuno si sente un eroe o parte di qualcosa di epico. La paura e' tale da spingere uomini forti ed intelligenti ad atti vili e codardi. Nessuno ha la certezza che le proprie azioni, il proprio sacrificio o il correre dei rischi, avranno poi un'effettiva ripercussione positiva per la lotta... eppure vanno avanti, spinti da qualcosa che e' difficile spiegare...

Viene per esempio, spontaneo chiedersi quanto "eroica" possa sentirsi quella giovane e bella ragazza, nel momento in cui sacrifica il proprio corpo e la propria sessualita', per estorcere informazioni sensibili al nemico reso vulnerabile a affabile durante il post-coitum. O quanta nobilta' ci sia nella crudele - ma utile - morte dell'anziana signora che viene uccisa come un cane in uno scantinato, durante un'azione di sabotaggio. Come c'e' ben poco di poetico nel "terrorista di professione" che porta disciplina e tecnica, a quella che era una manciata di uomini e donne disperati. Eppure ogni singolo atto, nella sua confusione o nella sua miseria apparente, portera' gli uomini alla vittoria e alla liberta'. Cosi', come tanti puntini collegati tra loro che conducono ad un disegno piu' ampio. Un disegno che il singolo individuo forse, non puo' comprendere nella sua interezza.
E c'e' quella frase... all'inizio di ogni puntata: All'eroismo dei combattenti della resistenza - passata, presente e futura - dedichiamo con rispetto questo lavoro. E quella V, rossa, dipinta con la vernice spray. La "V" della vittoria degli uomini liberi. Morte ai lucertoloni!
Valeria Disagio

.LINKS.
Fonte: ...Visitors! (di Kalashnikov Collective Headquarter)
Home Page Kalashnikov Collective Headquarter: http://kalashnikov-collective.blogspot.it/
Wikipedia Visitors: http://it.wikipedia.org/wiki/Visitors_%28serie_televisiva%29
IMDB Visitors: http://www.imdb.com/title/tt0086822/
Wikipedia Kenneth Johnson: http://it.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Johnson
IMDB Kenneth Johnson: http://www.imdb.com/name/nm0425540/

.CONDIVIDI.