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Lettera di Edgar Kupfer-Koberwitz (di LAV) Stampa
Vegan
Scritto da sberla54   
Sabato 05 Maggio 2012 05:01
Vivisezione
Lettera di Edgar Kupfer-Koberwitz (di LAV)

http://bit.ly/KhQBuV

LAV (Lega Anti Vivisezione)

Traduzione di una lettera di Edgar Kupfer-Koberwitz, vegano, che nel campo di concentramento di Dachau passo' tra crudelta' di ogni genere, mentre la morte ghermiva i prigionieri del campo giorno dopo giorno.

Caro amico,
mi chiedi perche' non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto cosi'.

Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri gloriosi del mangiar carne. Pensi a bistecche gustose, pesci saporiti, prosciutti profumati, salse e mille altre meraviglie che deliziano gli umani palati; certamente ricordi la delicatezza del pollo arrostito.
Vedi, io rifiuto tutti questi piaceri e tu pensi che solamente una penitenza, o un voto solenne, o un grande sacrificio possa indurmi a negare questo modo di godere la vita e che mi costringa ad una rinuncia.
Sei sorpreso, chiedi: - Ma perche' e per quale motivo?
Te lo chiedi con intensa curiosita' e pensi di poter indovinare la risposta.

Ma se io ora cerco di spiegarti la vera ragione in una frase concisa, tu rimarrai nuovamente sorpreso vedendo quanto sei lontano dal vero motivo.

Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perche' non posso nutrirmi con la sofferenza e con la morte di altre creature.
Rifiuto di farlo perche' ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.
So che cos'e' la felicita' e so che cos'e' la persecuzione. Se nessuno mi perseguita, perche' dovrei perseguitare altri esseri o far si che vengano perseguitati?

So che cos'e' la liberta' e so che cos'e' la prigionia. So che cos'e' la protezione e che cos'e' la sofferenza. So che cos'e' il rispetto e so che cos'e' uccidere. Se nessuno mi fa del male, perche' dovrei fare del male ad altre creature o permettere che facciano loro del male?
Se nessuno vuole uccidermi, perche' dovrei uccidere altre creature o permettere che vengano ferite o uccise per il mio piacere o per convenienza?
Non e' naturale che io non infligga ad altre creature cio' che io spero non venga inflitto a me? Non sarebbe estremamente ingiusto fare questo per il motivo di un piacere fisico a spese della sofferenza altrui e dell'altrui morte?
Queste creature sono piu' piccole e piu' indifese di me, ma puoi tu immaginare un uomo ragionevole con nobili sentimenti che volesse basare su questa sofferenza la rivendicazione o il diritto di abusare del piu' debole e del piu' piccolo? Non credi che sia proprio il dovere del piu' grande, del piu' forte, del superiore di proteggere le creature piu' deboli invece di perseguitarle e di ucciderle?
Noblesse oblige. Ed io voglio comportarmi nobilmente.

Ricordo l'epoca orribile dell'inquisizione e mi dispiace dire che il tempo dei tribunali per gli eretici non e' passato, che giorno per giorno gli uomini cucinano in acque bollenti altre creature che sono state date impotenti nelle mani dei loro carnefici.

Sono inorridito dall'idea che uomini simili siano civili, non rudi barbari, non dei primitivi. Ma nonostante tutto essi sono soltanto primitivamente civilizzati, primitivamente adagiati nel loro ambiente culturale.
Sproloquiando, sorridendo, proponendo grandi idee e facendo bei discorsi, l'europeo medio commette ogni sorta di crudelta' e non perche' sia costretto, ma perche' vuole fare cio'. Non perche' manchi della facolta' di riflettere e di rendersi conto delle orribili cose che sta facendo. Oh no! Soltanto non vuole vedere i fatti, altrimenti ne sarebbe infastidito e disturbato nei suoi piaceri.

So che la gente considera certi atti connessi al macellare come inevitabili. Ma c'e' realmente questa necessita'? La tesi puo' essere contestata. Forse esiste un genere di necessita' per le persone che non hanno sviluppato ancora una piena e conscia personalita'. Io non faccio loro delle prediche, scrivo a te questa lettera, ad un individuo responsabile che controlla razionalmente i suoi impulsi, che si sente conscio - internamente ed esteriormente - dei suoi atti, che sa che la nostra Corte Suprema e' nella nostra coscienza e che non vi e' ricorso in appello.

E' necessario che un uomo responsabile sia indotto a macellare?
In caso affermativo, ogni individuo dovrebbe avere il coraggio di farlo con le sue stesse mani. E' un genere miserabile di codardia quello di pagare altra gente per fare questo lavoro macchiato di sangue dal quale l'uomo normale si ritrae inorridito e sgomento. Questa gente e' pagata per questo lavoro e gli altri acquistano da loro le parti desiderate dell'animale ucciso possibilmente preparato in modo da non ricordare l'animale, il fatto che e' stato ucciso.

Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati e che fino allora ci saranno guerre, poiche' l'addestramento e il perfezionamento dell'uccidere deve essere fatto moralmente e tecnicamente su esseri piccoli. Penso che ci saranno prigioni finche' gli animali saranno tenuti in gabbia. Poiche' per tenere in gabbia i prigionieri bisogna addestrarsi e perfezionarsi moralmente e tecnicamente su piccoli esseri.

Non vedo alcuna ragione di sentirci oltraggiati per i grandi e per i piccoli atti di violenza e crudelta' commessi dagli altri.
Ma penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e piccoli atti di violenza e crudelta' che noi stessi commettiamo. Ed essendo molto piu' facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violenze e crudelta' per superarle una volta per sempre.
Poi verra' il giorno che sara' facile per noi combattere anche le crudelta' piu' grandi.

Ma noi tutti siamo addormentati in abitudini e attitudini ereditate, che ci aiutano ad ingoiare le nostre crudelta' senza sentirne l'amaro. Non ho alcuna intenzione di accusare persone o situazioni. Ma penso che sia mio dovere stimolare la mia coscienza nelle piccole cose, migliorare me stesso ed essere meno egoista, per essere poi in grado di agire in coerenza nei problemi piu' importanti.
Il punto e' questo: io voglio vivere in un mondo migliore dove una piu' alta legge conceda piu' felicita' a tutti.
Edgar Kupfer-Koberwitz, vegano.

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Fonte: Lettera di Edgar Kupfer-Koberwitz (di LAV)
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