Il Futuro E La Scomparsa Della Sinistra (di Minima&Moralia) Stampa
Politica
Scritto da sberla54   
Venerdì 01 Marzo 2019 10:00
Il Futuro E La Scomparsa Della Sinistra
Il Futuro E La Scomparsa Della Sinistra (di Minima&Moralia)

http://www.minimaetmoralia.it/wp/futuro-la-scomparsa-della-sinistra/

Minima&Moralia - Un blog di approfondimento culturale

Mentre all'estero persino l'Economist dedica una copertina (con un articolo critico, certo) a "The rise of millennial socialism", e mentre Bernie Sanders ufficializza la sua candidatura alle primarie del 2020 in Italia quella che sembra completamente sparita dal dibattito pubblico e' qualsiasi prospettiva di sinistra, di una vera sinistra che non si rifaccia supinamente al modello neoliberale ma che provi a dare risposte risposte diverse a problemi vecchi e nuovi.

Ci troviamo sicuramente in una situazione politica molto grave a livello nazionale, con un governo composto da un matrimonio combinato tra due partiti che esprimono quelle che sono le peggiori ideologie in ambito occidentale: sovranismo, populismo e razzismo, misti a impreparazione e inesperienza. Sono ingredienti che non possono portare a nulla di buono, e se l'emergenza e' quella di fare opposizione a questo governo e' normale che ogni parola ad esso contraria sembri una boccata di aria fresca (si sono viste perfino accorate adesioni da sinistra alle dichiarazioni di gente come Guido Crosetto e Mara Carfagna), pero' si tratta anche di una prospettiva assolutamente miope per quanto riguarda il futuro, e forse e' proprio nei momenti di crisi che si dovrebbe provare a immaginare scenari nuovi.

Quando questa ondata finira', quali risposte sapra' dare la sinistra? Il successo del Movimento Cinque Stelle sembra gia' in fase calante, dopo che a tante parole (che hanno saputo convincere gli elettori) hanno dato seguito mostrando soltanto confusione e incompetenza, e se la politica e' fatta di cicli anche quello di Matteo Salvini e' destinato a finire prima o poi - come gia' e' stato per Craxi e Berlusconi, altri singoli politici che in momenti diversi hanno incarnato un partito e sono stati prima molto amati e poi molto odiati. In quali condizioni vuole farsi trovare la sinistra quando questo succedera'?

Gli esponenti del principale partito di opposizione in Italia, fatto salvo per il discorso migranti al quale, a fronte di parole piu' civili rispetto a quelle della Lega, quando si trovano al governo dedicano provvedimenti discutibili per poi rivendicare risultati del tipo "con noi si' che erano calati gli sbarchi", in una sorta di gara al "facciamo la destra meglio della destra", vanno in televisione avendo come priorita' quella di dire (oltre che quelli che in Francia spaccano le vetrine sono dei criminali, che la droga fa molto male - so che sembra assurdo ma e' un tema che Renzi ha ritenuto di citare in chiusura della sua intervista a Che tempo che fa - che Maduro e' un dittatore che toglie le medicine ai bambini e che la TAV si deve fare assolutamente) che il modello per i giovani non deve essere qualche misura assistenziale ma il lavoro, il sacrificio, i doveri, l'imprenditoria, le start-up, la Apple Academy di Napoli "di cui Tim Cook e' tanto contento".

Va tutto bene, sono posizioni in cui qualcuno sicuramente si riconoscera': c'e' solo il dettaglio che questa pero' non e' la sinistra, e' la destra liberale, e francamente sembra un po' poco continuare a dirsi di sinistra semplicemente perche' a differenza di "quegli altri" si e' favore delle unioni civili.

La sinistra, storicamente, filosoficamente, come sua stessa ragion d'essere (o mission se vogliamo usare un termine caro agli evangelisti delle start-up) ha sempre messo al primo posto i bisogni, i desideri e le istanze delle persone, e il miglioramento delle loro condizioni di vita.

In questi peana al capitalismo della Silicon Valley, all'imprenditoria e alla voglia di fare, non ci si sta forse dimenticando - oltre a chi per qualsiasi motivo non ce la fa all'interno di quella continua competizione che e' il capitalismo - una serie di temi cruciali?

Mentre la' fuori trionfano i barbari che sperano di vedere scomparire chiunque non sia italiano da almeno quattro generazioni (perche' in una spietata guerra tra poveri li hanno convinti che sono loro la causa di tutti i mali della contemporaneita'), chiunque esprima qualche parola anche solo di vago buon senso viene considerato una valida alternativa. Ma non sarebbe intanto anche il caso che qualcuno all'interno della sinistra provasse, mentre fuori c'e' la peste, a ricostruire una visione del futuro, in attesa di quello che verra' quando passera' questo momento - e forse per contribuire a superarlo?
Gia' oggi vediamo una disuguaglianza sociale mostruosa e un mondo del lavoro in crisi profondissima, e nei prossimi decenni le cose non faranno che peggiorare. Tutti gli indicatori ci dicono che se la tendenza dovesse continuare in questo senso ci sara' sempre piu' ricchezza nelle mani di sempre meno "padroni del vapore" (i vari Bezos, Musk, Zuckerberg e quelli che prenderanno i loro posti) e una poverta' sempre piu' grave e diffusa, oppure come unica alternativa una diversa distribuzione della ricchezza. Questa e' una delle sfide cruciali che aspettano l'umanita', e non dovrebbe essere una battaglia perfettamente tagliata per la sinistra?

Intermezzo: Howard Schultz, CEO di Starbucks, ha lasciato trapelare che forse si candidera' come indipendente alle presidenziali americane del 2020. La spinta a fare questa mossa, secondo quanto ha dichiarato, e' stata la proposta della nuova sinistra "radicale" di aumentare le tasse utilizzando un sistema progressivo marginale che vedrebbe una tassa del 70% sugli introiti superiori ai 10 milioni di dollari annui e applicabile solo alle cifre oltre i primi dieci milioni.

Fine dell'intermezzo.

Il reddito di cittadinanza come progettato dai Cinque Stelle prende un'idea di sinistra e post-lavorista e la fa diventare un ricatto per i disoccupati, ma non e' certo sputando sul reddito base universale e su qualsiasi idea di redistribuzione dei redditi che la sinistra si puo' preparare al futuro.

Viene da chiedersi perche' la cosiddetta sinistra italiana abbia come priorita' quella di parlare di sacrifici, doveri, imprenditoria, start up e del modello positivo della Silicon Valley invece che provare a immaginare nuovi scenari con prospettive realiste sulle questioni che riguardano il futuro.

Questioni che tutti gli studiosi inquadrano come cruciali come il cambiamento climatico, le migrazioni su scala globale, la fine del lavoro, l'automazione, la tassazione sulle nuove tecnologie e dei colossi informatici, la sperequazione sociale, l'intelligenza artificiale, la disoccupazione tecnologica, lo sviluppo sostenibile, la crescita della popolazione, la scarsita' delle risorse, il futuro dell'alimentazione, la green economy, la lotta alla criminalita' organizzata a livello sovranazionale, l'internet governance, l'allungamento esponenziale della vita e il superamento dei limiti biologici, le nuove sfide che si troveranno a fronteggiare i servizi pubblici come la sanita' e l'istruzione... (o perfino la realizzazione personale degli esseri umani anche in termini di ozio e svago)?

Sara' gioco facile rispondere, con una retorica molto in voga, che questi sono discorsi da professoroni e che la gente che fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena non ha certo l'urgenza di occuparsi di queste cose. Ma e' proprio per questo che invece la politica dovrebbe farlo.

Ovviamente non e' su questi temi che si vincono le elezioni (anche se e' importante saper raccontare e interpretare il mondo, e di questo si tratta) pero' mi piacerebbe poter pensare che ci sia un dibattito in corso intorno a queste questioni, che nei think tank qualcuno se ne stia occupando, e che non ci faremo invece cogliere completamente alla sprovvista da quelle che saranno le sfide piu' importanti dei decenni a venire.

Si tratta di alcune tra le tematiche di cui tutti gli accademici stanno discutendo rispetto al futuro, ed e' pericolosissimo (letteralmente in senso catastrofico) pensare che questioni del genere possano essere regolamentate dal libero mercato. Non e' proprio per evitare che questo accada e che a dominare siano l'ingordigia degli esseri umani e la loro scarsa visione globale che esiste la politica? O meglio ancora, che esistono le politiche di sinistra?

Probabilmente e' ingenuo muovere questo tipo di critiche al Partito Democratico e pensare che sia da li' che dovrebbe ripartire la sinistra in Italia, ma allora la domanda e': da dove? Quali sono le realta' che potrebbero farsi carico di queste tematiche? Da dove possono arrivare delle risposte che siano davvero di sinistra? Una risposta ovviamente non ce l'ho, ma forse sarebbe il caso che tra chi fa politica in questo Paese qualcuno, oltre che andare in televisione a ripetere giustamente quanto fa schifo questo governo, cominciasse a pensarci, prima che sia troppo tardi.
Federico Sardo

.LINKS.
Fonte: Il Futuro E La Scomparsa Della Sinistra (di Minima&Moralia)
Home Page Minima&Moralia: http://www.minimaetmoralia.it/
Facebook Minima&Moralia: https://www.facebook.com/minimaetmoralia
Twitter Minima&Moralia: https://twitter.com/minimaetmoralia
E-mail Minima&Moralia: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

.CONDIVIDI.