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Home Articoli Politica Catania.. una citta da vivere ..in gabbia!
Catania.. una citta da vivere ..in gabbia! Stampa
Politica
Scritto da ThePuNkshOw   
Martedì 19 Dicembre 2006 23:25

Torniamo a fare i panche!
altro po di gossip. in terronia succedono sempre le peggio bastardate.. oltre alla mafia ci sta un'altra bella razza di merda che non si smentisce mai.. a voi la lettura:

Proprio ieri il Sole 24 Ore pubblicava un indagine che “premia” Catania come capoluogo dove si vive peggio in Italia. Di questo riconoscimento la città ne va fiera e a dare il buon esempio per primi sono i solerti tutori dell’ordine che hanno voluto rendere partecipe Peppe “Sucamorvo” del valoroso risultato raggiunto.
ricordiamo che il compagno, accusato ingiustamente di aver lanciato una molotov contro la caserma dei carabinieri di Piazza Dante, senza uno straccio di prova, era già stato “ospitato” per ben 3 mesi in carcere (dal 28/10/04) ed è tuttora sottoposto ad obbligo di firma. Il castello accusatorio alla luce del processo, tuttora in corso, si sgretola e dissolvendosi lascia intravedere una montatura che ha il sapore di una persecuzione politica.
Dalla data del suo rilascio, infatti, Peppe non ha più avuto pace, gli instancabili tutori dell’ordine costituito non hanno mai smesso di fargli sentire il fiato sul collo: continuamente pedinato, controllato senza sosta, spiato, ascoltato, fermato in ogni occasione e per ogni pretesto.

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Oltre a costanti umiliazioni e soprusi, ha subito innumerevoli denunce e indagini (per volantini e scritte murali).Gli è stato ripetutamente sequestrato il mezzo di locomozione con motivazioni pretestuose. Ha infine perso il lavoro a causa delle soffocanti attenzioni dei morbosi agenti di pubblica insicurezza.

Ma tutto questo non bastava, il terrorismo è una cosa seria e, si sa, nessuno lo sa fare meglio dello stato: lunedì 18 dicembre fermo di routine per “Sucamorvo” che viene invitato in questura dagli ormai inseparabili gendarmi, ma stavolta una novità. In breve tempo si accorge che la meta è diversa, gli rispondono che: “stanno cambiando deposito”. “L’oggetto” viene portato al commissariato di S. Cristoforo. S’incomincia con accuse inventate di sana pianta e minacce, ma si è appena all’inizio. La polizia, non solo la digos, sa tutto di Peppe e non esita ad utilizzare qualsiasi argomento per metterlo in una condizione di mobbing, ma ancora è troppo poco…, scontenti del risultato ottenuto, sotto gli occhi severi delle foto dell’ onnipresente duce lo spogliano di forza così da metterlo finalmente in una condizione d’inferiorità e impotenza, e scatta il programmato e sistematico pestaggio. Mentre viene tenuto bloccato con le mani al collo, lo colpiscono molte e molte volte ai reni con una paletta e un libro, meticolosamente vengono evitati punti che potrebbero lasciare segni mentre le sevizie diventano sempre più pesanti…

I tutori della legge (del più forte) da sempre inguaribili romantici, non smettono mai di sognare il ventennio e probabilmente delusi dalla fine dell’esperienza irachena sanno di poter contare su di noi nei momenti di nostalgia. “Sucamorvo” è un obiettivo privilegiato, è un ragazzo di quartiere che non ha mai nascosto di essere anarchico (merce rara in città). A nessuno importa dove finiscono quelli come lui; nei salotti bene non lo fanno manco entrare, quale miglior occasione per guadagnarsi lo stipendio divertendosi. Ma hanno fatto male i conti, stavolta non staremo in silenzio ad aspettare il nostro turno e per quanto per molti sia ormai accettata; la tortura ,per noi è e sempre resterà il più riprovevole, disgustoso e degradante mezzo di dominio dell’uomo sull’uomo.


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