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Ugo Piazza - [2003] Corri Rocco, Corri! Stampa
Recensioni
Scritto da riotous   
Venerdì 07 Maggio 2010 06:00
Ugo Piazza - [2003] Corri Rocco, Corri!
Ugo Piazza - [2003] Corri Rocco, Corri!
01 - Ombre
02 - Padroni Dell'Aria
03 - Rocco "Campana"
04 - Madre
05 - Sgretola
06 - Veloce
07 - Memoria
08 - Nonno
09 - Mattone
10 - Ostacolarti
11 - Mastraccumulo
12 - Nervous Breakdown
13 - Canzone D'Ammore (Live)
14 - La Banda Del Trucido

Guardate dietro le vostre spalle. Non vedete nulla? Osservate meglio. Nel 2003 a Milano usciva Corri Rocco, Corri! il primo ed unico lavoro degli Ugo Piazza, band molto vicina alla Villa Vegan.
Pulito, veloce, proiettile che distrugge e fora le membrane superflue, arrabbiato, acuto, intelligenza che resiste, maturo, pungente, verita' che distrugge i canoni tecnici, ironico, preciso, silenzi che sottolineano un'inesorabile fine, pragmatico, sicuro, coralita' della composizione. In una sola parola: hardcore. Senza diversificazioni vanitose, senza epiteti. Gli Ugo Piazza suonano puro e semplice hardcore italiano. Lasciamoci andare alla sottile indeterminatezza del termine.
Ed ora qualche informazione di carattere biografico. Il gruppo nasce nel 2001 e, per chi non lo sapesse, Ugo Piazza e' un personaggio del film "Milano Calibro 9". Il cd, come gia' detto, e' uscito nel 2003, cioe' un anno prima che il gruppo si sciogliesse, nel 2004. Si sanno altre poche cose. Il batterista Checco ora suona con un gruppo garage punk'n'roll dal nome evocativo di I Vermi.
Notizia piu' succulenta e' che si vocifera una possibile reunion dei milanesi. Da parte mia la auspico fortemente.
Se questo album non e' un capolavoro, poco ci manca. Sicuramente compete con le migliori produzioni di quel periodo, degli anni correnti e di quelli futuri. Non per nulla il gruppo e' stato etichettato come leggendario.
Corri Rocco, Corri! e' composto da quattordici tracce, compreso un live di buona qualita' ed un pezzo conclusivo esclusivamente strumentale (che mi dicono essere il rifacimento della colonna sonora di un film con Thomas Milian). I componenti della band si improvvisano anche audio-attori negli intro di "Rocco "Campana"" e di "La banda del trucido".
Il cantato abbastanza putito stringe con successo la mano alla parte musicale, entrambi non si lasciano trasportare in eccessive lussurie che avrebbero rovinato il prodotto finale. Cioe' non eccedono nell'urlare e nella velocita', accettando i loro limiti e raggiungendo un ottimo risultato. Il cantato italiano si addice pianamente al gruppo, che lo abbandona unicamente in una traccia, provando altre vie. La registrazione e' buona, l'unica lieve pecca e' che in alcuni punti la base strumentale salta addosso alla voce, la surclassa, la sovrasta direbbe qualcuno. Ma sono casi sporadici che non rovinano affatto la totalita' dei pezzi.
Dopo l'ascolto tutto d'un fiato dell'album nella sua completezza rimane un retrogusto d'omogeneita'. Il termine, pero', in questo caso non e' da intendere nella sua accezione negativa. Ogni canzone ha la sua propria storia. Il retrogusto e' portato alle labbra dalla capacita' del gruppo di variare, a volte anche con violenza, le sfumature di un unico tema centrale. Tema che e' il cuore pulsante del loro stile, della loro musica.
Tutte le parole dei testi sono da ascoltare con attenzione perche' pregne di significato. Ed ora passiamo ad un'analisi un po' piu' dettagliata di alcuni dei quattordici pezzi.
"Ombre" apre il piacevole ascolto con un'attesa preparatoria per poi portare l'ascoltatore, dopo qualche secondo di ritmato introduttivo, verso il mondo hardcore creato abilmente dagli Ugo Piazza.
"Madre" deve essere stata stupenda da cantare sotto il palco con il suo ritmo incalzante e lo pseudo-ritornello con fini educativi. La canzone migliore dell'album forse e' "Mattone", ma e' un'ardua decisione, del tutto arbitraria; tratta un argomento decisamente importante e che ha decretato denunce e sfratti: quello della casa. Dopo questi assaggi descrittivi lascio a voi l'ascolto e le impressioni che, canzone dopo canzone, la musica vi suscitera'.
Il gruppo a tratti mi ha ricordato gli Atrox, invece in altri momenti mi ha portato alla mente i primi Arturo, ma l'unica verita' apodittica (vogliamo fare gli elitari) e' sono esclusivamente gli Ugo Piazza e nulla di aggiunto.
Un grande pezzo di musica italiana hardcore.
I miei complimenti al gruppo insieme al ringraziamento per aver concesso la divulgazione di questo Corri Rocco, Corri!.
Un saluto non troppo teso.
riotous

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