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No MUOS - Niscemi, La Guerra In Casa (di Umanita' Nova) Stampa
Politica
Scritto da Joel   
Martedì 23 Aprile 2013 05:00
No MUOS - Niscemi, La Guerra In Casa (di Umanita' Nova)

http://www.umanitanova.org/n-25-anno-92/no-muos

Umanita' Nova

La militarizzazione della Sicilia, dalla fine ufficiale della guerra fredda, non solo non e' diminuita, ma ha interessato nuovi territori, adeguandosi alle piu' moderne strategie belliche statunitensi. Lo smantellamento della base missilistica costruita nell'area dell'ex aeroporto Magliocco di Comiso, alla fine degli anni ottanta, non fu il trionfo della pace sui venti di guerra, ma l'inizio di una nuova e piu' pericolosa fase in cui l'unica superpotenza rimasta ha rimodulato i suoi progetti di accaparramento violento delle risorse altrui (Iraq, Afghanistan, ecc.), e di fronteggiamento della Cina, super potenza emergente, oggi probabilmente piu' forte dell'America.

In questi piani le basi americane in Sicilia sono state rafforzate e hanno accolto truppe, mezzi e ruoli un tempo di altri siti del Centro e del Nord Europa.

Le nuove guerre che gli Stati Uniti si apprestano a combattere, sono altamente tecnologizzate e permettono di dispiegare armi sempre piu' efficaci e micidiali, il cui impiego rende l'armata americana quasi invincibile. Le guerre le faranno aerei senza pilota, missili a gettata intercontinentale, sistemi satellitari; provocheranno tanti morti in campo "nemico", specie tra i civili, ma negli USA non rientreranno piu' militari dentro bare coperte dalla bandiera a stelle e strisce; il Pentagono annullera' cosi' uno degli effetti negativi che ne hanno condizionato le politiche di aggressione; la guerra scomparira' dalla vista degli americani e sara' solo una "war game" per operatori di computer.

La costruzione della base MUOS (Mobile User Object System) di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, a ridosso di Gela, rappresenta un tassello di queste scelte; sono quattro le basi MUOS nel pianeta: Australia, Hawaii, Virginia e Sicilia; le prime tre in aree desertiche, la quarta in Sicilia, a 2 km da una cittadina di 30 mila abitanti, e per di piu' all'interno di un sito di interesse comunitario: la Sughereta di Niscemi. Il MUOS, sistema di comunicazioni satellitari basato su onde ad altissima frequenza, e' il perno delle nuove guerre americane; quando entrera' in funzione (attorno al 2015), tutte le forze armate USA di terra, di cielo, di mare e sottomarine, ovunque stanziate, potranno essere messe in allerta e in azione simultaneamente; dal MUOS dipendera' il funzionamento dei droni (gli aerei senza pilota) gia' sperimentati con "successo" durante la guerra di Libia, di cui la base di Sigonella e' diventata la capitale mondiale. "Sciami" di droni dalla Sicilia partiranno per bombardare qualsiasi zona del Mondo. Sigonella e Niscemi, dunque, ma anche Trapani Birgi, sono il futuro teatro delle operazioni militari USA. Gli aeroporti civili di Trapani e Catania Fontanarossa gia' adesso subiscono blocchi improvvisi per gli atterraggi dei droni, che hanno priorita' sui voli civili.

Il MUOS e' quindi un tassello d'importanza mondiale nella strategia della nuova guerra americana; non puo' essere guardato come un problema dei niscemesi o al massimo dei siciliani. Sara' pericoloso sin da quando entrera' in funzione poiche' le sue emissioni elettromagnetiche interferiranno con ogni tipo di apparecchiatura elettronica nel raggio di decine di km; inoltre il suo fascio di onde mettera' fuori uso qualsiasi cosa incontri, tanto e' vero che da Sigonella, dove inizialmente doveva essere installato, e' stato spostato a Niscemi, a 60 km circa: le apparecchiature della base e quelle degli stessi aerei militari avrebbero corso seri rischi. Tutt'intorno, per un raggio di 120 km, la vita delle persone ne sara' compromessa, in maniera particolare quella dei bambini e degli anziani: tumari al cervello, leucemie, glaucoma, distacchi della retina, malformazioni genetiche, problemi alla fertilita' e alla libido, disturbi nervosi; l'ambiente ne sara' intaccato in maniera irreversibile. Tanto piu' che gia' l'attuale base americana NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) per le comunicazioni radio con arei e satelliti e con i sommergibili a propulsione nucleare, costruita all'interno della Sughereta nel 1991, produce emissioni di onde ad altissima e a bassissima frequenza in quantita' fortemente inquinanti, e i danni provocati alla salute dei niscemesi, che ne sono piu' esposti, sono ingenti, per quanto mescolati con quelli dell'inquinamento del vicino Petrolchimico di Gela e non adeguatamente monitorati.

Ci troviamo di fronte a un'impennata della militarizzazione dalla portata eccezionale; tutte le altre basi in Sicilia e nelle isole minori vengono potenziate, mentre a Messina, nel cuore dello Stretto, lo storico Arsenale militare e' destinato a divenire il Centro di eccellenza per la "demilitarizzazione e lo smaltimento" delle unita' navali dell'Alleanza Atlantica fino a duemila tonnellate (il cosiddetto "naviglio sottile"); con annessa area di stoccaggio dove verranno assemblati agenti inquinanti e cancerogeni, rifiuti tossici e speciali e soprattutto un'enorme quantita' di amianto da maneggiare, trattare e "bonificare" a due passi dal centro urbano.

In tutto questo si muovono le ditte legate alla mafia, le prime ad essere interessate a garantire l'ordine e la regolarita' dei lavori ai committenti americani, come la Calcestruzzi di Niscemi, che da quanto il governo MPA-PD della regione ha concesso il nulla osta alla costruzione del MUOS (Giugno 2011), ha fatto lavorare notte e giorno i propri dipendenti per completare l'impianto e la posa in opera delle parabole in tempi record, naturalmente dopo aver spianato una collina nell'area protetta della Sughereta.

La Sicilia continua ad essere occupata dall'esercito americano, ipotecata dalle strategie del Pentagono, proiettata nelle guerre del futuro come avamposto dei sistemi d'arma di ultima generazione e ovviamente obiettivo molto sensibile per qualsiasi tipo di ritorsione.

Per questo noi anarchici riteniamo importante riprendere la parola d'ordine di Mirikani Jativinni, che fu la nostra bandiera durante la lotta contro la costruzione della base missilistica di Comiso, e quindi, oggi piu' che mai occorre gridare No al MUOS! Mirkani jativinni! Oggi piu' che mai bisogna travolgere con un movimento di protesta sempre piu' forte, non solo i militari americani, ma tutti i servi politici e i complici che gli hanno permesso e gli permettono di fare i loro porci comodi, a partire dal governatore Raffaele Lombardo, passando per il PD che adesso cerca di cavalcare la battaglia contro il MUOS, mentre un anno fa ne avallava la costruzione, e che per anni ha finto di non vedere e non sentire, sia quando Berlusconi (2005) ha dato il "permesso" agli USA di costruire il MUOS, sia quando il governo Prodi (2006) glielo ha confermato.

E' in atto in molte province una forte campagna di sensibilizzazione che ha squarciato il velo dell'omerta' e del silenzio, ma soprattutto della delega. Sono sorti decine di comitati NO MUOS lungo l'asse sud orientale dell'isola, e si vanno estendendo in altre zone del centro e dell'est; sono realta' eterogenee tra di loro e al loro interno, pero' in questa fase assolvono al compito importantissimo di far conoscere cos'e' il MUOS, organizzando centinaia di banchetti di propaganda e raccolta firme, decine di conferenze, manifestazioni, presidi, grazie ai quali l'opinione pubblica e' sempre piu' informata ed il consenso alla lotta contro il MUOStro e' salito in maniera significativa. Sta crescendo cosi', accanto alla "vecchia" generazione di Comiso che si e' battuta contro i missili, contro gli interventi militari in Iraq, per la smilitarizzazione di Sigonella, una nuova generazione dalle forti sensibilita' ambientaliste, che man mano prende atto del contesto di guerra in cui la vicenda MUOS ci proietta, e che si rende conto, al di la' dei metodi spesso contraddittori ed ingenui che una parte porta avanti (percorsi legalitari dietro sindaci e deputati, credere veramente nel "potere" di centomila firme raccolte, fiducia eccessiva nelle battaglie simboliche), che il MUOS vada bloccato, e comunque vada fatto smantellare, assieme alla base NRTF e a tutte le basi americane in Sicilia. Dalla preoccupazione per la salute e per l'ambiente e' passata alla richiesta di un Mediterraneo mare di pace e ha intrapreso una dinamica di attivismo autonoma dai partiti. Cosi', mentre da una parte si e' pronti a passare alla seconda fase della mobilitazione, quella dei presidi alla Sughereta, delle azioni dirette a scopo dimostrativo, delle azioni di disturbo verso i militari italiani e americani, in altre parti si prosegue con la costituzione delle realta' di base e della sensibilizzazione primaria. Ma non e' piu' rinviabile il tentativo di fare assumere una centralita' nazionale alla lotta contro il MUOS, impegno verso il quale noi anarchici dobbiamo dare il massimo per lasciare una forte impronta antimilitarista. Le premesse ci sono tutte perche' quella contro il MUOS divenga presto una lotta popolare estesa e travolgente.
Pippo Gurrieri

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Fonte: No MUOS - Niscemi, La Guerra In Casa (di Umanita' Nova)
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