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Subcomandante Marcos, Adios (di Comune-Info) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Giovedì 29 Maggio 2014 09:00
Subcomandante Marcos
Subcomandante Marcos, Adios (di Comune-Info)

http://comune-info.net/2014/05/subcomandante-marcos-adios/

Comune-Info

L'uscita di scena e' all'altezza della profondita' e della leggerezza del personaggio che ha raccontato la piu' bella e incredibile delle ribellioni della storia contemporanea. Perche' possa vivere Galeano, e' necessario che uno di noi muoia, abbiamo deciso debba essere il Subcomandante Marcos. Quelli che hanno amato e odiato il SupMarcos, scrive nell'ultimo straordinario messaggio, adesso devono sapere che hanno amato e odiato un ologramma. I loro amori e i loro odi sono stati inutili, sterili, vuoti. Non ci sara' alcuna casa-museo o targa di metallo dove sono nato e cresciuto. Nessuno vivra' dell'essere stato il Subcomandante Marcos. Non si ereditera' il suo nome ne' il suo incarico. Niente viaggi per tenere conferenze all'estero. Non ci saranno trasferimenti ne' cure in ospedali di lusso. Non ci saranno vedove ne' eredi.
Nessun funerale, ne' onoreficenze, ne' statue, ne' musei, ne' premi, niente di quello che fa il sistema per promuovere il culto dell'individuo e sminuire quel che fa il collettivo. Il personaggio e' stato creato e adesso noi, i suoi creatori, gli zapatisti e le zapatiste, lo distruggiamo. Chi sapra' comprendere questa lezione dei nostri compagni e delle nostre compagne, avra' compreso uno dei fondamenti dello zapatismo

Alle 2.08 dell'alba di oggi, 25 Maggio, il Subcomandante Marcos ha annunciato che a partire da quel momento smettera' di esistere. In una conferenza stampa con i media liberi che partecipavano all'omaggio a Galeano, lo zapatista assassinato nella comunita' di La Realidad, il capo militare dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), ha detto: "Se dovessi definire Marcos, il personaggio, vi direi senza alcun dubbio che e' stata una pagliacciata".

Dopo piu' di 20 anni alla guida dell'organizzazione politico-militare che si e' levata in armi il primo Gennaio del 1994, Marcos ha annunciato il passaggio di testimone. Ha detto che dopo i corsi della Escuelita Zapatista dell'anno scorso e dell'inizio di questo, "ci siamo resi conto che oramai c'era gia' una generazione che poteva guardarci, ascoltarci e parlarci senza bisogno di guida o leadership, ne' pretendere obbedienza". Allora, ha detto, "Marcos, il personaggio, non era piu' necessario. La nuova tappa della lotta zapatista era pronta".

Nella comunita' di La Realidad, la stessa in cui il 2 Maggio scorso un gruppo di paramilitari della Central Independiente de Obreros Agrícolas y Campesinos Historica (CIOAC-H), ha assassinato la base di appoggio zapatista Galeano, il subcomandante Marcos e' apparso di buon mattino di fronte ai rappresentanti dei media liberi accompagnato da sei comandantes e comandantas del Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno e del Subcomandante Insurgente Moises, al quale nel Dicembre scorso aveva trasferito il comando.

"E' nostra convinzione e nostra pratica che per rivelarsi e lottare non sono necessari ne' leader ne' capi, ne' messia ne' salvatori; per lottare c'e' bisogno solo di un po' di vergogna, una certa dignita' e molta organizzazione, il resto o serve al collettivo o non serve", ha detto Marcos.

Con una benda nera col disegno di un teschio da pirata che copriva l'occhio destro, il finora portavoce zapatista ha ricordato l'alba del primo Gennaio 1994, quando "un esercito di giganti, cioe', di indigeni ribelli, scese in citta' per scuotere il mondo. Solo qualche giorno dopo, col sangue dei nostri caduti ancora fresco per le strade, ci rendemmo conto che quelli di fuori non ci vedevano. Abituati a guardare gli indigeni dall'alto, non alzavano lo sguardo per guardarci; abituati a vederci umiliati, il loro cuore non comprendeva la nostra degna ribellione. Il loro sguardo si era fermato sull'unico meticcio che videro con un passamontagna, cioe', non vedevano. I nostri capi e cape allora dissero: ‘vedono solo la loro piccolezza, inventiamo qualcuno piccolo come loro, cosicche' lo vedano e che attraverso di lui ci vedano' ".

Cosi' e' nato Marcos, frutto di "una complessa manovra di distrazione, un trucco di magia terribile e meraviglioso, un gioco malizioso del nostro cuore indigeno; la saggezza indigena sfidava la modernita' in uno dei suoi bastioni: i mezzi di comunicazione".

La cronaca della conferenza, firmata dai "mezzi liberi, alternativi, autonomi o come si chiamino", diffusa su diversi portali di comunicazione alternativa come Radio Pozol, Promedios e Reporting on Resistences, riproduce un clima di applausi ed evviva all'EZLN dopo l'annuncio della Comandancia.

La figura del subcomandante Marcos ha fatto il giro del mondo fin dalle prime ore del primo Gennaio 1994. L'immagine di un uomo armato con cartucciere rosse ed un R-15, con indosso una divisa color caffe' e nera coperto da un chuj di lana degli Altos del Chiapas, con il volto coperto da un passamontagna che fumava la pipa, era sulle prime pagine dei giornali piu' importanti del pianeta. Nei giorni e settimane successive arrivavano i suoi comunicati carichi di ironia ed umorismo, provocatori ed irriverenti. Qualche foglio bianco scritto a macchina da scrivere letteralmente raffazzonati per la stampa nazionale e internazionale. Venti anni e quattro mesi dopo, Marcos annuncia la fine di questa tappa.

"Difficile credere che venti anni dopo quel 'niente per noi' non fosse uno slogan, una frase buona per striscioni e canzoni, ma una realta', La Realidad", ha detto Marcos. Ed ha aggiunto: "Se essere coerente e' un fallimento, allora l'incoerenza e' la strada per il successo, per il potere. Ma noi non vogliamo prendere quella strada, non ci interessa. Su queste basi, preferiamo fallire che vincere."

"Pensiamo", ha detto, "che e' necessario che uno di noi muoia affinche' Galeano Viva. Quindi abbiamo deciso che Marcos oggi deve morire".

"Alle 2.10 il Subcomandante Insurgente Marcos e' sceso per sempre dal palco, si sono spente le luci ed e' partita un'ondata di applausi degli e delle aderenti della Sexta, seguita da un'ondata ancora piu' grande di applausi delle basi di appoggio zapatiste, miliziani ed insurgentes", hanno riferito dalla Realidad.

Fedele al suo stile ironico ed ai suoi tradizionali post scritti, il personaggio di Marcos ha concluso:
P.S. 1 Game Over.
2. - Scaccomatto.
3. - Touche'.
4. - Cosi' Mhhh, e' questo l'inferno?
5. - Cioe', senza la maschera posso andarmene in giro nudo?
6. - Qui e' buio, ho bisogno di una torcia..."
Desinformemonos

Di seguito, la lettera completa dell'addio del Subcomandante Insurgente Marcos (in spagnolo): http://desinformemonos.org/

Traduzione Comitato Maribel Chiapas http://chiapasbg.com/

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Fonte: Subcomandante Marcos, Adios (di Comune-Info)
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