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Sul Movimento Dei Forconi E La Rivolta Popolare In Sicilia (da Sicilia Libertaria) Stampa
Politica
Scritto da Joel   
Sabato 21 Gennaio 2012 05:00
Sul Movimento Dei Forconi E La Rivolta Popolare In Sicilia
Sul Movimento Dei Forconi E La Rivolta Popolare In Sicilia (da Sicilia Libertaria)

http://www.sicilialibertaria.it/2012/01/18/sul-movimento-dei-forconi-e-la-rivolta-popolare-in-sicilia/

Sicilia Libertaria

Mentre scriviamo e' in atto in tutta la Sicilia la protesta organizzata dal Movimento dei Forconi, Aias ed altre associazioni minori che si sono man mano aggregate. Si tratta di una realta' eterogenea, le cui potenzialita' erano note, ma la cui portata sociale si potra' cominciare a verificare a partire da questa settimana. Di fatto, dopo la protesta degli anni ottanta degli abusivi per necessita', non si erano piu' verificati movimenti cosi' diffusi e radicali, in grado di intercettare il crescente malcontento e di dare delle risposte alla crescente voglia di protagonismo, da anni repressa nei meccanismi del clientelismo e della delega.

Un movimento di tal fatta non poteva non destare l'attenzione di chiunque abbia interesse a creare un clima di rivolta per pescare nel torbido, o da parte di chi sente sia giunto il momento di portare allo scoperto le proprie rivendicazioni corporative. E' cosi' che la destra, da tempo attenta agli sviluppi di questo movimento, ne canta le lodi, e dove puo', partecipa in maniera anonima con i suoi militanti ai blocchi stradali; e' il caso di Forza Nuova e di altre sigle della galassia neofascista; e' il caso dell'arcipelago indipendentista.
E' anche il caso di Zamparini, l'industriale presidente del Palermo calcio, e del suo Movimento Per La Gente, costituito per lottare contro Equitalia. Quest'ultimo pare abbia anche fornito risorse economiche al Movimento, ovvero a Forza d'Urto, la sigla unificante sotto cui si svolgono le manifestazioni di questi giorni.

La sinistra, anche quella rivoluzionaria, aristocraticamente, ha osservato da lontano e con fastidio quanto andava nascendo in mezzo a categorie - contadine in particolare - sprofondate in una profondissima crisi, andando a cercare i peli nell'uovo. Eppure di occasioni in questi mesi ve ne sono state per incontrare i forconi, ad esempio nel movimento contro il Muos di Niscemi.

Gran parte dei fondatori e degli aderenti al Movimento dei Forconi (come pure all'Aias, il sindacato degli autotrasportatori), provengono dal bacino elettorale del centro-destra o dell'MPA, questo e' notorio. Puo' bastare questo a definire i forconi un movimento di destra, o addirittura fascista?

Una delle cause scatenanti del loro scendere in piazza e' infatti la delusione verso i governi regionale e nazionale nei confronti delle rispettive categorie degli agricoltori, dei camionisti dei pescatori, ecc.; oggi gridano, assieme a tanta gente, contro Lombardo e contro i deputati tutti, chiedendo che se ne vadano; oggi si organizzano per consegnare le tessere elettorali, avendo perso la fiducia nella democrazia parlamentare.

Noi dobbiamo analizzare il movimento a partire da una dichiarazione retroattiva di voto? (Una exit pol molto post-datata) O a partire da quanto ne scrivono Forza Nuova e camerati? O a partire dalle simpatie del singolo personaggio? Oppure dobbiamo dare un giusto peso a una rivolta sociale che comincia a definirsi, dopo anni che scriviamo e critichiamo la calma piatta regnante e che ci interroghiamo sul perche' la gente non si ribelli? Adesso la gente si sta ribellando; porta nei blocchi stradali tutto il suo disgusto, la sua disperazione, la sua rabbia, e le sue certezze: non ostenta un obiettivo specifico; non e' la rivolta contro la discarica o la TAV o i licenziamenti; non e' piu' solo la protesta dei contadini contro la concorrenza sleale e le leggi del mercato, o quella dei camionisti contro il caro-carburanti, o dei piccoli commercianti snervati dalle tasse e dalla Serit, ma comincia a delinearsi come la protesta diffusa di tutti; una rivolta contro lo sfruttamento; contro un infame trattamento per il Sud e la Sicilia, contro lo Stato esattore della povera gente, costretta, assieme alle piccole imprese - quindi cio' che regge l'economia di intere regioni - al fallimento. Questa e' la novita' che non si riesce a cogliere, e che invece noi poniamo alla base del nostro ragionamento.

Certamente siamo su un terreno scivoloso. Ma quando mai le rivolte sociali sono state linde e chiare, politicamente corrette, esenti da contraddizioni, orientate a sinistra, eccetera eccetera?

Noi che viviamo nel profondo Sud sappiamo bene come i fascisti abbiano progressivamente occupato spazi sociali e fisici lasciati vuoti dai movimenti di sinistra, radicali e anche rivoluzionari. Sappiamo bene come le strategie del neofascismo siano improntate ad approcci formalmente non ideologici, volti a creare consensi nei quartieri e laddove regna la rabbia e l'emarginazione. Del resto non e' una novita' dal punto di vista storico, e non e' piu' neanche una caratteristica del solo meridione.

Ma sappiamo anche che il terreno perduto si riconquista metro per metro standovi sopra, non lontani; sappiamo anche che le contraddizioni della gente possono essere portate alla luce del sole se si sta in mezzo alla gente. Abbiamo fatto delle scelte che ci impongono di stare laddove il popolo soffre e soprattutto laddove si ribella e mette in discussione assetti sociali e politici, privilegi e ruberie, corruzione e meccanismi truffaldini del consenso. Avremmo dovuto farlo prima; avremmo dovuto essere stati noi a tessere le fila di questo movimento di protesta e di lotta. Non e' stato cosi', ma questo non vuol dire che la cosa non ci riguardi.

La redazione di Sicilia libertaria

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Fonte: Sul Movimento Dei Forconi E La Rivolta Popolare In Sicilia (da Sicilia Libertaria)
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