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Heil Vegan - Paura E Delirio Nel Social Network (di Minima&Moralia) Stampa
Vegan
Scritto da sberla54   
Venerdì 06 Aprile 2018 10:00
Heil Vegan - Paura E Delirio Nel Social Network
Heil Vegan - Paura E Delirio Nel Social Network (di Minima&Moralia)

http://www.minimaetmoralia.it/wp/heil-vegan-paura-delirio-nel-social-network/

Minima&Moralia - Un blog di approfondimento culturale

"Le mamme vegetariane non sono buone mamme". Questa storia e il desiderio di raccontarla sono nate dopo la conferenza di un nutrizionista rivolta alle donne e in generale alle famiglie in attesa di un bambino, che si e' svolta a cura di un'azienda sanitaria e che avrebbe dovuto insegnarci qualcosa sul rapporto con il cibo durante gravidanza e allattamento, e che invece si e' aperta cosi'. Cioe' con un esperto che afferma con malcelata soddisfazione: "le mamme vegetariane non fanno il bene dei loro bambini".
Affermazione a cui e' seguita una altrettanto malcelata ondata di soddisfazione da parte della platea rapita e complice; e forse affamata. Sembrava di essere al Bagaglino, ma non era il Pippo Franco nazionale, quello sul palco.

Vegetariani e vegani - non di rado additati come nazi-vegani - sono diventati oggetto d'un sarcasmo che riverbera dal web su radio e televisione e ritorna on line moltiplicandosi e diramandosi un po' ovunque. Facendo un rapido giro su Facebook, trovo le cliccatissime pagine e tag (da qualche migliaio di fan a molte decine di migliaia) "Vegani di m...", "Vaf... vegani", "Vegano stammi lontano", "Niente amici con l'insalata", "Basta vegani", "Il vegano imbruttito", "il vegano ritardato", "il vegano ragiona con l'a..." e chissa' cos'altro ancora. Pagine in cui non e' difficile trovare asserzioni come "la quasi totalita' di essi [i cosiddetti "vegazzari"] sono anche sciachimicari, contro la ricerca biomedica, antivaccinisti etc". Ultima arrivata, nel momento in cui scrivo, la foto dell'insalame, il salame verde, una bufala annunciata che non ha mancato di coinvolgere insospettabili scrittori, professionisti, intellettuali, come vedo dalle condivisioni nella gogna dei social. L'impressione e' che alle parole "vegetariano" e "vegano" persino i piu' ragionevoli perdano la bussola. Certo, anche l'altra fazionesi da' da fare, e cosi' troviamo "Vegan memeitalia", "L'olocausto animale", "Le ca... dei carnivori", "Logica onnivora" eccetera. C'e' una differenza, pero',tra le due posizioni: se pur con arroganza, o con un approccio mistico-naif spesso discutibile, le pagine vegane e vegetariane parlano di animali che soffrono e muoiono per la condotta degli umani, invece le pagine antivegane e antivegetariane parlano di vegani e vegetariani che dovrebbero soffrire per la loro stessa condotta. Un rigurgito di becerume da stadio che affratella le persone piu' diverse e le unisce contro questi vegetariani e vegani rei di... di che cosa?

Vegetariani e vegani a quanto pare hanno qualcosa che non va, sono colpevoli di essere "stronzi", perche' hanno formato una setta dedita al proselitismo selvaggio e se ne vanno in giro a insultare il prossimo con l'epiteto "nazista", salvo poi essere accusati a loro volta di essere nazisti (?). La sensazione e' che la prospettiva si sia ribaltata, la maggioranza si sente assediata e morde: a parlar "vegetariano" e' facile diventare bersaglio della reazione. Una vera e propria ferita all'amor proprio che in qualche modo i soggetti insultati vogliono far scontare a tutte le insalate del pianeta. Maledetti carciofini hitleriani! Ma non e' strano che un nazista (vegano) insulti un altro individuo diverso da lui dandogli a sua volta del "nazista" (onnivoro) e viceversa? Niente male come cortocircuito e vi posso assicurare che l'ho sperimentato sulla mia pelle. Potrei far da testimone, per quel che vale la mia esperienza(come vedremo piu' in la'). Comunque sia, tutta quest'ossessione in po' infantile nell'andare a denunciare chi ha cominciato, chi ha detto "nazista" all'altro per primo, non sembra anche a voi una strategia, un dispositivo di occultamento? Provate a scriver qualcosa di soltanto vagamente vegano nelle vostre pagine web, sui social, su un blog. Sono pronto a scommettere che anche a voi, come al sottoscritto, chiederanno "come ti e' presa 'sta cosa dei vegani e vegetariani".

Tranquilli, non mi sono ammalato. E non voglio negare che esistano esaltati e alienati psicopatici, ma e' complicato ricavare un paradigma dalle nostre esperienze prima di averne giustappunto esperite una certa quantita'. Questo lo suggerisce il buon senso. Se avete incontrato un vegetariano pazzo o un nazi-vegano e costui vi ha definiti "nazi" (qualunque cosa cio' voglia significare), cio' non significa che tutti i vegetariani siano pazzi e che i vegani marcino con il passo dell'oca ascoltando Wagner a volume impossibile. E neanche che lo facciate voi. La mia esperienza e la vostra esperienza, da sole, non sono in grado di forgiare verita' universali. Questo, a meno che non pensiate che tutti i siciliani siano mafiosi, tutti gli immigrati dei ladri scansafatiche eccetera. E se lo pensate davvero, allora mi chiedo perche' siete andati avanti con la lettura arrivando fin qua. Ma se non lo pensate davvero che tutti i siciliani siano mafiosi e che tutti gli immigrati ladri scansafatiche, allora chiedetevi perche' ve la state prendendo con i vegani senza che essi vi abbiano fatto niente o perche' lo abbia fatto il vostro vicino di casa, quel signore tanto gentile che se ne va in giro con un cagnolino al guinzaglio.

Quante persone incontriamo ogni giorno, in mezzo alla strada, in ufficio, negli autobus, senza sapere di aver stretto la mano a un vegetariano, a un vegano, o a un mezzo vegetariano che non riesce a rinunciare alla soppressata? Sono scelte personali e quindi e' ovvio che gli estranei non ce le ricordino a ogni pie' sospinto. Voi suonerete le vostre bistecche, noi le nostre peperonate, mi verrebbe da dire se solo fossi vegetariano, cosa che alcuni lettori forse avranno pensato.

Ma non sono ne' vegetariano ne' vegano. Mi piacerebbe esserlo ma non lo sono. Forse un giorno ce la faro', forse no, e' una scelta e una sfida. Quello che non e' personale e' l'intuizione da cui nasce quest'articolo: stigmatizzare le fisime di certi vegani, offendere i vegetariani, usare il sarcasmo, criticarli e in alcuni casi aggredirli, sembra una manovra diversiva. Nient'altro che un meccanismo psicologico finalizzato a nascondere qualcosa che tutti comprendiamo, ma che e' difficile accettare.

Perche' il vero problema non sono i vegani, nemmeno quelli stronzi, il vero problema e' la sofferenza degli animali. E forse non sarebbe del tutto sbagliato investire una minima parte delle energie dedicate a denigrare i vegetariani e i vegani per riflettere sulla sofferenza che elargiamo negli allevamenti industriali a esseri autocoscienti indifesi. Gli animali sono i nostri compagni di viaggio a bordo del pianeta Terra ed e' molto facile affermare di amarli sui social network, pubblicando una bella foto con un testo poetico. Ma la verita' e' che noi ce li mangiamo, gli amati animali, e ce li mangiamo dopo averli torturati in quei gironi infernali in cui li ammassiamo come fossero oggetti, cose prive di coscienza, di sensazioni, di anima. Ma probabilmente siamo troppo presi dai meme contro i vegetariani e i vegani per occuparcene davvero.
Angelo Orlando Meloni

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Fonte: Heil Vegan - Paura E Delirio Nel Social Network (di Minima&Moralia)
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