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Interviste
Scritto da Nana   
Sabato 13 Ottobre 2012 05:00
Intervista A Gli Ultimi
Oggi vi proponiamo una avvincente intervista a dei simpatici giovinotti provenienti da luoghi vicini alla capitale (si lo so, avrei potuto benissimo scrivere provincia, ma mi piacciono i giochi di parole).
Il loro ultimo album Storie Da Un Posto Qualunque e' una bomba e sono piu' agguerriti che mai per un inverno on the road, tutto concerti e asfalto.
Loro sono Gli Ultimi e qui sotto c'e' tutto.
Semplice no?
Leggete va, che vi fa bene.

Nana: Le domande di rito non possono mancare e quindi vi chiedo di racontarmi come vi siete ritrovare a pasticciare insieme (si fa per dire) con gli strumenti.

Pat: Ci siamo trovati ad uscire nello stesso pub, alcuni di noi erano amici da anni, altri meno...Palmiro e Bardo avevano in mente di fare un gruppo che riprendesse sonorita' abbastanza abbandonate nell'ambito punk italiano, mi riferisco a Klaxon, Stab, Stiff Little Fingers, Clash, eccetera...mi hanno chiesto di entrare alla seconda chitarra e abbiamo iniziato a fare un po di cover e qualche pezzo originale. la formazione si e' stabilizzata quando io sono passato al basso e Berna e' stato chiamato alla batteria. credo che l'influenza hardcore di Bardo, quella punk rock/indie/new wave di Palmiro, la mia vena cantautoriale e gli strascichi post-hc e punk di Berna abbiano formato il suono, ancora aperto a ogni genere di contaminazione.

Nana: Gli orizzonti musicali da cui proviene ogni singolo membro del gruppo sono leggermente diversi. Hardcore e Oi! Come siete riusciti a trovare un punto d'incontro?

Bardo: E' stato semplicissimo. Siamo cresciuti con gli stessi gruppi di riferimento ossia Clash, Ramones, Rancid, NOFX, per poi suonare ognuno sottogeneri diversi ma la matrice cultural musicale di tutti e' sempre stata piu' o meno la stessa. Io in passato con i Charlie suonavo un hardcore veloce parecchio anni '80, ma ascoltavo anche musica Oi! e ska. Dai 15 in poi ho maturato una coscienza operaia che mi faceva ascoltare gruppi come la Banda Bassotti, i Senza Sicura, etc. che mal legavano cogli ambienti anarcopunk nei quali spesso suonavo (dico questo senza spirito polemico, era cosi' e basta). Comunque quattro anni fa siamo entrati in sala prove e abbiamo cominciato a suonare ed e' uscita fuori questa roba. Io sono contento e il mio gruppo preferito attualmente sono Gli Ultimi! Ahahahah!

Nana: Voi provenite dalla pronvicia, quella che in diversi brani definite laida, bastarda e sporca. Ditemi qualcosa di piu' di questo contesto e di quanto segna la vostra musica.

Palmiro: Da quando abbiamo iniziato nel 2008 il fatto di dare voce ad una certa nicchia di ragazzi e ragazze che non vivono in una grande citta' e' stato un po' il nostro marchio di fabbrica. Non e' stata una cosa studiata a tavolino. Noi cantiamo quello che siamo e quello che viviamo e molti si sono rivisti nelle nostre canzoni, perche' certe dinamiche non hanno citta' (o meglio paese) ma sono universali.
Per noi il posto dove viviamo e' stato un maestro, nel bene o nel male. Una dimensione che ha forgiato la nostra attitudine e per la quale tutti noi proviamo un senso di forte appartenenza, e talvolta anche di rigetto...un rapporto di amore e odio se vogliamo semplificare. Siamo sempre stati abituati a fare gruppo, a coprirci le spalle l'un l'altro, lontani dalle rivalita' che possono crearsi in una grande scena. Siamo stati abituati a muovere il culo in prima persona per ritagliarci i nostri spazi e autoorganizzarci. Come dice una canzone dei Razzapparte: "siamo cresciuti all'ombra dei monti" e questo si rispecchia nella nostro vivere il punk e la vita in generale.
Se leggi le interviste di molti musicisti e non della scena prima scena hardcore, tutti ti diranno che l'hardcore e' stata per loro uno stato mentale che a tutt'oggi, qualunque sia la loro situazione, li accompagna. Per noi vivere in provincia e' esattamente cosi'...anche se oggi qualcuno si e' spostato nella citta', manteniamo un'attitudine che rispecchia le nostre radici.

Nana: Parliamo del vostro ultimo lavoro. Inutile dirvi che l'ho ascoltato troppo e che ci sono andata in fissa. In ogni caso come fate a sfornare dischi uno migliore dell'altro?

Palmiro: Grazie mille! Storie Da Un Posto Qualunque, lo dice il nome, e' un insieme di storie, che possono essere slegate l'una dall'altra. A differenza di un album come Streetpunk che era stato concepito un po' come un concept sulla vita nel posto in cui viviamo, questo disco e', se vogliamo metterla cosi', un po' piu' libero e impulsivo...dietro non c'e' un impianto prestabilito in partenza...lo stesso titolo ci e' venuto in mente solo quando avevamo tutti i pezzi li' davanti a noi, e ci siamo resi conto che l'unico filo conduttore era che non ne avevano uno...apparte naturalmente il fatto di parlare di noi, e delle nostre vite. Per quanto riguarda la musica, anche qui, non ci siamo dati dei paletti, se non quello di fare quello che piu' ci andava, quindi oltre al nostro solito punk rock puoi trovarci un pezzo hardcore, come uno acustico o uno di musica tradizionale. Penso di poter parlare a nome di tutti se dico che e' il nostro lavoro che piu' ci ha lasciati soddisfatti e sentirsi dire da te, come da tante altre persone che e' un lavoro che fa un passo avanti rispetto a quelli precedenti ci fa veramente piacere perche' quello che non vogliamo fare assolutamente e' sfornare un disco uguale a quello precedente!

Nana: In Storie Da Un Posto Qualunque sono presenti dei featuring con altre personalita' appartenenti alla scena punk e hardcore romana. Com'e' il vostro rapporto con la scena romana? E' vero che ve la tirate un po'? (grasse risate)

Pat: La nostra scena, quella della provincia/periferia nord di Roma, e' stata per anni isolata da quella Romana, i nostri gruppi non riuscivano a penetrare quella realta' e c'erano solo sporadici contatti.
Poi grazie prima agli Automatica Aggregazione e poi a Gli Ultimi abbiamo cominciato a suonare spesso nell'ambiente, conoscendo cosi' le persone che oggi consideriamo veri amici per noi, nonche' gente che ci ha sempre supportato come noi facciamo con loro. Se la tirano? Beh vedi il romano e' diretto in ogni occasione, coatto anche se lo trapianti in un'altra citta'...e' questo il bello, prendere o lasciare.
Nel disco ci sono le collaborazioni di Teschio (Grand Theft Age) e Damiano (Payback) della SFL Crew, Massimo (Tear Me Down/Gas Attack), Falla (Laida Provincia Crew), Jimmy Bax (Inferno Sci-Fi Grind'n'Roll) all'hammond, Andrea (Mary Jane Kelleys) al mandolino, li ringraziamo tutti.

Nana: Nel vostro ultimo lavoro e' presente anche il riarrangiamento di un pezzo abbastanza datato facente parte della tradizione romana. Come mai questa scelta?

Pat: Io e Bardo in particolare sono grandi estimatori della canzone romana...devi sapere che per noi non e' raro dopo qualche concerto o in furgone suonare tradizionali romani, sono radici che sentiamo nostre e non vogliamo perdere.
"Canto Del Carcerato" e' un'antica canzone che abbiamo sentito su un vecchio disco, Canti Della Malavita Romana...abbiamo pensato alla bellezza del testo e a come sarebbe potuta calzare in chiave punk, e ci stava...suonandola dal vivo ci siamo resi conto di non essere i soli a provare questo attaccamento alla tradizione, e' una cultura che prescinde dal punk o da altro, un background di chi respira l'aria di Roma.

Nana: Cos'e' Laida Provincia Crew? Parlatemi di questa realta' a cui voi siete molto vicini.

Pat: Laida Provincia Crew era prima una canzone dei local-heroes Chilly Willy, poi una fanzine e infine il nome cha abbiamo dato alla nostra etichetta/distribuzione e alla nostra comitiva. Il nome e' stato usato la prima volta per pubblicare il 7" degli Automatica Aggregazione, pian piano abbiamo cominciato a stampare dischi degli Automatica, Ultimi, Tracina, The Wild Strings, ma anche gruppi di amici come Plakkaggio Hc, Razzapparte, Assedio. Abbiamo una buona distribuzione che bene o male ci permette di non essere sempre in rosso coi conti, scambiamo e distribuiamo su una buona rete di contatti italiani ed europei, e' un sistema DIY che ha salvato la micro-economia del punk hardcore e ci piace farne parte ed aiutare band e label indipendenti.
In questo periodo siamo stati totalmente assorbiti dall'uscita del nuovo disco de Gli Ultimi, ma contiamo di rimetterci presto in forma e partecipare a qualche buona produzione. Per ordini, domande, reclami scrivete a http://www.facebook.com/laidaprovinciacrew o su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Nana: E adesso facciamoci due chiacchiere su Roma. Cosa offre la capitale? E soprattutto quanto vi piace Piazza Vescovio?

Pat: Non ho mai bazzicato la piazza ma mi si dice non sia ben frequentata. Su Roma posso parlare da frequentatore occasionale...ci sono parecchie cose da fare in giro, nonostante per i romani a volte sembri tutto gia' visto e gia vissuto, avere negozi di dischi, di strumenti musicali, pub di un certo tipo aperti dal pomeriggio, concerti punk, hardcore, ska e altro...beh, non e' scontato per me, dove vivo io non c'e' niente di tutto questo e ci abbiamo provato a farlo. Quindi posso dire che Roma offre un sacco di bella roba a chi ha l'attitudine per poterla apprezzare...ma tranquilli: anche per voi giovani e vecchi poser c'e' molta carne al fuoco.

Nana: Dopo gli ultimi episodi risalenti al concerto dei Dropkick Murphy's a Ciampino, che si dice sulle quelle volpi nazi a Roma?

Bardo: Nessuno di noi era presente quella sera, alcuni nostri amici si. E' stata una cosa brutta. Erano preparati e hanno agito indisturbati. Le loro infiltrazioni sono sempre piu' frequenti ai concerti punk. Stanno in fissa! Vogliono immischiarsi negli ambienti di controcultura musicale per fare propaganda e allargarsi politicamente, fare presa sui pischelli quindicenni per ammaestrarli e inglobarli nella loro merda. Sono appoggiati dal sindaco di Roma Alemanno de merda che li finanzia e gli fa le carezzine, mentre l'antifascismo romano oltre a subire repressione sbirresca si sfalda e s'indebolisce.

Nana: Quanto tempo si dovra' aspettare per vedervi impegnati in un cazzo di tour europeo?

Pat: Speriamo poco, ma non ti so dire. Purtroppo siamo ancora un gruppo part-time, dobbiamo lavorare regolarmente e mettere d'accordo ferie e permessi per stare 2 o 3 settimane in europa e' un po' un casino. Personalmente spero che la situazione cambi, ma non so come andra' a finire, per adesso cerchiamo di non pensarci e di fare tutto il possibile (anche se potremmo fare di piu'). Quest'anno abbiamo fatto un po' di cose, un sacco di date (sempre poche), il disco, il video, 2 mini tour in Francia e Sardegna, eccetera, ma come si dice, quando si e' soddisfatti di quello che si e' raggiunto si tende a rallentare, invece il mio entusiasmo per i vecchi obbiettivi e' gia' finito, ne fisseremo di nuovi.

Nana: Le cartucce da sparare sono terminate, anche se ho un'ultima da domanda porvi. Dopo il video di "Red Rose" (tra l'altro fichissimo), pensate di fare un videoclip in stile "What's My Age Again?" dei Blink-182? Vi attira l'idea di correre nudi per Roma?

Bardo: Considera che il batterista ha l'abitudine di girare per strada con un coglione sempre fuori dai pantaloni, gli ho detto e ribadito che e' maleducazione ma lui mi contesta e dice che questa cosa lo fa sentire vivo e in pace col mondo e allora io non posso che dirgli "Ah be', fa un po' come cazzo te pare!". Quindi diciamo che si, si potrebbe fare.

Nana: Ora potete salutare i nostri lettori, che probabilmente avranno visto il numero delle domande e non saranno andati oltre la lettura della seconda. Peggio per loro! Io vi ringrazio e vi faccio un grosso in bocca al lupo per tutto. Continuate cosi', che siete forti!

Gli Ultimi: Punk4free e' veramente un punto di riferimento critico per il punk in italia, ringraziamo te, Joel e tutti i vostri lettori, speriamo continuiate ad apprezzare quello che facciamo. Un abbraccio, alla prossima.

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