Immagini

Prossimi Concerti

Do It Your Shop

Tanto Di Cappello Records

Hardcorella Duemila

VegFacile - Go Vegan!

Vegan Riot: la Rivoluzione ai Fornelli dal 2005!
Home Articoli Arte e Fotografia Andrea Pazienza E L'Estremo (di Esquire)
Andrea Pazienza E L'Estremo (di Esquire) Stampa
Arte e Fotografia
Scritto da Joel   
Venerdì 21 Maggio 2021 10:00
Ken Burns - [2021] Hemingway
Andrea Pazienza E L'Estremo (di Esquire)

https://www.esquire.com/it/cultura/arte-design/a36379057/andrea-pazienza-mostra/

Esquire

Paz e i suoi fumetti in mostra a Bologna, la citta' dove ha studiato e iniziato la carriera. Dal 7 Maggio fino a Settembre 2021.

Fino all'estremo e' una nuova mostra dedicata al fumettista Andrea Pazienza, inaugurata lo scorso 7 Maggio (e in calendario fino a Settembre 2021) nelle stanze di Palazzo Albergati, a Bologna. Fino all'estremo fu il titolo di lavorazione di quello che diventera' uno dei lasciti maggiori di Pazienza, cioe' il cristico Gli ultimi giorni di Pompeo. Erano piu' di vent'anni che non si rivedeva una mostra su Pazienza a Bologna, citta' dove il fumettista si era trasferito da Pescara.
A diciotto anni, nel 1974, Pazienza era diventato una matricola del DAMS, un nuovo corso di laurea nato da un'idea del grecista Benedetto Marzullo, dove all'epoca insegnarono, tra gli altri, il poliedrico italianista Piero Camporesi, lo scrittore Gianni Celati e semiologi come Ugo Volli e Paolo Fabbri.

La mostra e' distribuita in una manciata di sale al pianterreno del palazzo cinquecentesco. Tra le prime tavole, ecco un uomo e una donna, nudi, confidenti e abbracciati, in uno dei tanti alloggi per studenti affittati a Bologna. Si passano un tubicino di carta, fragile e ardente: uno spinello. "Ohhh mi sento goffo...", esclama lui; la replica di lei, come un farmaco, porta calma e perdono: "Mmmh... qui, qui, dalla mammina", dice, con il mento affondato nella spalla del compagno. Nell'abitazione dei due, un foglio appiccicato alla parete e' occupato da un calendario scritto a penna con le lezioni del DAMS (estetica, scenografia, storia del cinema, etc.).

E' l'appartamento del protagonista di Le straordinarie avventure di Pentothal, l'albo dove furono raccolte alcune storie uscite su Alter Alter a partire dal 1977. Oltre il caos lisergico dei segni, delle citazioni e delle scritture cifrate, troviamo le code per la mensa all'universita', il '77, i metropolindiani, brani della Bibbia e cieli stellati, i fuorisede meridionali un po' schifosi, dal petto villoso sotto la canottiera, infine i coiti e i post coito negli interni logori delle "merdose" casupole studentesche, che si aprono a Bologna lungo il reticolo di bassi porticati medievali e rinascimentali, nelle varie via Fondazza, via Broccaindosso, via Mascarella etc. Come scrisse Oreste Del Buono, e' "una Bologna storica fantasticamente immaginata da Andrea Pazienza, prima che la Storia accadesse, mentre la Storia si avviava ad essere".

In occasione della mostra sono stati raccolti oltre cento lavori, per lo piu' provenienti dall'archivio della moglie e della famiglia di Paz. C'e' la storica vignetta che nel 1980 compare sul primo numero di Frigidaire - un tale, in jeans aderenti, non trova la vena per bucarsi e commenta: non vo' entra' sta' bucchina - e poi tavole che riconducono alle saghe di Pentothal, Zanardi e Pompeo.

Gli scritti sui pannelli che accompagnano l'esposizione sono di Adriano Ercolani, Rathigher, Antonio Faeti e Silvia De Santis. Nel testo di Faeti e' trascritta una considerazione di Carlo Salinari, critico letterario che ebbe la duplice sorte di militare - col nome di battaglia "Spartaco" - nel GAP romano che nel 1944 organizzo' l'attentato di via Rasella e poi di diventare il preside della facolta' di Lettere a Roma, nel '77, quando gli autonomi cacciarono Luciano Lama dall'universita'. Dice: "C'e' una cultura tradizionale, razionalista, scolastica, che parte da Omero e arriva a Lacan; e poi c'e' l'altra che e' arrivata per i fumetti, per la radio, per i mass media, la cultura degli istinti e dell'inconscio. Io non dico che debba essere repressa, che si debbano vietare i fumetti di violenza e di sesso. Dico che se la cultura tradizionale e razionale viene meno, non fa piu' vaglio critico, si aprono le brecce per cui passa l'irrazionale, il vitalismo, l'utopismo e, quando la congiuntura viene al peggio, il fascismo". Niente male. E' il punto di vista di un intellettuale lucido e coerente, piu' che di un conservatore o un codino.

Nelle sale (un po' buie e spoglie) della mostra, sono stati appesi dei grandi adesivi murali con le foto del massacro del Circeo e poi la foto a torso nudo di Gabriele e Marco Bianchi, i due fratelli responsabili dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso a Colleferro in seguito a un pestaggio. Che c'entrano con Pazienza? L'allestimento intende suggerire un legame tra il personaggio di Zanardi, una specie di capobranco, e certi episodi di cronaca nera italiana, come se Pazienza avesse fotografato, nelle storie di Zanardi, una torsione inumana e violenta della societa', che potrebbe avere avuto il suo principio con il massacro del Circeo, nel 1975, e una prosecuzione in tanti altri fatti di violenza (i vari Pietro Maso, Erika e Omar etc), fino ad arrivare al raccapricciante pestaggio di Willy, nel Settembre 2020.

Ma Pazienza fu il semplice rabdomante e fotografo di una prima diffusione del narcisismo patologico e criminale nella nostra societa' o fu, come artista, qualcosa d'altro e di piu'? Fu qualcosa di piu', naturalmente. Nella figura asciutta e rapace del carismatico personaggio di Massimo Zanardi ("21 anni. Madre vedova. Una sorella di 16 anni. Adottato da uno zio, fratello della madre, scapolo, proprietario di una concessionaria Alfa Romeo. Frequenta il quinto anno del Liceo Scientifico Fermi. Segno zodiacale: vergine") e nei suoi due compari, il fusto Colasanti e il rancoroso Petrilli, c'e' uno scintillio del male, una razionalita' cinica e sexy, una padronanza della lingua, un motteggiare e una capacita' micidiale nella punch line, e una scientificita' nell'azione, una infallibilita' con l'altro sesso, che scatenano nel lettore un'incessante e ambigua ammirazione.

Pazienza non disegna solo per fotografare e denunciare il male. Probabilmente non disegna per, ma spinto da. Al limite avra' disegnato per soldi. Il risultato, indipendentemente da intenzioni che furono presenti o meno nei nervi dell'artista, e' che il lettore viene irretito dal male: il naso gobbo e affilato di Zanardi resta inciso nella memoria, forse perche' simile a un'arma da taglio che il nostro inconscio vagheggia o perche' quel naso ricorda la pinna di uno squalo, che prima spaventa e poi incanta grazie alla classe con cui fende l'acqua. In tempi di letteratura del bene e della virtu' - ne parla con coraggio lo scrittore Walter Siti nel suo recente pamphlet Contro l'impegno - occorre riesporre e sottolineare la verita' ambigua dell'arte che abbiamo amato, compreso il fumetto di Pazienza, per testimoniare dove si cela il vero bene dell'arte e della letteratura: non nella denuncia, ma nell'eccesso e nella sua liberta', come il marxista ed ex partigiano Carlo Salinari aveva compreso e denunciato, senza timore di apparire percio' un oppressore.

Tra i lavori esposti a Palazzo Albergati ci sono infine alcune delle tavole che Pazienza spedi' alla rivista Comica Art, poco prima di morire per overdose, nel 1988. Si tratta dell'incompiuto Storia di Astarte, una delle opere piu' crudeli e toccanti di Andrea Pazienza. Un cane da combattimento, appartenuto al condottiero Annibale, duemila anni dopo le guerre puniche appare in sogno a un uomo. Vuole raccontargli la sua storia: "Io sono Astarte, capo dei cani da guerra di Annibale, suo guardiano inseparabile e fedelissimo amico. Come tu mi vedi ora e' come ero quando sono morto, a Zama...". In una vignetta il mastino sale con tutto il corpo sopra l'uomo che, supino, ascolta, sopraffatto nel sogno dal muso massiccio e dalle zampe del narratore.
Ivan Carozzi

.LINKS.
Fonte: Andrea Pazienza E L'Estremo (di Esquire)
Home Page Esquire: https://www.esquire.com/it/
Facebook Esquire: https://www.facebook.com/esquireitalia/
Twitter Esquire: https://twitter.com/esquireitalia/

.CONDIVIDI.