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L'Aiart Ritira La Denuncia Contro Corrado Guzzanti (di Articolo 21) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Martedì 22 Gennaio 2013 06:00
Corrado Guzzanti
L'Aiart Ritira La Denuncia Contro Corrado Guzzanti (di Articolo 21)

http://www.articolo21.org/2013/01/la7-laiart-ritira-la-denuncia-corrado-guzzanti-ci-scrive-una-bellissima-lettera-per-le-54mila-firme-raccolte/

Articolo 21

Vittoria doppia, anzi tripla. E qualche volta vale la pena di gioire pubblicamente dei risultati ottenuti per campagne di liberta' che si combattono con convinzione. La petizione per Corrado Guzzanti lanciata sul sito Change.org ha raccolto oltre 54mila firme. L'Associazione dei telespettatori cattolici (Aiart) ha ritirato la denuncia e Guzzanti ci ha scritto una splendida lettera (che si puo' leggere di seguito nella versione integrale) per ringraziare quanti hanno promosso e firmato l'appello e per dire la sua sulla satira in un paese che dovrebbe essere "laico e democratico" ma troppo spesso appare come uno "stato teocratico".


L'Aiart aveva denunciato La7 per "vilipendio della religione" dopo che l'emittente aveva mandato in onda il 4 gennaio scorso "Recital", spettacolo di e con Corrado Guzzanti gia' replicato tra l'altro decine di volte su Sky, su Cielo, e pubblicato in Dvd. Il sito Change.org ha pubblicato la petizione "Il programma di Guzzanti non deve chiudere" promossa da Stefano Corradino, direttore di Articolo21 e il web si e' scatenato a sostegno del comico romano. Giornali cartacei e on line, siti internet e social network hanno riportato la notizia della campagna, linkato l'appello che, in poco piu' di 72 ore, ha superato le 50mila firme.

Ieri la buona notizia: l'Aiart ha deciso di ritirare la denuncia. E oggi Corrado Guzzanti scrive ad Articolo21 e Change.org: "Con l'occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro... Ho sempre fatto il mio lavoro seguendo il mio "sentimento satirico", parlando di tutto e di tutti nel modo piu' libero che mi e' stato e che mi sono concesso". "Al di la' del positivo esito finale della vicenda - commenta Stefano Corradino - la petizione su change.org ha messo in evidenza che tanti cittadini non accettano ne' bavagli ne' censure e che quella per l'informazione libera (e la libera satira) e' una battaglia irrinunciabile di democrazia. "Chi lotta puo' perdere, chi non lotta ha gia' perso" scriveva un noto rivoluzionario, medico argentino..."


.IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI CORRADO GUZZANTI.
Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l'hanno diffusa e firmata. Con l'occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro. Cio' detto e' probabile che abbiamo sopravvalutato tutti le minacce dell'Aiart, associazione che pretende di rappresentare i telespettatori cattolici, di cui ne' io, ne' voi, ne' i telespettatori cattolici avevamo mai sentito parlare.
Vorrei innanzitutto precisare, anche se e' stato gia' fatto altrove, che La7 non stava mandando in onda un mio nuovo programma, ma la ripresa televisiva di uno spettacolo teatrale del 2010, gia' replicato su Sky decine di volte, e anche in chiaro sul canale del digitale terrestre "Cielo", pubblicato in DVD, presente da tempo su youtube etc. L'Aiart poteva legittimamente non esserne a conoscenza, o essere stato appena fondato e voler recuperare il tempo perduto, ma non lo era neanche del fatto che i reati di opinione, insieme al vilipendio ecc. sono stati fortemente ridimensionati nel nostro ordinamento. Gli attuali limiti della satira, si parli di politica o di religione, si riducono sostanzialmente alla calunnia o all'insulto personale, per i quali la legge, come e' noto, prevede il diritto di querela. Dunque paradossalmente avrei piu' speranze io di sfidare l'Aiart in tribunale per le parole offensive che mi rivolge nei suoi comunicati, senonche' l'ultimo di ieri, in cui si dice soddisfatta delle mie scuse, estorte per gioco in una gag de "Le Iene", mi ha riempito il cuore di tenerezza.
In merito all'offesa confesso di non capire esattamente cosa sia il "sentimento religioso" perche' sfortunatamente non ne sono dotato. Ho sempre pensato che essere intimamente credenti non possa essere troppo diverso dall'essere intimamente liberali, o socialisti, o vegani. Si tratta di amare e riconoscersi in delle idee, in una visione della societa' e del mondo, e le idee non sono sacre e intoccabili solo perche' noi crediamo cosi' fortemente in esse; vivono nel dibattito pubblico, confrontandosi e dovendo convivere con idee diverse e a volte opposte. Spero di non offendere nessuno se affermo che l'esistenza di un creatore, l'inferno, il paradiso, l'immortalita' dell'anima, il giorno del giudizio ecc. siano, fino a spettacolare prova contraria, soltanto delle idee, delle opinioni che si e' liberissimi di sostenere purche' non si tenti di imporle agli altri come un tabu' inviolabile.
Che il sentimento religioso non possa reclamare una superiore legittimita', perche' supportato, mi dicono, da pervasiva e speciale intuizione, appare evidente dal fatto che le credenze religiose sono tante, piu' di quelle da cucina dell'Ikea, e producono purtroppo affermazioni contrastanti. Un buddista e un cattolico, egualmente persuasi della loro fede, saranno certi di saperla molto lunga sull'origine e il senso dell'uomo e dell'universo, ma almeno uno di loro, al momento del trapasso, avra' una sorpresa. Cio' dovrebbe suggerire che convinzione "sentimentale" profonda e verita' siano sostanzialmente due cose diverse.
Si obiettera', magari stavolta tra i denti, che l'unica fede valida sia la nostra (e raramente qualcuno insorge perche' sia stata offeso il sentimento religioso di qualcun altro), eppure non tutti i credenti si offendono, alcuni addirittura ridono, e spero che L'Aiart non pensi che a persone di questo genere siano capitati in sorte una fede o un sentimento di serie B.
Mi conforta che questa associazione limiti la sua vigilanza ai nostri canali generalisti; al confronto di cio' che osa la satira in Inghilterra, in Francia o negli Stati Uniti, il mio Padre Pizzarro fa la figura del tenero Giacomo della Settimana Enigmistica. Ma il nostro e' un paese "laico e democratico" dove un presidente del consiglio che nessuno di noi ha eletto, come primo atto ufficiale va a porgere i suoi omaggi al Papa. E il motivo per cui io e i miei colleghi scriviamo e recitiamo cose come "Padre Pizzarro" e' che l'Italia sembra spesso uno stato teocratico "di fatto". Solo pochi anni fa un ministro dell'istruzione avanzava, con un certo successo, la proposta di abolire Darwin dall'insegnamento scolastico per rispetto ai creazionisti, che ancora ci devono spiegare (come diceva un noto comico americano) perche' Dio prima di creare l'essere a sua immagine e somiglianza si sia gingillato per milioni di anni coi dinosauri. Dunque non mi stupisce troppo che una minoranza di ferventi religiosi, invece di limitarsi a cambiare canale, si senta in diritto di chiedere una punizione legale, e questo rende, e temo rendera' ancora, iniziative come la vostra necessarie a difendere e ribadire civilmente la liberta' di tutti. In molti anni di televisione non credo di essermi guadagnato la fama del provocatore seriale, a caccia di polemiche per ottenere attenzioni e notorieta', ne' quella di un comico particolarmente violento o volgare. Ho sempre fatto il mio lavoro seguendo il mio "sentimento satirico", parlando di tutto e di tutti nel modo piu' libero che mi e' stato e che mi sono concesso. So inoltre cosa significhi sentirsi indignati. Le affermazioni fatte da esponenti di quel mondo, o da politici che, piu' o meno sinceramente, parlano e decidono in sua difesa, delle nostre scelte in materia di sessualita', diritti, vita e morte, mi hanno offeso numerose volte e continuano ad offendere il mio sentimento laico. Per questo ogni tanto Padre Pizzarro parla ed altri oltre a lui e dopo di lui parlano e parleranno.
Grazie ancora a tutti. Vi abbraccio.
Corrado Guzzanti

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Fonte: L'Aiart Ritira La Denuncia Contro Corrado Guzzanti (di Articolo 21)
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