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Si Alla Tobin Tax. Da Sempre (Di Unimondo) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Giovedì 25 Agosto 2011 04:51
Tobin Tax
Si Alla Tobin Tax. Da Sempre (Di Unimondo)

http://www.unimondo.org/Notizie/Si-alla-Tobin-tax.-Da-sempre

Unimondo

Non c'e' nulla di piu' antipatico dei saputelli che indicano la via per uscire da ogni crisi. Ma questa cosa della Tobin Tax che sta riempiendo le prime pagine di tutti i giornali europei, ad onor del vero, non c'e' nuova. Nell'anno 2000 la proponemmo insieme ad altre associazioni all'interno del primo World Social Forum (marchio da noi registrato un anno prima di Porto Alegre alla Camera di commercio) all'interno di Civitas in Padova.

Certo. Avremmo preferito che la tassa fosse introdotta undici anni fa come da noi proposto ma cosi' non fu. E l'evidenza e' sotto gli occhi di tutti. Non solo. Non sara' neppure facile introdurla tutt'oggi anche se a proporlo non e' piu' la societa' civile organizzata ma quella politica di serie A: Sarkozy & Merkel.

E' infatti fredda la reazione dei mercati dopo il Summit dell'Eliseo; deboli le piazze europee. Prevalgono i timori sulla proposta d' introdurre la tassa europea sulle transazioni finanziarie. Ma se i mercati dicono nisba Bruxelles accelera e presentera' una legge dopo l'estate. La premier tedesca ha capito che non v'e' altra strada da percorrere.

Nel 2000 invitammo Marina Ponti, allora rappresentante di Mani Tese, che oggi e' funzionaria presso il Palazzo di vetro per gli Obiettivi del Millennio. Ella intervenne sulle "crisi finanziarie internazionali". Riportiamo un estratto del suo intervento:

"La crescita dell'economia finanziaria negli ultimi 30 anni e' incredibile. Ogni giorno sul mercato delle valute sono scambiati 1.800 miliardi di dollari. Sono dollari che diventano euro, che poi si trasformano in franchi svizzeri, e che, pochi minuti dopo, sono gia' yen giapponesi.

Per comprendere l'entita' di questa cifra, basti dire che il commercio globale mondiale (la totalita' di tutti gli scambi di beni e servizi), in un anno e' un totale di 4,3 trilioni di dollari: e' quanto si scambia nel mercato dei cambi in tre giorni e mezzo. Il dato piu' sconcertante e' che il 95% di queste transazioni sono di natura speculativa: non compro dollari perche' devo acquistare merci negli Stati Uniti, ma perche' penso o credo o meglio scommetto che il valore del dollaro aumenti. Cosi' posso perdere o guadagnare basandomi su semplici aspettative di svalutazioni di alcune valute e di apprezzamenti di altre.

Nei mercati finanziari inoltre si possono ottenere i piu' alti rendimenti monetari e questo porta a un'altra perversa situazione, quella per cui sempre piu' capitali sono sottratti a investimenti nell'economia reale, cioe' nell'economia produttiva, per essere investiti in quella finanziaria. In poche settimane posso ottenere sui mercati finanziari un rendimento del capitale investito del 30% o addirittura del 50%. Mentre i tempi nell'economia reale sono lunghi e i rendimenti bassi.

Una delle conseguenze piu' devastanti della nuova economia e' l'opportunita' per i capitali di fuggire in maniera rapida e incontrollata da un Paese, provocando in maniera quasi istantanea crisi molto profonde.Pensiamo alla crisi del sud est asiatico, la piu' drammatica degli ultimi 10 anni. Nel 1997 le borse di quei paesi sono scese del 20 per cento, le loro valute sono scese del 30-50% del loro valore. Negli ultimi anni c'e' stato un deficit di sviluppo, che oscilla dall'8% al 41%. La recessione porta al conflitto sociale, e alla rivolta politica. Il crescere dei conflitti etnici lo testimonia. I due fattori di instabilita' sociale e politica rafforzano il panico sugli investitori, cosi' il ciclo ricomincia.

La crescita del Pil mondiale e' scesa dal 4% previsto al 2%. Sono in recessione l'Asia orientale, il Giappone, la Russia. Molte delle crisi attuali sono accentuate se non provocate da fattori psicologici: dall'alternarsi dell'euforia e del panico. Molte crisi sono scatenate da shock. L'euforia si trasforma in panico. C'e' urgente necessita' che i Paesi intervengano per prevenire le crisi. Una prima proposta e' la Tobin Tax: un'imposta bassa sulle transazioni valutarie. Quali sono le implicazioni di quella che noi chiamiamo "una tassa giusta"?

C'e' una valenza simbolica: il segno dell'intervento dei governi nell'economia di carta. Secondo: frenerebbe le speculazioni. Terzo: per creare questo accordo internazionale sulla tassa serve il monitoraggio di tutti i passaggi dei capitali. È semplice ripulire oggi il denaro sporco nei mercati finanziari. Quarto: senza pesare sul lavoro, sui cittadini, permetterebbe di reperire nuove risorse utilizzabili per finanziare la cooperazione allo sviluppo e la lotta alla poverta'.

Chiudo citando Alex Michalos, che ha pubblicato un libro sulla Tobin Tax: "Gia' da qualche anno c'e' qualcuno che ogni giorno ci ricorda che siamo entrati nell'era della globalizzazione. Sebbene ancora non sia chiaro cosa cio' significhi, nessuno dubita che nel XXI secolo le popolazioni che vivono nelle diverse parti del mondo saranno piu' interdipendenti di quanto non lo fossero mai state nei secoli precedenti. Prima o poi gli uomini capiranno che, alla fine, la bruta competizione darwinista dovra' cedere il passo a una cooperazione straordinaria per conseguire l'obiettivo comune di una qualita' della vita sostenibile per tutti gli abitanti del pianeta. Quando quel giorno arrivera', sara' consolante sapere che alcuni tipi di imposte sulle transazioni finanziarie possono aiutare a fornire i mezzi per finanziare molte delle iniziative e istituzioni, che saranno necessarie in quel mondo piu' perfetto".

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