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Putin E' Un Aggressore, Ma L'Ucraina Non Ha Tutte Le Ragioni (di Gli Stati Generali) Stampa
Politica
Scritto da Joel   
Giovedì 24 Febbraio 2022 10:00
Putin E' Un Aggressore, Ma L'Ucraina Non Ha Tutte Le Ragioni
I Romantici Anni Del Punk Anarchico Inglese (di Gli Stati Generali)

https://www.glistatigenerali.com/geopolitica_russia/putin-e-un-aggressore-ma-lucraina-non-ha-tutte-le-ragioni/

Gli Stati Generali

ART. 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Questa necessaria premessa ci obbliga a rifiutare l'ipotesi di tollerare e condonare un intervento militare russo in Ucraina. Mi sembra comunque opportuno ricordare subito un altro articolo, tra quelli che la nostra Costituzione indica come Principi Fondamentali:

ART. 6. La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

La situazione in Ucraina ci provoca choc perche' ci precipita indietro in un tempo che credevamo finito per sempre, quando si concordava con Clausewitz che "la guerra non e' che la continuazione della politica con altri mezzi", quindi un mezzo come un altro per raggiungere i propri obiettivi, come sembra ritenere il bellicoso Presidente russo Vladimir Putin.

La sua Russia e' uno Stato autoritario, che dunque non condivide DNA con le democrazie che piu' o meno bene governano il resto dell'Europa, tranne la Bielorussia del suo vassallo Lukashenko. Nell'ormai lontano 1985 Sting cantava "I hope the Russians love their children too", ma nel regime autocratico di Putin l'opinione del popolo non conta e Vladimir non sottoscrive l'art. 11 della nostra Costituzione. Tuttavia non mi sembra che l'Ucraina sia esente da colpe, perche' non rispetta il nostro art. 6, che non e' "cosa nostra", ma una regola necessaria ovunque, come l'art. 11, se si vogliono mantenere la concordia internazionale e la pace, nel caso di Kyiv anche la sovranita' e l'indipendenza effettiva.

Pur essendo uno Stato il cui capo e' stato scelto tramite elezioni credibili, non come quelle che vince Putin, l'Ucraina e' percorsa da un virulento nazionalismo e non ha affrontato le questioni etniche al proprio interno con lo stesso spirito dei nostri Padri Costituenti, costretti a constatare sia i disastri provocati dal regime fascista nelle regioni di confine che il dramma delle popolazoni italofone della Venezia Giulia, dell'Istria e di Zara costrette all'esilio.

La dissoluzione dell'Unione Sovietica ha tolto agli Europei occidentali il fiato dell'Armata Rossa sul collo, agli Europei orientali la sottomissione al tallone di Mosca, quindi e' naturale che riteniamo tutti che tanto piu' sono lontane le armi del Cremlino, tanto meglio e' per noi, perche' la Russia, contrariamente a Estonia, Lettonia, Lituania, Germania Orientale, Cechia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia non ha nemmeno provato a cambiare e diventare un Paese democratico, non militarista. E' naturale che proviamo simpatia per l'Ucraina perche' anche se molto, molto imperfetta e' comunque una democrazia e perche' ci fa comodo, tenendo i tank russi piu' lontani da noi. A inquietarci e' la sgradevole novita' che potrebbero ritornarci vicini, piu' che le questioni di principio sul mantenimento di un sistema democratico a Kyiv, che probabilmente ci tocca quanto ci toccava a Kabul. Qualche settimana di blabla sui "diritti" nei media e poi si cambierebbe argomento.

La fine dell'Unione Sovietica ha lasciato fra Russia e Ucraina strascichi simili a quelli della fine dell'Impero Britannico nel subcontinente indiano, dove India e Pakistan si fronteggiano da piu' di settant'anni armati fino ai denti, a Cipro e altrove, con l'aggravante della sproporzione della forza fra i due contendenti.

Certo valgono tutte le belle analisi geostrategiche che leggiamo, ma e' innegabile che la politica di derussificazione dell'Ucraina sia stata sia oppressiva all'interno sia folle per le conseguenze nel rapporto con lo strapotente vicino. Europa e America, che oggi si spaventano davanti allo spettro della guerra, hanno guardato imprudentemente altrove e lasciato fare a Kyiv quello che voleva.

L'Ucraina non si e' molto sforzata di diventare uno Stato plurietnico, ma ha voluto costruire la sua identita' in antitesi con la Russia. Paesi che consideriamo molto avanzati come il Canada e il Belgio ci insegnano che e' molto difficile costringere due etnie a convivere pacificamente, in Ucraina sarebbe stato ancora piu' difficile, ma ignorare totalmente l'orso russo, se si e' piccoli, puo' far molto male. Forse a Kyiv veramente qualcuno ha pensato che bastasse aderire alla NATO per averla dalla propria parte nella lotta contro la popolazione russofona e inevitabilmente poi contro la Russia.

L'accordo di Monaco con Hitler non servi' a salvare la pace in Europa e non deve essere la NATO a svendere l'Ucraina alle voglie di Putin, tuttavia i Paesi occidentali dovrebbero, meglio ancora avrebbero gia' dovuto costringere il governo di Kyiv a una politica piu' equa nei confronti della popolazione russofona, esattamente come ha fatto nel dopoguerra l'Italia con le minoranze linguistiche di Val d'Aosta, Alto Adige e Venezia Giulia.

Non sappiamo che cosa succedera' nell'immediato futuro, ma salvo che non si arrivi a una "piccola Ucraina" a cui non apparterrebbero piu' le zone dove i Russi sono la maggioranza o una consistente minoranza, sappiamo che Kyiv dovra' abbandonare la derussificazione dell'Ucraina, per evitare che la crisi si trascini per decenni, anche quando Putin sara' solo un lontano ricordo.
Marco Giovanniello

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Fonte: Putin E' Un Aggressore, Ma L'Ucraina Non Ha Tutte Le Ragioni (di Gli Stati Generali)
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