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Uguaglianza - [2009] Nessuno Mai Ricordera' Stampa
Recensioni
Scritto da Sghigno   
Mercoledì 10 Giugno 2009 13:00
Uguaglianza - [2009] Nessuno Mai Ricordera'
Uguaglianza - [2009] Nessuno Mai Ricordera'
01 - Brown Sugar
02 - Corri
03 - Omogeneizzato
04 - Asl
05 - 17100 Crew
06 - Servi, Spari
07 - Brucia (CGB Cover)
08 - Fastidio E Noia
09 - Generazione
10 - Boris
11 - Beach Punk
12 - Lebowski
13 - Altra Notte, Stessi Nomi

Gli Uguaglianza, formati da Pablo alla voce, Fabio "Freccia" e Fabio "Randa" alle chitare, Filippo "Fix" al basso e Alessio alla batteria, si formano nel 2001 nel Savonese e del loro primo lavoro, Via Cairoli, si e' gia' parlato un paio di anni fa.
Era Novembre del 2005...ed adesso, dopo tre anni circa, ho l'occasione di parlavi del loro nuovo album Nessuno Mai Ricordera', uscito a Marzo del 2009 grazie ad una multiproduzione dove figura la Ansaldi Rec, gia' produttrice del primo album, insieme ad altre etichette straniere.
Dopo le dovute presentazioni, vado dritto a presentarvi l'album, composto da tredici tracce per una durata complessiva di poco superiore ai trenta minuti.
Si aprono le danze con "Brown sugar", parola che gia' ci richiama ad un preciso tipo di eroina cosi' chiamata per la somiglianza allo zucchero di canna. Tutto il testo e' infatti centrato sulle numerose morti causate da questa droga, sulle vite che si spengono gradualmente ed un occhio anche al ruolo dello stato, colluso con mafia e spaccio.
Gia' da questo primo pezzo si delinea una sonorita' influenzata da arrangiamenti rock'n'roll, elemento che caratterizza l'intero album cosi' come il precedente.
"Corri" la considero come una presa di coscienza rispetto ai ritmi lavorativi che condizionano miliardi di vite e rubano quotidianamente la liberta' di ognuno. Nessun orgoglio di classe o appartenenze mitiche ad un evanescente proletariato, ma sottolineare invece la condizione di schiavitu' a cui si e' sottomessi e un imperativo categorico: fermarsi.
Il testo e' molto stringato...ma io, in quel "fermarsi", ci vedo scenari di sabotaggio e di sovversione sociale, e questo non puo' che piacermi.
"Omogeneizzato" ci invita a riflettere sul ruolo dei mass media e della moltitudine di informazioni rilasciate ogni giorno tramite televisioni e giornali, ovvero una massa di notizie funzionali alla sopravvivenza del sistema dominante. Illusioni su illusioni volte ad assoggettare le masse, fornendo concetti e modelli necessari per la sopportazione del quotidiano.
E' un pezzo che segue ritmi ben precisi, anche la voce risulta molto inquadrata nei suoi spazi e tutto compone un'architettura sonora molto regolare.
"Asl", anche stavolta il titolo e' indicativo, e' la quarta traccia e rappresenta una critica alla trasformazione che vede l'individuo ormai solo come cliente, di conseguenza risulta schiavo chi non puo' accedere a determinati livelli di benessere. Questo perche', e il modello americano ne e' portavoce, tutti gli ambiti sociali sono dominati dal tornaconto economico e dal capitalismo piu' spietato, anche su settori come quello della salute o dell'istruzioni, sottoposti anch'essi a rigide considerazioni economiche.
"Lo Stato ti volta le spalle" e allora, aggiungo io, quale miglior momento per colpirlo?
"17100 crew" ci da la possibilita' di gettare un occhio su Savona, grazie anche alla partecipazione del locale gruppo hip hop Dsa Commando, e vedere il degrado, le miserie e le contraddizioni che caratterizzano un po' tutti i posti.
Risulta molto originale questa commistione di stili, tra parti piu' lente e cadenzate a ritmiche piu' veloci e inquadrate in tempi piu' vicini al rap.
"Servi, spari" e' la sesta traccia, la piu' breve, ed e' composta da un testo ridotto all'essenziale dove, con cadenze ritmate e veloci, si sottolineano buona parte degli aspetti negativi che caratterizzano la vita odierna, dove appunto i servi e gli spari non sono che l'inizio della lista che, ahinoi, e' molto lunga e leggerla provoca disprezzo in chi, sinceramente, vorrebbe davvero trasformare questo esistente.
La settima traccia e' una cover, "Brucia" dei CGB, pezzo che penso sia conosciuto dalla gran parte dei lettori/ascoltatori.
Preferisco l'originale per l'esecuzione veloce ed allo stesso tempo straziante e forse, anche, perche' mi ricorda un loro bellissimo concerto.
Piccola variazione apportata dal gruppo perche', nel finale, non tocca a Imperia bruciare (giustamente ci deve essere spazio per tutte le citta'!) ma Varazze, citta' appunto degli Uguaglianza.
"Fastidio e noia" viaggia su corsie veloci e contiene i passaggi, gia' assodati, vicini a sonorita' rock'n'roll.
Un testo che trasuda alienazione e disincanto per la vita grigia di tutti i giorni e per la spersonalizzazione causata dalla monotonia del quotidiano a cui il sistema vigente ci sottopone.
"Generazione" fa il pari con la traccia precedente e continua sulla scia di una visione disillusa piu' che verso il presente, verso un futuro privo di personalita' e voglia di trasformazione. Il ritornello del pezzo e' anche il titolo dell'album, una considerazione appunto su un futuro che non avra' memoria di quanto lo ha preceduto.
La decima traccia e' "Boris", ovvero il ritratto di chi non scende a compromessi e continua per la propria strada, lottando con coerenza e con la sicurezza che viene dalle idee maturate nel tempo. E "Boris" lancia anche un messaggio, "non chiede aiuto ma vuole liberta'", che e' forse quello che molti contesti sociali dovrebbero fare, ovvero porre fine ad atteggiamenti vittimistici o rinunciatari ma, al contrario, reclamare a gran voce quanto spetta, e la liberta' e' sicuramente al primo posto.
"Beach punk" e' un pezzo che ci introduce all'estate che sta per arrivare, anche stavolta gli Uguaglianza vogliono dare il proprio punto di vista slegato dalle solite omologazioni, regalandoci due minuti festaioli adatti per un clima da spiaggia.
Come si puo' evincere dal titolo, "Lewboski" e' un tributo all'omonimo protagonista del film dei fratelli Coen.
Una vita fuori dai canoni tradizionali, poco interesse per quello che c'e' fuori e la solitudine come amica, il tutto condito da una buona dose di nichilismo. Per saperne di piu' vi segnalo un sito.
"Altra notte, stessi nomi" e' l'ultima traccia dell'album e ci presenta sonorita' particolarmente calde e amichevoli, parole che accompagnano ricordi di una vita e l'importanza, che si evince in maniera nitida, del rock'n'roll insieme alle liti, l'amore ed anche un disco.
Questo album trae forza dai suoi testi diretti e decisamente genuini, frutto di esperienze vissute senza mediazioni.
Da un punto sonoro rappresentano sicuramente una voce originale nel panorama punk italiano, e questo sicuramente aggiunge una nota positiva.
Sghigno

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