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Intervista A La Maledizione Del Benessere Stampa
Interviste
Scritto da Nana   
Giovedì 08 Dicembre 2011 05:00
La Maledizione Del Benessere
Sono arrivata da poco all'Asilo Occupato e il primo pensiero e' subito quello di intervistare i tarantini prima che sia troppo tardi.
Radunarli tutti quanti nella saletta prove (il posto piu' silenzioso a disposizione) e' davvero complicato: qualcuno sfugge sempre e sistematicamente e' al bar a chiedere della birra.
Eccoci, tutti quanti finalmente....anzi NO! A mancare e' Pizzinguillo, il batterista. Chissa' dov'e' finito!
In ogni caso direi che posso accontentarmi anche di sei componenti della band invece che di sette.
Presi i posti di combattimento schiaccio il tasto rec del registratore. Via!

Nana: Innanzitutto, che ne pensate della calorosa accoglienza climatica?

Ignis: Fa freddissimo! Fa freddo! Fa freddo!

Nana: Ora, pero', lasciamo perdere le temperature ed occupiamoci di cose serie...si far per dire eh!
Da chi e' nata l'idea del gruppo? Qualcuno in particolare ha proposto il progetto?


Ignis: Tutto e' cominciato durante le fredde serate invernali alla Masseria Valente...
Diego: Il tutto e' partito da me, Ignis e Giggomma accomunati dall'idea di fare un hardcore come all'epoca ce ne erano pochi: sicuramente un qualcosa di fortemente voluto. Piano piano poi, si sono aggiunti gli altri; all'inizio eravamo solamente io e Giggomma alla chitarra, Ignis al basso e Pizzinguillo alla batteria. Per tre-quattro mesi siamo stati a provare e abbiamo messo su un bel po' di pezzi, ovviamente senza voce, fin quando non c'e' stata l'audizione di Tarricone (voce). C'erano varie opzioni di cantanti ma il nostro Tarrix ha battuto tutti, anche perche' i suoi rivali non si presentavano mai alla prove.
Paolo: Io invece alla voce sono arrivato poco dopo Carmelo, quasi simultaneamente.

Nana: Come mai la scelta di due voci? E' avvenuta cosi' casualmente o e' stato un qualcosa di studiato e voluto?

Paolo: Mah, in realta' e' andata cosi'. Eravamo a Grottaglie, mi pare, e dissi a Tarricone "Perche' non proviamo con due voci?"; e il tutto e' accaduto.
Diego: Si' infatti, diciamo che gi avvenimenti si sono intrecciati e ci hanno portato ad essere quello che siamo adesso. Non si puo' parlare proprio di scelte ma nemmeno di cose capitate per caso.
Tarricone: L'essenziale da sottolineare e' che lo stare in Masseria ci ha uniti e fatti trovare.

Nana: Ora parliamo del nome. Immagino che "La Maledizione Del Benessere" sia ripreso dal titolo della celebre canzone dei Sottopressione. Come mai questa scelta?

Diego: Cazzo, perche' vuoi parlare del nome!
Tarricone: C'e' troppo da dire sul nome della band...ne abbiamo cambiati un'infinita'! Per un po' siamo stati i Lesione, poi gli Inquieto Vivere ma sistematicamente scoprivamo l'esistenza di altri gruppi che usavano la stessa dicitura e, alcuni, ce l'hanno fatto notare anche a brutto muso! Quando suonammo al Rozz 3 ci chiamavamo i Fuori Programma.
Diego: All'inizio il gruppo era fortemente marcato dalle sonorita' de Le Tormenta e, quando dovevamo prenotare per la sala prove, in Masseria scrivevamo Vile Tormenta, anche se poi ogni volta, ce n'era uno diverso; alla fine rimase solamente Vile, che non significa un cazzo. Successivamente, come ha gia' detto Tarricone, sono seguiti Lesione, Inquieto Vivere, tutti nomi comunque preceduti da un'attenta ricerca virtuale, per capire se andavamo a rubare l'idea a qualche altra band ma, spesso, pur non trovando esiti su internet in realta' si trattava di nomi gia' occupati.
Ignis: Spesso capitava che, dovendo andare a suonare, ci veniva chiesto il nome da scrivere sulla scaletta e sistematicamente si buttava gia' un qualcosa di straordinariamente improvvisato. L'ultima delle improvvisazioni e' stata La Maledizione Del Benessere.
Diego: Precisiamo che se su youtube andate a scrivere LMDB (ossia il nostro acronimo) vedrete comparire, come per magia, il video di due tipe non meglio identificate; in ogni caso il nostro nome non e' in acronimo...

Nana: Cosa mi dite di Taranto? Quanto spazio c'e' per l'hardcore e per iniziative che non siano vuote come le chiese d'estate?

Tarricone: Vorrei specificare...Noi Non Siamo Di Taranto!
Ignis: Beh a Taranto no. Sicuramente ci sono gruppi storici della citta' che suonano ma il centro della scena e' Crispiano. Poi ci sono anche i ragazzi di paesi limitrofi (Grottaglie ad esempio) che organizzano concerti e si danno da fare.

Nana: Non trovate strano che in un ambito cittadino non ci sia mobilitazione a differenza di luoghi di provincia, come appunto Crispiano?

Ignis: Beh a Taranto la mobilitazione c'e', le persone valide ci sono. E' accaduto, purtroppo, che con il passare del tempo, molti di questi ragazzi sono espatriati chi per un motivo chi per un altro; ci sono anche stati delle occupazioni e del collettivi che, pero', non facevano altro che scannarsi tra di loro e ricoprirsi di merda l'un l'altro. Insomma, qualcosa c'e' stato, solo che non e' andato avanti.
Tarricone: In ogni caso, un tasto dolente e rilevante e' la mancanza di nuove generazioni. Sono sempre gli stessi personaggi a gravitare intorno al contesto hardcore, nessuno di nuovo che voglia prendere in mano la situazione o che si applichi per smuovere qualcosa.
Ignis: ...anche perche' molte nuove leve vengono portate vie dal'eroina che a Taranto e' assai diffusa.

Nana: Come si fanno a coniugare le influenze musicali di Sette persone? Dopotutto siete sette teste che devono trovare un punto d'incontro.

Giggomma: Ognuno ha le proprie influenze e porta un po' del proprio; dopodiche' andiamo in sala prove e succede quello che succede.
Diego: E ci imputtaniamo a trovare un sound che ci soddisfi! Ahhahaahhaahah.

Nana: Lo scorso Agosto ero presente anche io a uno dei festival piu' fichi della stagione estiva. Ho potuto constatare da me che il Rozz Fest e' caratterizzato da una organizzazione impeccabile e da un'atmosfera a dir poco fantastica. La cosa piu' interessante e' che ho avuto l'occasione di conoscere gente che in altri luoghi non avrei mai potuto incontrare (anche per ragioni puramente geografiche): i Siciliani ad esempio.

Tarricone: I Siciliani? Sempre avuti al Rozz! Tantissimi!

Nana: Tornando a noi...quanta fatica occorre per creare tale evento? Quando e' nata l'idea di realizzare un simile festival?

Giggomma: Fino a qualche anno fa in Puglia c'era il Maizza un festival che si teneva nel pressi di Fasano in una Masseria Autogestita e noi non abbiamo mancato mai un'edizione. Il Maizza Fest ando' avanti fino al 2000 o giu' di li' e quindi a noi mancavano due giorni di sano hardcore e sole in Puglia e abbiamo pensato bene di organizzarcelo da soli. E che dire..tutto perfetto. E' andata sempre bene, un sacco di bella gente. Un sacco di sbattimento e fatica, ovviamente, ma non importa perche' sappiamo che ne vale davvero la pena.
Diego: I piu' difficili Rozz Fest sono stati i primi, perche' non avevamo molta pratica con l'organizzazione e non avevamo ben presente quali potessero essere le esigenze di chi si recava al fest. Edizione dopo edizione abbiamo fatto numerosi passi avanti logisticamente e sotto il lato organizzativo.

....e arriva Pizzinguillo! (batteria) ...

Nana: Ora che e' presente anche il batterista latitante vorrei chiarire un dubbio che, suppongo, tormenti un gran numero di persone. Ma e' vero che Pizzinguillo e Giggomma sono in realta' gemelli separati alla nascita?

Giggomma: C'e' una padre o una madre che non la conta giusta!
Tarricone: Conobbi Pizzinguillo al primo Rozz Fest e subito ho pensato che fosse il fratello minore di Giggomma.

Nana: Ultimamente non vi si e' visti molto in giro. Come mai questo periodo di stallo? Cosa avete in serbo per noi?

Tarricone: Sei tu che sei informata male...negli ultimi tempi eravamo ovunque...solo che non l'abbiamo fatto sapere a nessuno!
Ignis: Eh succede. Ognuno di noi deve dar conto a una propria vita, senza contare il fatto che essendo sette, diventa difficile anche accocchiarsi...e' complicato mettere insieme tutte queste teste! Per pianificare una qualunque cosa bisogna prendere in considerazione un enorme numero di fattori...non basta badare solamente alla disponibilita' del mezzo. Poi e' anche vero che qualcosa in cantiere c'e'. Stiamo lavorando al nuovo cd. Le registrazioni gia' sono state fatte, dobbiamo solamente raccogliere del materiale e mandare in stampa. Abbiamo quasi tutto! Comunque...saremo pure stati fermi un po', ma in serbo per voi abbiamo dei favolosi pezzi nuovi!

Nana: Mauro e' giunto il tuo momento!
[Pur non facendo la benche' minima domanda il componente visivo de La Maledizione Del Benessere inizia a buttar fuori parole come un fiume in piena]

Mauro: All'apparenza potrebbe sembrare che io non suoni e di conseguenza qualcuno si potrebbe anche chiedere cosa c'entri col gruppo. Uso un programma che mi permette in tempo reale di proiettare le immagini che scelgo e di aggiungere a queste degli effetti che faccio apparire o scomparire a seconda del ritmo della musica, pigiando i corrispondenti tasti, un po' come se stessi suonando, a mio modo, uno strumento. In sostanze seguo la musica con le immagini.

Nana: Come e' nato il connubio con la band?

Paolo: C'e' stato proprio una richiesta formale, scritta. "Mauro ti piacerebbe far parte del nostro gruppo? Mauro, fattela con noi!". Ha firmato un contratto che lo lega a noi per circa 32 anni!
Mauro: Ahahaahahahahah...a parte gli scherzi ho inziato ad usare questi giochi di immagini e di luci con un altro gruppo, in maniera spontanea, chiedendo se potessi effettuare le proiezioni durante l'esibzione; da li', dato che si condivideva la sala prove in Masseria, ho iniziato a collaborare con La Maledizione in modo sistematico.

Nana: L'uso delle immagini secondo voi da qualcosa in piu' alla vostra musica? La rende maggiormente evocativa?

Mauro: Ogni pezzo ha sempre le sue immagini, che poi vengono montate li' per li' improvvisando ma, in realta', sono sempre le stesse; cio' significa che ci sono dei significati che intercorrono tra quello che viene proiettato e i testi delle canzoni. Per il resto non credo che la nostra musica abbia un valore aggiunto, grazie all'uso di questo espediente visivo, credo piuttosto che sia io a portare un pezzo di me stesso in quello che e' La Maledizione Del Benessere.

Nana: Memorabili sono stati i momenti di danze sfrenate sulle violenti note della disco thrash, una vera protagonista dell'ultimo Rozz Fest. Inutile affermare che sono rimasta irreparabilmente affascinata dal misterioso cubista con la parrucca blu! Ditemi che il prossimo anno ci sara' ancora!!!

Tarricone: Ma stiamo parlando di Paskarcia'!
Diego: Devo dire che gli incontri con persone come Paskarcia' ti cambiano la vita! E' un personaggio fantastico ma soprattutto lo si trova ovunque!
Ignis: Eh gia', Paska e' davvero un mito! E' uno di quei ragazzi che si impegna davvero per quello in cui crede e questo lo dimostra fin troppo spesso! In verita' noi pretendiamo la sua presenza al prossimo Rozz!

Nana: Bene, l'intervista e' finita andate in pace! Prima di concludere l'interrogatorio, pero', vi permetto di dare aria alle vostre bocche come meglio credete.

Tutti: Fa freddo!

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