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Non Votare Pd, Unico Antidoto Al Potere Assoluto Renziano (di MicroMega) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Giovedì 11 Giugno 2015 09:00
Non Votare Pd, Unico Antidoto Al Potere Assoluto Renziano
Non Votare Pd, Unico Antidoto Al Potere Assoluto Renziano (di MicroMega)

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Nel 1953 quella che fu allora chiamata legge elettorale truffa non scatto' perche' la Democrazia Cristiana ed i suoi alleati non raggiunsero il quorum richiesto del 50%+1 dei voti validi. Quella che doveva essere un'alleanza al centro in grado di acchiappare consenso in tutte le direzioni perse invece voti ad ampio raggio, alla sua sinistra prima di tutto, ma anche alla sua destra. Il progetto autoritario allora aveva respinto, invece che attrarre.

Oggi l'Italicum e' molto piu' pericoloso della legge truffa del '53, che comunque assegnava un premio parlamentare consistente a chi gia' avesse conseguito la maggioranza assoluta dei voti. Oggi grazie al trucco del ballottaggio, che aggira la sentenza della Corte Costituzionale, un partito come il PD che, aldila' dell'exploit delle europee si attesta normalmente attorno al 30% dei voti validi, potra' conseguire una maggioranza assoluta priva di contrappesi e controlli. Ho detto il PD ma in realta' avrei piu' correttamente dovuto dire il suo segretario presidente Renzi, che si e' costruito un sistema di governo che gli dara' un potere praticamente assoluto.

Come ha notato eufemisticamente Eugenio Scalfari siamo a una democrazia che affida il potere all'esecutivo. Che e' cio' che normalmente avviene in ogni dittatura. Renzi sara' eletto direttamente dal ballottaggio come un sindaco e godra' di un parlamento esautorato, composto da una netta maggioranza di nominati o fedelissimi. Ci sara' una sola camera che decide su tutto sulla base degli ordini del capo del governo. Camera che nominera' gli organismi di controllo senza, scusate il bisticcio, controlli. E se pensiamo che la recente sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni sembra sia stata decisa sei contro sei, con il voto determinante del presidente, possiamo tranquillamente concludere che al nuovo parlamento renziano bastera' nominare un solo nuovo giudice costituzionale per cambiare gli orientamenti di tutta la corte.

Un potere pressoche' assoluto, dunque, per fare che?

Quello che sta costruendo Renzi in realta' e' un sistema autoritario che non e' in proprio, ma e' fondato su una sorta di fideiussione bancaria. Il programma fondamentale del governo e' sempre quello della lettera del 5 Agosto 2011 firmata da Trichet e da Draghi. Che come presidente della BCE continua a vigilare meticolosamente che quel programma stilato assieme al suo predecessore sia scrupolosamente attuato.

Il 28 Maggio 2013 la Banca Morgan ha presentato un documento politico che metteva sotto accusa la Costituzione italiana assieme a quelle di tutti i paesi europei "periferici" e in crisi.

Queste costituzioni, secondo quel documento, nate dopo la vittoria sul fascismo, sono segnate dal peso eccessivo della sinistra e del pensiero socialista, e per questo ostacolano le riforme liberali che servono a salvare l'euro.

Con toni piu' brutali un editoriale de Il Sole 24 Ore, pochi giorni fa, polemizzava con la sentenza della Corte Costituzionale, affermando che con il pareggio di bilancio come vincolo costituzionale, gli obblighi del fiscal compact e il primato dei mercati globali, non ha piu' senso parlare di diritti indisponibili. Non crediate di avere dei diritti si diceva una volta.

I poteri forti, le grandi multinazionali, la finanza e le banche hanno da tempo deciso che il sistema di diritti sociali europeo e', per i loro concreti interessi, insostenibile. La crisi e' stata un grande occasione per realizzare compiutamente un obiettivo cui si lavora da oltre trenta anni, e le riforme politiche autoritarie ne sono lo strumento.

Renzi si e' quindi trovato al posto giusto nel momento giusto. Guai a fare nei suoi confronti lo stesso errore di sottovalutazione compiuto dalla sinistra democratica verso Berlusconi; e non solo per il compatto sostegno che riceve dai poteri forti italiani ed europei e da tutto il sistema dei mass media. Anche Monti aveva questo stesso sostegno, per fare sostanzialmente la stessa politica, ma non ce l'ha fatta.

La forza di Renzi sta proprio nella posizione e nella rappresentanza politica assunta. E' un errore credere che egli sia un democristiano. No, la sua formazione politica non e' tanto rilevante quanto il ruolo che ha deciso di interpretare. E' questo ruolo e' tutto all'interno della sconfitta e della rassegnazione della sinistra tradizionale. Matteo Renzi ha scalato il PD, che e' bene ricordare inizialmente lo aveva respinto, dopo che il vecchio e inconcludente riformismo era stato sconfitto. Egli ha usato spregiudicatezza e populismo con una classe politica disposta a tutto pur di non perdere il potere. Per capire quello che e' successo dobbiamo pensare ad altri fenomeni di trasformismo di massa nella storia della sinistra del nostro paese. Crispi alla fine dell'800, Mussolini, Craxi e naturalmente Berlusconi sono tutti predecessori non casuali di Matteo Renzi.

Il nostro e' diventato il secondo paese cavia dell'esperimento liberista dopo la Grecia. In quel paese la Troika ha esagerato e ne e' consapevole, per questo in Italia il progetto e' diverso. Non negli obiettivi, che sono gli stessi, dal lavoro, alla scuola, alla sanita', alle pensioni, a tutti i diritti sociali. Si vuole arrivare alla stessa societa' di mercato brutalmente imposta alla Grecia, ma evitando la stessa reazione politica. Quindi piu' furbizia e anche tempo nelle misure da adottare e soprattutto lavoro per costruire un blocco di consenso politico attorno ad esse. A questo serve la mutazione genetica del PD in partito della nazione. Che in realta' e' un partito collaborazionista con la Troika e con tutti i poteri economici finanziari internazionali.

Il partito della nazione che collabora costruisce cosi' le sue cordate di consenso, da Marchionne ai sindacati complici, da Farinetti alla nuova Milano da bere, dai presidi a tutto quel mondo politico e sociale proveniente dalla sinistra il cui sentire di fondo puo' essere cosi' riassunto: abbiamo speso tanto senza risultati, ora si guadagna. Non e' vero che Renzi voglia liquidare i corpi intermedi, non e' cosi' sciocco sa che sarebbe impossibile. Quello che vuole il segretario del PD e' un corpo di organizzazioni addomesticate e funzionali e a questo sta concretamente lavorando, come dopo il Jobs Act e la "Buona scuola", mostra il progetto di legge Civil Act sul terzo settore.

Renzi e' l'espressione di un progetto politico reazionario di adattamento dell'Italia ai piu' duri vincoli della peggiore globalizzazione, per questo battere lui ed il suo partito della nazione non sara' opera breve, ne' facile, ma e' la condizione perche' il paese possa riprendere davvero a progredire. Oggi contro Renzi sta un destra disfatta, nella quale lo stesso sistema mediatico renziano fa emergere il nazista dell'Illinois Matteo Salvini come avversario di comodo. Poi c'e' il Movimento 5 stelle che conduce lotte importanti, ma in evidente difficolta' di fronte al populismo anticasta fatto proprio dal renzismo. E infine c'e' l'arcipelago delle forze della sinistra politica e sociale. La forza di Renzi e' la debolezza di questo fronte, il che permette alla sua politica di destra di contare su un vasto consenso elettorale nel popolo della sinistra.

Gli insegnanti che sfilavano in corteo il 5 Maggio gridavano di non votare piu' PD. e' un segnale importante, ma insufficiente. Occorre un rottura piu' profonda. Occorre che tutto il corpo sociale e politico della sinistra consideri il renzismo non come un gruppo di compagni che sbagliano, ma come il primo e principale avversario. Le ambiguita' ed i compromessi di chi si dichiara contro Renzi ma poi si allea con il PD nelle elezioni locali, o dei dirigenti sindacali che lo criticano ma poi lo votano, o degli ambientalisti che sostengono Expo, tutto questo opportunismo porta solo fieno nella cascina del partito della nazione.

Ci vogliono scelte nette per costruire l'alternativa a Renzi e al suo progetto, la prima e in fondo piu' semplice e' non votare in ogni caso ed in ogni situazione per il PD ed i suoi alleati.
Giorgio Cremaschi

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Fonte: Non Votare Pd, Unico Antidoto Al Potere Assoluto Renziano (di MicroMega)
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