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Blame It On The Ocean - [2009] Demo Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Martedì 04 Agosto 2009 10:00
Blame It On The Ocean - [2009] Demo
Blame It On The Ocean - [2009] Demo
01 - This Is Where Life Begins
02 - Broken Staircase
03 - The Mud Of The River
04 - Big Shitty Lights

Debutto discografico per i Blame It On The Ocean, quintetto nato all'inizio del 2008.
Dopo qualche cambio di line-up, ed anche del suono che ne deriva, la band si assesta con Michael (voce), Max e Fabio (chitarra), Ketto (basso) e Stiff (batteria).
Qualche importante live alle spalle e l'esperienza in precedenti gruppi sono le carte in possesso dai Blame It On The Ocean per registrare questa demo nel 2009.
Il disco e' composto da appena 4 pezzi, per una durata complessiva di poco superiore ai 12 minuti; il gruppo propone un hc che richiama alle mente diversi nomi dell'east coast del nuovo continente, pezzi veloci quanto basta che trovano come punto di forza una sezione ritmica prorompente ed un cantanto in inglese senza pecche.
Se si vuole trovare un difetto sta piu' che altro nell proporre qualcosa di gia' sentito, ma questo e' quel che ai 5 Blame It On The Ocean piace e lo fanno piu' che bene.
La demo si apre con "This is where life begins", il pezzo piu' lungo del disco con i suoi 4', forse anche il meno riuscito con la sua partenza cupa e che fa presagire ad un suono screamo, un falso allarme pero' visto che dopo poco piu' di un minuto d'ascolto esplode improvvisamente una sfuriata hc, quel che non convince del tutto son le parti lente ad inizio e fine brano che contribuiscono anche all'eccessiva durata del brano.
"Broken staircase" si caratterizza per i precisi cambi delle ritmiche ed anche per gli ottimi assoli di chitarra essenziali e mai fuori luogo; forse questo e' il pezzo piu' apprezzabile e completo della demo.
Al giro di boa troviamo la velocissima "The mud of the river", hc incazzato e furioso che solo in un piccolo frangente abbassa i ritmi per riprendere fiato, pregevoli anche i cori.
Si chiude con "Big shitty lights", come nella traccia precedente i tempi sono elevati ma cresce maggiormente la rabbia grazie alla buona prova del vocalist e del suo devastante urlato.
Questa demo per i Blame It On The Ocean e' un buon punto di partenza che gli permette di farsi conoscere un po' in giro; qualche piccolo difetto da limare c'e' ma il suono, seppur come detto non originalissimo, non presenta nessuna lacuna tecnica di spicco.
In attesa del prossimo disco piu' corposo (nda. 2010?), accontentiamoci di questa demo che merita un po' di spazio nella vostra playlist, a meno che non c'avete le palle mosce ed ascoltate robetta pancroc ed in questo caso vi consiglio di andare sul nuovo stiloso sito di punkadeka.
Joel

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