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Alfatec - [2009] Brainphobia Stampa
Recensioni
Scritto da hyena01   
Venerdì 11 Giugno 2010 05:00
Alfatec - [2009] Brainphobia
Alfatec - [2009] Brainphobia
01 - Brainphobia
02 - Tv News
03 - Memorandum
04 - Trash Bomb
05 - Soul Rapist
06 - Bravo Cittadino

Avete presente quella sensazione che ti pervade quando ascolti uno di quegli Ep che ti danno l'impressione di tuffarti nel passato, e ti convincono che il tempo dai lontani 80s ai giorni nostri non sia passato o almeno che, meglio ancora, non sia cambiato poi molto in fondo, come, ad esempio, fattori quali le attitudini ed il sound?
Ecco, non so voi, ma io questa sensazione ce l'ho ben presente, mi e' gia' capitato di percepirla ascoltando altri lavori sempre made in Italy, come ad esempio quelli dei Ban This (che ancora non ho smesso di ascoltare e consigliare a chiunque); e' un'impressione che, sinceramente, non capita proprio tutti i giorni e con tutti i giovani gruppi hc che ti passano tra le mani, e che, quando ti coglie impreparato, e' davvero una piacevole sorpresa.
Se poi il gruppo e' italiano, in questo caso fiorentino, ma possiede liriche in lingua inglese (con una pronuncia non maccheronica, particolare da non sottovalutare) e vanta suoni ed influenze d'oltreoceano e di tutt'altri tempi, ma ben reinterpretate e reinserite nel contesto attuale, l'affare inizia sul serio a farsi interessante.
Per farla breve: sono gli Alfatec, quartetto di Firenze, promotori, come avrete gia' inteso da come ne parlo, di un hardcore punk stampo american hardcore 80s, rapido ed abbastanza rockeggiante, totalmente urlato, piu' qualcosa che ricorda anche vecchi rumori nostrani, in un mix che non manca di componenti personali e non facilmente riconoscibili o collocabili.
Ti travolgono con il loro sound veloce ed aggressivo sin dalla name track "Brainphobia", dal cantato martellante ed una sessione ritmica in cui si intrecciano a ripetizione stop'n'go, momenti di velocita' nei riff di chitarra, che poi rallentano leggermente e ripartono prontamente; il tutto senza lasciare all'ascoltatore neanche il tempo di rendersi conto della complessita' della composizione alla quale sta assistendo, di come e' ben ed attentamente strutturata, ed apparentemente tutto appare confuso e mischiato in un'unica melodia rapidissima. Non si fa neanche in tempo a ragionarci su due secondi..ed il pezzo si e' gia' concluso lasciando spazio al seguente brano. In puro stile hardcore, nulla da aggiungere.
Irrompe in maniera irruente la successiva "Tv news", che, un po' come la precedente, non ti fa capire letteralmente un cazzo, per via della sua architettura velocissima, tempestiva e caotica, impossibile da seguire attentamente passo per passo. Trova come suo momento di lucidita', forse, solo il brevissimo l'assolo di chitarra parallelo al giro di basso, che lo accompagna sapientemente.
Strutturato in modo simile al suo predecessore, "Memorandum", si apre col gioco di basso e procede tra riff e batteria serratissimi intervallati da incursioni di chitarra sola notevoli ed, allo stesso modo di "Tv news", ci da un attimo di tregua con l'assolo di chitarra, per poi rilanciarci violentemente nella marea dinamica del ritmo portante.
Ancora meglio l'incipit dato alla luce dalle note del basso che aprono "Trash bomb", piu' lente, prolungate e stentoree di quelle di "Memorandum", che creano un ambiente di calma-irrequieta che chiaramente prelude all'aprirsi dei suoni fulminei caratteristi del brano, ma che, inaspettatamente, hanno una svolta nel ritornello che propone soluzioni leggermente piu' lente e soprattutto meno cattive ma molto piu' scanzonate e leggere, ma pur sempre nell'accezione di "leggero" letta alla Alfatec maniera. Tra l'altro questa canzone mi da l'impressione di avere un retrogusto NY hardcore vecchia scuola, che non guasta affatto.
"Soul rapist" ancora una volta palesa come e' impossibile stargli dietro a questi Alfatec, ed e' anche impossibile cercare di contenere il loro sound dalla carica esplosiva!
Per concludere al meglio si fa avanti "Bravo cittadino", unico brano dal testo in lingua italiana, scelta che giustifica e chiarisce il perche' di un testo un po' piu' impegnato e dallo sfondo socio-politico, che appare come una vera e propria denuncia sociale allo stato di cose.
Insomma loro sono, a parer mio, dei geniacci: bravi i musicisti, semplici (ma non troppo) e diretti, la voce del cantante ti entra in testa e non se ne vuole piu' andare, le liriche sono interessanti, il sound segue l'impronta di musiche che non tramontano mai e gasano sempre anche a distanza di anni; il tutto e' condito da una sana produzione d.i.y. (come ci tengono a specificare sul loro myspace, difficilmente potrete leggere su di loro in un forum punk o cazzatelle del tipo)...cosa volete di piu' dalla vita? (e non rispondetemi un Lucano, alcolizzati!).
Scaricate e diffondete, andate in pace.
hyena01

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