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Interviste
Scritto da Nana   
Sabato 07 Gennaio 2012 05:00
Intervista Ai Lyon Estates
A San Giuseppe di Comacchio e' nata la nebbia, ne sono sicura.
Se gli antichi greci avessero conosciuto questo posto, oggi esisterebbe un mito a proposito di qualche strana creatura che facendo un torto a una divinita' qualunque, veniva trasformata in questa coltre biancastra e umidiccia, meglio detta nebbia.
Spunta tra il paesaggio spettrale il Vodoo, dove stasera suoneranno Distemper, Turn Against, Congegno, Fourth Sin, Attrito e Lyon Estates, i protagonisti dell'intervista che segue.
Poco prima dell'inizio della serata riunisco la band, facendoli accomodare sul divanetto esterno al Vodoo.
Vincenzino (batterista) mangia e Claudio (voce), fuma il suo sigaro totalmente rapito dai quesiti che gli vengono posti.
Durante l'intervista non sono mancate le interruzioni da parte dei goliardici trentini (Dalpez e Bilo) che a loro volta, a L'Aquila, sono state vittime del mio registratore.
Un destino abbastanza diffuso!
Beh, si e' detto anche troppo...bando alle ciance! Sparatevi questa dose di botta e risposta!

Nana: Siete a conoscenza del fatto che esiste un gruppo di Manteca (California) che si chiama proprio come voi?

Claudio: Si' si lo sappiamo, ma dobbiamo specificare che sono meno fighi di noi e soprattutto, sono venuti dopo di noi! Siamo stati plagiati! Ahahahahahahah! Diciamo comunque che il nome della nostra band e' una citazione di Ritorno Al Futuro...

Nana: E come e' stato scelto il nome?

Claudio: Nonostante noi facciamo roba abbastanza all'italiana, non ci andava di metterci alla ricerca del solito nome che termina in -ONE, volevamo uscire dal cliche' e dal gia' sentito; dunque, dato che tutti quanti, chi piu' chi meno, eravamo in fissa da ragazzini con Ritorno Al Futuro, abbiamo optato per qualcosa di carino relativo al film...e cosi'...e' uscito fuori "Lyon Estates"!

Nana: Come e' accaduto che vi siete ritrovati tutti insieme a suonare?

Claudio: Il tutto e' stato un po' complicato. Io mi ero trasferito a Bologna per studiare, nel 2007, e cercavo qualcuno con cui mettere su una band; ho conosciuto Vincenzino tramite amici in comune palermitani e da li' abbiamo tappezzato la citta' di annunci e trovato Lorenzo, una vecchia conoscenza, dato che aveva coprodotto il disco di un mio vecchio gruppo, i Ban This!. Successivamente, sono arrivati Piro (basso) e Vincenzo (chitarra), che gia' conoscevo dato che avevo condiviso il palco con loro quando suonavano nei Dissonanza e io con un gruppo di Pratola Peligna, gli In The Distance. Riuniti tutti gli elementi necessari ci siamo ritrovati in sala prove; io avevo gia' qualche giro pronto, delle idee sulle quali abbiamo iniziato a lavorare e sono venuti fuori i primi pezzi.

Nana: Sbaglio o avete cambiato formazione un po' di volte?

Claudio: Allora, inizialmente eravamo in quattro, con una sola chitarra; successivamente siamo stati fermi un periodo dato che Vincenzino era impazzito e ci ha dato una mano Turi, che suonava gia' nei Values Intact ( adesso canta nei Whale's Island). Insomma, come avrai capito, se cambiamo batterista lo prendiamo sicuramente da Palermo! Deve avere la lupara incorporata!
La parentesi con Turi, comunque, e' durata 4–5 mesi; si e' sbattuto tantissimo! Prendeva addirittura l'aereo per fare le prove! Purtroppo, ben presto non ce l'ha fatta piu' e ci siamo ritrovati con Vincenzino.
In realta' l'idea di quando abbiamo ricominciato a suonare era giusto quella di fare un tour e poi chiuderla li', invece la cosa ci e' piaciuta, sono nati pezzi nuovi e il tutto e' durato piu' di qualche data! Siamo ripartiti a tutti gli effetti!

Nana: La vostra pausa e' durata un anno e mezzo. Ora, che siete tornati sulla scena notate qualcosa di diverso nel gruppo o anche in voi stessi? La carica, i propositi, sono gli stessi di prima o pensiate che siano in qualche maniera mutati?

Vincenzino: Siamo piu' gasati di prima! E comunque colgo l'occasione per dire che la pasta e' una bomba!
Claudio: Beh Vincenzino ha ragione, siamo davvero stra- carichi. Basti pensare che, come ho detto prima, la nostra riapparizione doveva limitarsi ad un ultimo tour, anzi, ad un ultimo concerto, giusto per chiudere una faccenda che ci pareva essere stata lasciata in sospeso...e invece eccoci qua! Presi talmente bene che nel momento in cui abbiamo ripreso a suonare non ci siamo fermati piu'!

Nana: Spostiamoci sui discorsi seri e impegnati! Ahahaahahah! Qual'e' l'aspetto dell'hardcore che vi appartiene maggiormente? Cos'e' che vi spinge ad andare in giro a suonare?

[Vincenzino si accorge che Claudio sta fumando il sigaro ed esordisce con un clamoroso "testa di cazzo!"]
Claudio: Per come la vivo io, suonare hardcore significa portare avanti delle questioni, prese di posizione, e un modo di vivere. Questo in realta' non emerge direttamente dai testi perche' scrivo in maniera abbastanza introspettiva, proprio perche' voglio evitare di ribadire i soliti slogan, che per quanto giusti e sacrosanti possano essere, odorano di gia' sentito.
Il problema e' questo, dato che oramai sono 30 anni o giu' di li' che esiste un certo tipo di hardcore in Italia, certi messaggi sono gia' stati lanciati piu' e piu' volte; continuare ad insistere su quelli a livello musicale diventa stucchevole: dovrebbero andare interiorizzati, portati avanti e urlati!
La paura e' che propinando sempre le solite parole non si venga piu' ascoltati per davvero; si rischia che le persone, sapendo gia' dove si vuol arrivare, spengano il cervello molto prima che si riesca ad giungere al punto focale dell'argomento. Sono questi i motivi che mi spingono a scrivere seguendo una certa linea e poi, bisogna anche dire, che ci siamo formati un po' tutti ascoltando roba alla Sottopressione, Frammenti, Bellicosi, gruppi che a livello di espressione risultano molto introspettivi.

Nana: E quindi se vi chiedo "New York o Boston?" voi mi rispondete "Italia!"?

Claudio: Assolutamente si'! Non e' una questione di campanilismo, e' che in Italia l'hardcore si e' sviluppato proprio in maniera diversa rispetto agli Stati Uniti. Al di la' di alcuni casi in cui la musica e' stata collegata a tutta una serie di ragionamenti, al di fuori dal contesto europeo l'hardcore e' visto molto piu' come un atteggiamento, quasi una moda (anche in Italia...ma qui e' un problema recente e successivo al movimento); nella nostra penisola, questa musica e' sempre stata associata indissolubilmente ai centri sociali, a concetti come l'autogestione, l'autoproduzione, l'antimilitarismo, cosa che non accade per altre realta'.
Paradossalmente un discorso del genere puo' essere fatto anche per gli USA, nonostante l'hardcore sia nato proprio li'; il problema e' che successivamente ha preso delle pieghe che non avevano la spinta politica di cui accennavo poco fa. Sicuramente e' uno sviluppo inevitabile dato che il contesto sociale e la realta' quotidiana e' diversa da quella che una persona puo' vivere in Italia o in qualunque altro Paese europeo. E' per questo che affermo che noi seguiamo la scuola italiana. Inoltre ci si trova dinanzi ad eccessi tavolta, con gruppi tendenzialmente di destra o peggio ancora apolitici, magari bands che musicalmente spaccano il culo, ma in realta' non hanno un cazzo da dire e quello che si evince dai loro testi e' di natura piu' che ambigua.

Nana: Non so se voi eravate al concerto a Portomaggiore (Fe) degli Agnostic Front e U.S. Bombs lo scorso Giugno...beh, era piano di nazi!

Claudio: Sugli Agnostic Front ti posso riferire un episodio che mi e' capitato quando ero in tour con gli Ingegno negli Stai Uniti . Ricordo che eravamo fuori all'ABC No Rio a New York, uno dei pochi centri sociali presenti da quelle parti, a parlare con un ragazzo; noi da stranieri, iniziamo a chiedere dei vari gruppi locali e qualcuno nomina anche gli Agnostic Front. Il ragazzo fa una faccia alquanto preoccupata e subito ne chiediamo la motivazione. Il tipo ci dice che si tratta di gente violenta che gira anche con nazi e che lui stesso ha avuto problemi con loro, roba di scazzi tra amici di amici; questo ovviamente non e' nient'altro che un episodio e un qualcosa che mi e' stato semplicemente riferito, pero', unendo le varie voci che girano, la pulce al'orecchio arriva: l'idea che mi sono fatto e' che li', negli Stati Uniti, si e' persa completamente la bussola su certe cose.
Per fortuna in America ho anche conosciuto gente fantastica, che pur non avendo alle spalle un folto tessuto di centri sociali o di antagonismo diffuso, si sbatte e vive con coerenza i propri ideali!

Nana: Dato che si siamo ritrovati a parlare di una realta' cosi' distante da noi, come quella degli Stati Uniti, raccontami qualcosa di questo famoso tour.

Claudio: La cosa piu' strana era il fatto di suonare nei cosiddetti Basement Show: non essendoci centri sociali, i concerti vengono organizzati nelle cantine delle case. Per la sera del live, in pratica, la casa diventa un centro sociale. Tale fatto porta inevitabilmente a riflettere su come influise la mancanza di spazi collettivi in cui far nascere progetti e iniziative...

Nana: Come fate a conciliare la quotidianita' con il suonare in giro, partecipare, organizzare concerti e continuare a svolgere la propria vita, quindi lavorare, studiare e via dicendo?

Vincenzino: Mah...io in realta' non concilio! Lavoro, suono e basta! Tutto mi riesce perfettamente anche perche' a lavoro ho i miei ritmi, e riesco ad organizzare come meglio posso il tempo. Non dipendo da nessuno, che e' una cosa importantissima! Dipendo solo da me stesso! DIPENDO SOLO DA ME STESSO! SONO IL PADRONE DI ME STESSO! SONO IL DATORE DI LAVORO DI ME STESSO!
Claudio: Per quanto riguarda me, innanzitutto, il discorso del suonare e del lavorare sono due cose totalmente disgiunte. Io non voglio vivere con la musica che suono, perche' i soldi che eventualmente vengono guadagnati in piu' (attraverso i rimborsi o distro) non finiranno mai in tasca, resteranno per il concerto successivo che magari puo' andare peggio o per vari progetti. Comunque, se suonassi ogni giorno, sarebbe un problema conciliare tutto, ma si cerca di riuscire a incastrare tutti gli impegni nel migliore dei modi. Il problema a volte e' a propositio delle contraddizioni che possono capitare riguardo il lavoro; io svolgo un lavoro neutro tutto sommato (sono tecnico informatico) e ho la fortuna di non stare in banca o di non essere avvocato. Mi poteva andare peggio!!!! Eppure anche nel mio lavoro, per quanto neutro possa essere (come ho appena detto), ci sono fattori che mi stanno sulle palle: il fatto di dover sottostare a qualcuno per tirare a campare per esempio...ma questo e' un concetto che riguarda tutti!
Piro: Eh ma in qualche maniera bisogna pur mangiare, anche se ci piacerebbe farlo diversamente! L'importante e' che si viva la sfera lavorativa nella maniera giusta, senza scendere troppo a compromessi, mantenendo rigore e di dignita'!
[Vincenzino, nel frattempo, ha preso confidenza con il registratore...]
Vincenzino: IO SONO CAPITALISTA DI ME STESSO! AHAHAHAHAHAH!
Claudio: Si', Vincenzino si auto sfrutta...pensa che fa anche delle rivoluzioni contro se stesso!

Nana: Cambiamo argomento e torniamo alla musica. Tra poco uscira' il nuovo disco! Si puo' avere qualche anteprima?

Claudio: Vuoi che ti canti un pezzo? Ahaahahahahahah! Il disco conterra' 5 brani piu' un cover, che non svelo; e' stato registrato a Roma da Alex dei Jet Market presso lo studio Hell Smell. Una bella esperienza durata tre giorni, anche perche' siamo stati lontani per un po' da i luoghi che, bene o male, vediamo tutti i giorni! Stiamo cercando ancora co-produttori, quindi chi e' interessato si faccia pure avanti! L'idea e' di riuscire a buttare fuori il 7 pollici entro Marzo!

Nana: Bene ragazzi, vi lascio finalmente liberi. Vi ringrazio per la disponibilita' e per le risate fatte in questi minuti! Prima di fuggire date una degna conclusione all'intervista!

Vicenzino: ARLSALUT(G)O! Inoltre volevo ringraziare e salutare di cuore Maurizio (Sberla) a cui voglio un botto bene!
Claudio: Invito tutti quanti a guardare Alex L'Ariete con Alberto Tomba e soprattutto il video del risotto con le erbette; poi ringrazio te e tutto lo staff di Punk4Free che ci ha sempre trattato bene (grandi recensioni e tante proposte per le co-produzioni!)....insomma...e' il caso di iniziare a farci un po' meno complimenti!
Per concludere direi che...ci hai fatto l'intervista, siamo bravi, insomma...quello che ti pare ma...SCINE CA SCINE MA CA SCINE IN DUTTE!
E con questa perla proveniente dall'Abruzzo passo e chiudo!

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