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Kalashnikov - [2008] Angoscia-Rock Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Martedì 07 Luglio 2009 10:00
Kalashnikov - [2008] Angoscia-Rock
Kalashnikov - [2008] Angoscia-Rock
01 - Angoscia-Rock
02 - Ai Ferri Corti Con Tutto L'Esistente
03 - Monorotaia

Tornano su queste sporche pagine i Kalashnikov, gia' passati in rassegna con il full lenght Dreams For Super Defeated Heros del 2007.
Questa volta tocca ad Angoscia-Rock breve quanto intenso 7" stampato in elegantissimo vinile rosso.
I Kalashnikov ci han sempre abituato non soltanto al contenuto musicale delle loro piccole opere, ma han dato sempre molta importanza alle illustrazioni ed ai contenuti dei loro messaggi; questa volta fan le cose in grande infatti il disco, sempre e comunque autoprodotto, contiene all'interno un libricino di una trentina di paginette che non racchiude i classici testi dei pezzi proposti, ma un racconto carico di significati e che descrive alla perfezione un futuro piu' che ancorato ad una prossima possibile realta'.
Partiamo proprio da questo racconto.
Luridi ratti di fogna, vi racconteremo una storia. Una fanta-storia punk animata da laceranti sussulti d'amore e da irresistibili tensioni di morte, che vi trascinera' per le strade sudice e malfamate del Nostro Imminente Futuro. Una storia ambientata nel Regno della Paranoia e dell'Alienazione. Una storia natalizia a tempo di angoscia-rock. Shakerate un cocktail di chiodi e veleno per assaporarlo comodi sull'orlo dell'abisso, con le gambe penzoloni. Ed iniziate a lettere.
Questa e' la prefeazione del racconto ambientato a Milano nel 24 Dicembre del 2024, un futuro lontano ma al contempo cosi' vicino in cui il mondo e' cambiato ed evoluto come nei peggiori dei nostri incubi.
Gli ingredienti di questo contorto e marcio futuro sono un governo corrotto e manipolatore, reality-show incentrati sulla guerra, polizia privatizzata ed la diffusione di massa della muzak: ovvero un programma governativo atto a spargere musica per benpensanti in ogni luogo, metodo utile a mantenere un controllo sociale. In questo scenario si muovono i nostri quattro (anti)eroi: Effi, Tragedia, Strigoi e Sorel fautori del romantic-punk e tutta la scena punk milanese con la nuova concezione di occupazione, non piu' fissa e stabile ma sempre in movimento; la tattica per non esser cancellati e' quella di occupare e sgomberare nel giro di una notte in luoghi ogni volta differenti in modo da sfuggire agli attacchi di sbirri, fascisti, spacciatori ed altre entita' non desiderate.
Un racconto che lascia senza fiato e che trasmette una sensazione di angoscia dettata da questo futuro immaginario ma piu' che ipotetico.
Ma Angoscia-Rock non si ferma qui: particolarmente belle sono anche le illustrazioni come il supporto vinilico di cui sopra accennato; i Kalashnikov sono anche musica e tocca parlare anche dei tre pezzi anche se il libricino da solo vale gia' l'acquisto del pacchetto completo.
I nostri (Milena - voce, Sarta e Puj - chitarre, Ale - basso, Rissa - batteria, Don Suragn - tastiera, Lisa - synth, Quaglia - sax) ci han sorpreso ed abituato con il loro punk hardcore sperimentale in cui grande importanza han i testi che non mancano mai di raccontare delle storie; la voce femminile, a tratti melodica a tratti piu' dura, si inserisce perfettamente nei suoni e ritmi ragionati e che presentano strumenti non proprio usuali nell'hardcore.
Questo breve dischetto, dalla durata di poco superiore ai 10', a differenza dei lavori precedenti appare piu' un concept album, il cui fulcro centrale e' come appare nel titolo e nel racconto questa angoscia espressa o velata che sia.
Apre il tutto la titletrack "Angoscia-Rock", il pezzo piu' veloce del disco connotato da un sottofondo cupo in cui si inseriscono lunghi assoli delle chitarre e ritmiche sostenute quanto il senso di oppressione che riescon a trasmettere; un chiaro esempio di musica comunicativa.
Si prosegue con "Ai Ferri Corti Con Tutto L'Esistente", qui i suoni son piu' smorzati e melodici anche se non mancano brevi accellerazioni, ancor piu' evidenti son le apparizioni del sax e della tastiera inseriti magnificamente nel contesto sonoro creato.
Si chiude con la bellissima "Monorotaia" traccia ancor piu' struggente delle altre grazie alla particolare capacita' comunicativa della vocalist.
Il giudizio finale di questo lavoro non puo' che essere ovviamente positivo; l'unico consiglio e' di andare alla ricerca del 7" in tutte le distro che conoscete perche' questo disco va direttamente toccato con mano e custodito gelosamente.
Joel

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