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Il Mali e La Riconquista dell'Africa (di Nena News) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Martedì 05 Febbraio 2013 06:00
Guerra in Mali
Il Mali e La Riconquista dell'Africa (di Nena News)

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=49640

Nena News - Near East News Agency

di Manlio Dinucci

Roma, 31 gennaio 2013 - Nel momento stesso in cui il presidente democratico Obama ribadiva nel discorso inaugurale che gli Stati uniti, "fonte di speranza per i poveri, sostengono la democrazia in Africa", giganteschi aerei USA C-17 trasportavano truppe francesi in Mali, dove Washington ha insediato l'anno scorso al potere il capitano Sanogo, addestrato negli USA dal Pentagono e dalla CIA, acuendo i conflitti interni.
La rapidita' con cui e' stata lanciata l'operazione, ufficialmente per proteggere il Mali dall'avanzata dei ribelli islamici, dimostra che essa era stata da tempo pianificata dal socialista Hollande.

L'immediata collaborazione degli Stati uniti e dell'Unione Europea, che ha deciso di inviare in Mali specialisti della guerra con funzioni di addestramento e comando, dimostra che essa era stata pianificata congiuntamente a Washington, Parigi, Londra e in altre capitali. Le potenze occidentali, i cui gruppi multinazionali rivaleggiano l'uno con l'altro per accaparrarsi mercati e fonti di materie prime, si compattano quando sono in gioco i loro interessi comuni.

Come quelli che in Africa sono messi in pericolo dalle sollevazioni popolari e dalla concorrenza cinese.

Il Mali, uno dei paesi piu' poveri del mondo (con un reddito procapite 60 volte inferiore a quello italiano e oltre la meta' della popolazione sotto la soglia di poverta'), e' ricchissimo di materie prime: esporta oro e coltan, il cui ricavato finisce pero' nelle tasche delle multinazionali e dell'elite locale.

Lo stesso nel vicino Niger, ancora piu' povero (con un reddito procapite 100 volte inferiore a quello italiano) nonostante sia uno dei paesi piu' ricchi di uranio, la cui estrazione ed esportazione e' in mano alla multinazionale francese Areva. Non a caso, contemporaneamente all'operazione in Mali, Parigi ha inviato forze speciali in Niger.

Analoga situazione in Ciad, i cui ricchi giacimenti petroliferi sono sfruttati dalla statunitense ExxonMobil e altre multinazionali (ma stanno arrivando anche compagnie cinesi): cio' che resta dei proventi va nelle tasche dell'elite locale. Per aver criticato tale meccanismo, il vescovo comboniano Michele Russo e' stato espulso dal Ciad lo scorso ottobre.

Niger e Ciad forniscono allo stesso tempo migliaia di soldati, che sotto comando francese, vengono inviati in Mali per aprire un secondo fronte. Quella lanciata in Mali, con la forza francese come punta di lancia, e' dunque un'operazione a vasto raggio, che dal Sahel si estende all'Africa occidentale e orientale.

Essa si salda a quella iniziata in Nordafrica con la distruzione dello stato libico e le manovre per soffocare, in Egitto e altrove, le ribellioni popolari. Un'operazione a lungo termine, che fa parte del piano strategico mirante a mettere l'intero continente sotto il controllo militare delle "grandi democrazie", che tornano in Africa col casco coloniale dipinto dei colori della pace.

(Questo articolo e' stato pubblicato il 29 gennaio 2013 dal quotidiano Il Manifesto)

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Fonte: Il Mali e La Riconquista dell'Africa (di Nena News)
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