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Che Paese E' Quello Che Deve Mettere Sotto Scorta Una Sopravvissuta Ai Campi Di Sterminio? (di Wired Italia) Stampa
Politica
Scritto da Joel   
Venerdì 08 Novembre 2019 10:00
Liliana Segre
Che Paese E' Quello Che Deve Mettere Sotto Scorta Una Sopravvissuta Ai Campi Di Sterminio? (di Wired Italia)

https://www.wired.it/attualita/politica/2019/11/07/scorta-liliana-segre-razzismo/

Wired Italia

Il prefetto di Milano assegna la protezione dei Carabinieri alla senatrice a vita Liliana Segre: il frutto di un'operazione molto chiara scatenatasi nelle ultime settimane fra politica, social e i soliti arnesi del neofascismo

Che paese e' quel paese in cui si deve mettere sotto scorta una donna di 89 anni sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti?
Un paese che in fondo non e' mai cambiato, nostalgicamente legato al ventennio fascista, piu' in generale all'uomo forte e alla tranquillita' appiccicosa garantita dal conformismo razzista; un paese mai sbocciato davvero e tornato a tuffarsi nell'ignoranza, che un po' di benessere ha reso tronfio e superficiale, vittima di avvelenamenti continui del politicamente scorretto, e in cui la memoria e il ricordo sono ormai esauriti; un paese che sta fallendo ogni appuntamento col futuro, compreso quello che passa dall'onorare e rispettare il passato.

Viene da chiederselo alla notizia che la senatrice a vita Liliana Segre, 89 anni, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove rimase oltre un anno perdendo padre e nonni paterni - esperienza che oltre alle testimonianze incessanti ha raccontato in numerosi libri - dovra' essere messa sotto scorta a Milano. Lo ha deciso il prefetto Renato Saccone dopo le minacce via web, esplose guarda caso in corrispondenza dell'istituzione della Commissione contro l'odio, il razzismo e l'antisemitismo al Senato con l'astensione del centrodestra, rimasto seduto senza applaudire la senatrice - e uno striscione della solita Forza Nuova, oscenita' ormai insostenibile per il paese, nel corso di un appuntamento pubblico a cui ha partecipato a Milano. Cosa aspettiamo a mettere fuori legge questa gente, non si sa. Il solito quieto vivere conformista.

L'operazione contro Segre e' chiarissima, alla luce del sole, raggelante nei suoi confronti. Passa dall'orribile silenzio del centrodestra a palazzo Madama nel giorno del voto sulla commissione, il 31 Ottobre scorso. Rafforzato dalla bocciatura del consiglio regionale lombardo della proposta di istituire un organismo simile su scala locale. Poi dalla scientifica operazione di diffamazione avviata sui social network, perche' l'hate speech non e' solo responsabilita' individuale ma anche preciso strumento coordinato di campagne di propaganda, e forse ancora non l'abbiamo capito bene. Ancora, la spazzatura giornalistica, che parla della commissione come del frutto del "codice Boldrini" per silenziare i nemici.

Infine il lavoro sporco dei neofascisti, faccia impresentabile di un movimento sempre piu' politicizzato (non e' un caso che i cugini di CasaPound abbiano rinunciato mesi fa all'esperienza elettorale, c'e' chi li rappresenta meglio in Parlamento e non solo) pronti a recuperare dal racconto distorto della societa' i peggiori strumenti di lavaggio del cervello xenofobo e sovranista. Senza dimenticare le esitazioni e le incertezze delle istituzioni, da cui negli ultimi giorni ci si sarebbe aspettato un colpo, molto forte, (si pensi anche alla ferita continua delle curve neonaziste negli stadi) e che invece bofonchiano inutili sciocchezze. Un'epoca orfana di buona e soprattutto coraggiosa politica.

Cosi', l'Italia diventa quello che in molti non pensavamo potesse diventare e che invece era ed e' da sempre: un posto in cui una donna che ha attraversato il percorso piu' nero della Storia, uscendone chissa' come in una scia di indicibile dolore, deve farsi scortare dai carabinieri del comando provinciale di Milano per andare in giro. Dovremmo essere noi, la scorta di Liliana Segre, tutti noi dovremmo difendere le madri e i padri della nostra nazione: invece servono auto e pistole, militari e sirene spiegate in un paese che, ancora prima della qualita' democratica, sta perdendo i fondamentali della vita associata. Ha ragione il figlio della senatrice, Alberto Belli Paci, che qualche giorno fa al Corriere rivolgendosi a quel centrodestra indecente, ha scritto: "io credo che non vi meritiate Liliana Segre!". Io credo che forse non se la meritino neanche gli italiani, tutti gli altri fuori dal quell'aula.
Simone Cosimi

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Fonte: Che Paese E' Quello Che Deve Mettere Sotto Scorta Una Sopravvissuta Ai Campi Di Sterminio? (di Wired Italia)
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