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All'Estrema Destra Piace Il Governo Di Israele (di Jacobin Italia) Stampa
Politica
Scritto da Joel   
Giovedì 23 Settembre 2021 10:00
All'Estrema Destra Piace Il Governo Di Israele
All'Estrema Destra Piace Il Governo Di Israele (di Jacobin Italia)

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Jacobin Italia

Alcuni partiti europei hanno lunghi e vergognosi trascorsi antisemiti. Tuttavia, cercano di rifarsi un'immagine e ottenere risultati elettorali attraverso il sostegno enfatico al sionismo

L'anno scorso, Yair Netanyahu, figlio dell'ex primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e' diventato letteralmente il ragazzo-immagine del partito di destra tedesco Alternative fur Deutschland (AfD).
Il figlio maggiore di Netanyahu aveva suscitato polemiche quando aveva chiesto la fine della "cattiva" Unione europea, che, a suo giudizio, era nemica di Israele e di "tutti i paesi cristiani europei". L'AfD sfugge al giudizio di Netanyahu ma e' regolarmente accusata di antisemitismo ed e' stata definita "una vergogna per la Germania" dal presidente del World Jewish Congress, Ronald Lauder (l'ex co-leader dell'AfD Alexander Gauland defini' tristemente l'era nazista una "macchiolina di merda di uccello" nella storia tedesca).

Il sostegno dell'estrema destra a Israele non e' un'esclusiva tedesca, si sta sviluppando in tutta Europa. Accanto ad Alice Weidel dell'AfD, leader di estrema destra come Geert Wilders nei Paesi Bassi, Marine Le Pen in Francia, Nigel Farage nel Regno Unito e Viktor Orban in Ungheria sono apertamente schierati con Israele. Il sostegno esplicito ed entusiasta al sionismo e' diventato un principio ideologico per la maggior parte di questi partiti, scenario impensabile dalla prospettiva di cinquanta o addirittura trent'anni fa. E mentre la vecchia estrema destra del secondo dopoguerra continua a invocare l'annientamento degli ebrei, la sua moderna reincarnazione si avvicina ai Netanyahu. Come siamo arrivati a questo punto?


L'estrema destra si rifa' il trucco

L'epoca contemporanea non e' la prima a vedere antisemiti sostenere il sionismo. Da quando il movimento nazionalista ebraico e' nato in Europa nel diciannovesimo secolo, una minoranza di antisemiti europei ha sostenuto gli insediamenti ebraici in Palestina. In effetti, uno dei motivi per cui il ministro degli esteri inglese Arthur Balfour spinse per il sostegno del governo britannico al movimento sionista nella Dichiarazione Balfour del 1917 fu quello di liberare il suolo britannico dagli ebrei.

Un secolo dopo, e dopo gli orrori dell'Olocausto, mostrare sostegno a Israele e' diventato un modo per rendere di nuovo socialmente accettabile il populismo di destra. Il Rassemblement National di Marine Le Pen (ex Front National) e' un ottimo esempio. Quando suo padre, Jean-Marie, fondo' il partito nel 1972, era profondamente antisemita, al punto che poteva definire l'occupazione nazista della Francia "non particolarmente disumana". Da allora, Marine Le Pen ha cercato di liberarsi della cattiva immagine di suo padre inseguendo Israele e la comunita' ebraica francese.

Con l'aumento dei consensi al Front National in Francia, l'AfD e' arrivata sulla scena in Germania nel 2013 posizionandosi come un movimento euroscettico che si e' rapidamente spostato verso l'estrema destra. Anche l'AfD era ansioso di dare una svolta alla politica di destra. Fino ad allora, il Partito Nazionale Democratico (Npd) - una reliquia dell'era nazista - aveva rappresentato l'estrema destra, ma l'AfD prometteva di essere il futuro, il che significava una rottura con l'aperto antisemitismo che aveva sempre caratterizzato l'Npd. L'ex leader dell'AfD Frauke Petry si e' recata a Tel Aviv all'inizio del 2016 e ha rilasciato un'intervista esclusiva al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, un'opportunita' per parlare contro l'antisemitismo e le critiche a Israele mentre rafforzava le sue credenziali interne.

Tuttavia, il riavvicinamento a Israele non e' solo un mezzo per rinnovare la politica di destra in Europa. Se la destra europea adula Israele e' anche perche', in quanto Stato etnonazionalista, Israele fornisce una sorta di modello a un'Europa che fatica a trovare un consenso su come gestire i suoi confini. Inoltre, per molti di estrema destra, c'e' un senso di solidarieta' con Israele, che ora si immagina condivida un'eredita' giudaico-cristiana. Questa eredita' va difesa a tutti i costi, come amano ricordarci personaggi come Nigel Farage. "Siamo stati deboli. Il mio paese e' un paese giudeo-cristiano" - ha detto Farage al conduttore di talk show Sean Hannity nel 2014 - "Quindi dobbiamo iniziare a difendere i nostri valori".

Mentre i partiti populisti di destra in Europa combattono per parlare a un elettorato disparato, Israele sembra avere tutto: una nazione per un popolo con un'unica fede, con una posizione impenitente e intransigente nei confronti della popolazione palestinese. Nell'immaginario di destra europea, il fatto che Israele sia la patria di migliaia di ebrei etiopi o che i palestinesi di fede cristiana affrontino ogni giorno le conseguenze del colonialismo israeliano non viene preso in considerazione. Invece, Israele in particolare e gli ebrei in generale, sono visti come entita' monodimensionali. Questa, ovviamente, e' la proiezione delle fantasticherie della destra.


Fantasie paranoiche

Parte di questa concezione e' la visione di Israele come un baluardo altamente militarizzato contro l'Islam. Geert Wilders del Partito per la liberta' olandese di estrema destra (Pvv) una volta defini' Israele un "canarino nella miniera di carbone" e "la prima linea di difesa dell'Occidente contro l'Islam", collegando esplicitamente l'islamofobia della destra al suo crescente filosemitismo. Secondo il sociologo Rogers Brubaker, in questo contesto, gli ebrei sono le "vittime esemplari della minaccia dell'Islam", subordinando il sostegno a Israele alla lotta apparentemente condivisa contro la frontiera musulmana.

Sulla scia della crisi dei rifugiati in Europa, i partiti di destra hanno deliberatamente usato l'incertezza politica e l'ansia economica in patria per accendere la loro retorica islamofoba. Proprio come Israele, affermano, l'Europa rischia di essere assorbita da una forza d'invasione musulmana. E, proprio come in Israele, e' necessario un governo di destra per proteggere gli ebrei.

Nel 2014, Marine Le Pen ha esortato gli ebrei francesi a votare per il Front National, un partito notoriamente fondato da un negazionista dell'Olocausto. Ha affermato che il suo partito "e' senza dubbio il miglior scudo contro l'unico vero nemico, il fondamentalismo islamico". Questa nuova concezione dell'antisemitismo come problema intrinsecamente musulmano e' diventato il fulcro della retorica filo-israeliana in Germania. All'inizio di quest'anno, Beatrix von Storch, vice-leader dell'AfD, ha accusato una riacutizzazione di aggressioni agli ebrei da parte di "antisemiti importati" e "antisemiti con un visibile background migratorio". Ma come sostiene un rapporto dell'International Center for the Study of Radicalization del King's College di Londra, non ci sono sondaggi che indichino una prevalenza di antisemitismo tra le popolazioni musulmane. L'inquadratura di destra di una comunita' musulmana monolitica che e' intrinsecamente antisemita e' un fantasma.


Sionismo e militarismo

Il terzo principio del sostegno a Israele ha a che fare con la glorificazione del suo sofisticato complesso militare-industriale. L'esercito israeliano ha sempre fatto affidamento sulla coscrizione ed e' leader mondiale nella produzione di armi, che descrive come "testate in battaglia" quando si tratta di venderle. Allo stesso tempo, si basa su enormi quantita' di aiuti esteri, per lo piu' dagli Stati Uniti, che vengono regolarmente definiti come un "impegno per la sicurezza".

Mentre l'estrema destra europea vorrebbe vedere i profughi fucilati alle frontiere, in Israele questo accade gia' da tempo. Dalla politica di "fuoco libero" sui rifugiati palestinesi negli anni Cinquanta al recente ferimento di oltre 35 mila manifestanti palestinesi durante la Grande Marcia del Ritorno di Gaza nel 2018-19, le missioni dal grilletto facile di Israele raramente ricevono la condanna internazionale. Proprio questo mese, il quotidiano israeliano Israel Hayom ha intervistato Marcel Yaron Goldhammer, un tedesco che si e' convertito all'ebraismo e ha prestato servizio nell'esercito israeliano, descrivendo la sua leva come "il periodo piu' bello della mia vita". In Germania, e' un candidato AfD per il Bundestag tedesco, critica la presenza dei musulmani in Germania perche' "sara' come in Israele, e vediamo cosa sta succedendo li' adesso".

L'attuale ondata di sostegno a Israele tra l'estrema destra europea e' prima di tutto strategicamente motivata. Il sostegno devia dal razzismo e dall'islamofobia della destra strumentalizzando la causa delle ultime vittime dell'Europa, gli ebrei, e aiuta la destra a coprire la ricca esperienza di retorica antisemita.

Alla luce della chiara strumentalizzazione del sionismo da parte della destra per i propri fini, non c'e' abbastanza resistenza da parte di Israele su questo argomento. Anzi, accade il contrario. Gli ultranazionalisti sotto l'amministrazione Netanyahu sono stati ansiosi di unirsi a politici apertamente antisemiti e affiliati ai nazisti come l'ex vice-cancelliere austriaco Heinz-Christian Strache. Sfortunatamente, poco cambiera' finche' il governo di destra israeliano, ora guidato da Naftali Bennett, cerchera' alleanze con i suoi omologhi in Europa.

Ma usando la sua politica filo-israeliana come foglia di fico, la destra europea riesce a distogliere l'attenzione dal pericoloso antisemitismo che cova nelle sue fila. Secondo Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, la destra politica in Germania e' la maggiore responsabile del recente picco di attacchi antisemiti. La neonata estrema destra filosemita d'Europa necessita piu' che mai della nostra vigile critica, da parte di ebrei e non ebrei.
Lena Obermaier

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Fonte: All'Estrema Destra Piace Il Governo Di Israele (di Jacobin Italia)
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