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SDH - [2009] Mess It Up Stampa
Recensioni
Scritto da InYourHead   
Mercoledì 13 Maggio 2009 13:00
SDH - [2009] Mess It Up
SDH - [2009] Mess It Up
01 - Spit Or Swallow?
02 - Rocket'n'Roll
03 - Bad Boy
04 - Gipsy Girl & Rumbleway
05 - Shot
06 - Bed Mate Girl
07 - R(N)atzinger
08 - All You Fascist
09 - Light, Black, X-Rays
10 - It's Ok
11 - My Own Revolution
12 - Midnite Shopping

Oggi si va in Lazio, precisamente a Rieti, base degli SDH gruppo attivo fin dal 1992.
Iniziamo dal packaging, cioe' dalla copertina, che e' molto spartana, cosa che non e' un difetto di per se' ed anche se lo fosse non sarebbe certo grave, ma credo che al giorno d'oggi sinceramente si possa fare un po' meglio di cosi' anche non disponendo di grandi mezzi. Tuttavia non si puo' negare che abbia una certa aura underground che mi piace parecchio.
Ma dato che l'abito non fa il monaco andiamo a vedere cosa offrono i prodi SDH.
La loro musica e' un enorme contenitore degli stili piu' disparati, e tuttavia volendo classificarli direi che la definizione piu' azzeccata sarebbe garage band, senza disdegnare una certa propensione per il punk'n'roll.
Chitarre graffianti e abbastanza acide, linee di basso essenziali e ritmi di batteria sostenuti, la musica degli SDH si compone principalmente di questi elementi.
La qualita' della registrazione ha dei lati positivi e dei lati negativi, trovo che sia azzeccata per lo stile del gruppo ricordando un po' le registrazioni low-cost anni '60, ma nel contempo sovente alcune carenze si fanno sentire, il basso spesso e volentieri resta affogato nel magma generale rendendolo indistinguibile e capita a volte che la batteria sia eccessivamente in rilievo imponendosi troppo sugli altri strumenti o sulla voce.
Parlando delle canzoni posso dire che alcune sono interessanti, il disco parte con "Spit or swallow?" un brano che mi ricorda un po' l'odore della benzina e dal sapore sixty, forse e' un po' troppo lunga pero'.
La seconda traccia e' una delle migliori dell'album, "Rocket'n'roll" si presenta come un garage rock abbastanza veloce ed energico sostenuto da un cantato che ben si amalgama alla canzone.
Si segnalano anche "Bad boy", che rivela un'impronta ramonesiana inserita con successo in un impianto punk'n'roll, la cover di Neil Young "Shot" con il suo andamento tormentato ben interpretato dal cantato e "My own revolution" forte di influssi che vanno dal garage al punk inglese anni '80.
Un caso del tutto a parte e' "It's ok", che con i suoi suoni sintetici si distacca prepotentemente dal resto dell'album, tuttavia il risultato e' molto interessante e la canzone non risulta fuori luogo anche considerando il contesto.
Tirando le somme il disco e' discreto, ben congeniato e ricco di stimoli anche se leggermente dispersivo e forse un po' pretenzioso, penso piacera' agli amanti del genere e delle sonorita' vintage.
InYourHead

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