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"Vaffanculo", E Trump Conquista La Casa Bianca (di Gli Stati Generali) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Lunedì 14 Novembre 2016 09:00
"Vaffanculo", E Trump Conquista La Casa Bianca (di Gli Stati Generali)

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Gli Stati Generali

Lo aveva detto. Il regista liberal Michael Moore lo aveva detto: "La vittoria di Donald Trump sara' il piu' grande "vaffanculo" della storia umana". E cosi' e' avvenuto. Il miliardario newyorchese ha superato il quorum dei 270 grandi elettori e ha conquistato cosi' la Casa Bianca, smentendo mesi di previsioni avverse e sondaggi inclementi: e' lui il 45° Presidente degli Stati Uniti d'America.

Il popolo americano si trovava davanti a un bivio: uno dei piu' netti, decisi e radicali della sua storia. Da una parte, l'establishment politico-finanziario incarnato dalla figura di Hillary Clinton. Dall'altra, l'impresentabilita' cialtronesca di una star televisiva agitata, contraddittoria, aggressiva ma considerata come l'unico strumento per picconare un sistema ormai odioso alla maggioranza dei cittadini americani. Un "vaffanculo" in piena regola, che spiega le ragioni intime del successo politico-elettorale del magnate newyorchese. Non e' stata la razionalita', la linearita' programmatica, la serieta' professionale che gli elettori hanno cercato. Semmai un rigurgito possente, frammisto di rabbia e di protesta, questo e' stato il voto degli statunitensi contro un sistema che hanno deciso di bocciare, infischiandosene di ogni possibile monito mediatico e politico.

Il divario tra le elite e il popolo e' aumentato sempre di piu': la classe media si e' impoverita e la prospettiva centrista, tipicamente incarnata dalla Third Way della dinastia Clinton, e' piombata improvvisamente nell'anacronismo: nel polveroso dimenticatoio della Storia. Un errore di valutazione madornale, quello di Hillary: ha puntato al centro, sperando di replicare la vittoriosa strategia che porto' il marito, Bill, alla Casa Bianca nel 1992. Non ha capito che quella linea non poteva piu' reggere in una situazione politico-economica del tutto differente. Non ha capito che l'impoverimento progressivo della societa' americana avrebbe spinto gli elettori verso un voto di pancia. Non ha capito (o ha finto di non capire) che l'esperienza istituzionale oggi in America e' vista - a torto o a ragione - come espressione odiosa di un establishment egoista e affamatore. Non ha capito che la rabbia in politica possa rivelarsi - piaccia o meno - uno strumento infinitamente piu' potente del politically correct. Che la maggior parte dell'elettorato (anche di sinistra) non vuole sentirsi moralmente costretto a votare un candidato in base al sesso o al colore della pelle. Un elettorato che, messo alle strette davanti a un'alterativa improponibile come quella di quest'anno, non necessariamente vota per il candidato lindo e pinto: perche' quando ti trovi nel dramma della disoccupazione e della miseria, te ne strafotti. E mandi tutto all'aria. Votando magari uno che spara stronzate demagogiche: cose che tutti pensano. Ma che lui pero' ha le palle di dire.

Come gia' preannunciato ai tempi delle primarie, Trump si e' dimostrato capace di attrarre il voto degli elettori indipendenti ed indecisi, allargando un bacino repubblicano che si era via via sempre piu' ristretto negli ultimi otto anni. Una trasversalita' che ha interessato anche le minoranze etniche, soprattutto quella ispanica: dopo mesi in cui gli analisti hanno sostenuto che i latinoamericani avrebbero automaticamente votato per Hillary Clinton, la realta' ha parlato diversamente, mostrando una quota elettorale complessa e articolata che - almeno in parte - si e' schierata a favore del fulvo magnate (basti pensare alla Florida). Senza poi dimenticare il probabile ruolo dei giovani in sostegno del magnate (molti dei quali ex elettori di Sanders). Un altro elemento da sottolineare e' poi la vittoria in Stati come Ohio e Wisconsin: Stati profondamente martoriati dalla crisi economica, in cui la classe media bianca si e' progressivamente impoverita, cadendo in una condizione di rabbia e frustrazione. Alla pancia di questo elettorato, un tempo centrista e moderato, Trump e' stato in grado di parlare, offrendogli una riscossa. Velleitaria? Utopica? Irrealizzabile? Forse. Ma efficace. Perche' questa alla fine e' stata la vera forza (e intelligenza) di Trump: capire dove soffiava il vento e seguire la corrente, al di la' di astrazioni ideologiche e fuffa organizzativa. Un elemento che, di contro, la sua rivale non ha compreso.

Che cosa succedera' adesso? Che cosa dobbiamo aspettarci da un'amministrazione Trump? E' presto per dirlo. Riuscira' veramente ad attuare il suo programma economico protezionista, legato a una prospettiva isolazionista in materia di esteri? Difficile saperlo. Molto dipendera' dalle sue capacita' politiche (tutte da dimostrare), senza poi contare l'incognita del Congresso, che potrebbe piu' o meno decidere di ostacolarlo. Dovremo aspettare quindi i prossimi mesi e, in particolare, bisognera' tener d'occhio la formazione della nuova amministrazione (a partire dalla Segreteria di Stato).

Infine, al di la' di ogni polemica, mi sia concessa una domanda: ammesso che le previsioni elettorali siano sempre molto complicate da fare, come diavolo e' possibile che per interi mesi frotte nutritissime di analisti e giornalisti (tanto americani quanto italiani) non abbiano fatto altro che preconizzare (non senza sicumera) un trionfo clintoniano che poi non si e' minimamente verificato? Hillary doveva vincere perche' era donna. Hillary doveva vincere perche' era l'erede di Obama. Hillary doveva vincere perche' era preparata. Hillary doveva vincere perche' era presentabile. E si e' visto come e' andata a finire. Perche' il problema e' sempre lo stesso: succede di prendere cantonate colossali quando, anziche' lasciarsi umilmente guidare dalla realta' dei fatti, si cerca invece di imporre loro interpretazioni astratte e preconcette. Perche' Trump potra' anche non piacere ed e' assolutamente criticabile. Ma la realta' va guardata in faccia. Negarla serve a poco. Manipolarla a niente.

Il popolo americano ha votato per un cialtrone? Si': ha votato per un cialtrone. Ma se ha votato per un cialtrone, vuol dire che non ne poteva proprio piu'.
Stefano Graziosi

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Fonte: "Vaffanculo", E Trump Conquista La Casa Bianca (di Gli Stati Generali)
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