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Bloodshed - [2008] Our Lives On The Line Stampa
Recensioni
Scritto da REN   
Lunedì 14 Giugno 2010 05:00
Bloodshed - [2008] Our Lives On The Line
Bloodshed - [2008] Our Lives On The Line
01 - Hardcore Healing
02 - Bloodshed
03 - Hard To Break
04 - Never Standing Alone
05 - Seeds Of Revenge
06 - Our Lives On The Line
07 - Prove My Point
08 - We're Better Off Our Way
09 - Against The Wall
10 - Fists Up

Rieccomi a recensire. Rieccomi nuovamente a rovistare tra le mie scartoffie, su una scrivania piena di fogli e fogliettini, in cerca di quello sul quale penso di aver scritto la frase piu' sensata o piu' figa, a proposito di un gruppo o di un disco.
Ebbene si': la maggior parte delle volte preferisco scrivere a mano cari miei bimbi, fa anche piu' punk che pigiare su quella cazzo di tastiera producendo un rumore fastidioso e deconcentrante, non credete? Sarebbe bello scrivere tutte le recensioni a mano, anche se si corre il rischio di perdere la roba per la strada. Non a caso, col disordine che ho in stanza non la trovo, quindi amen. Cerchero' di essere spontanea nell'esprimere la mia opinione, proprio come la musica che amo di piu'.
Un disco di due anni fa, un gruppo proveniente da Panama. Dieci tracce di punk hardcore diretto e trascinante. E' esattamente questo cio' che mi e' capitato tra le mani.
Il gruppo si chiama Bloodshed ed e' attivo dal 2002. Dopo aver cambiato la propria line-up ed essersi esibiti diverse volte dal vivo (tra i loro live troviamo anche il loro tour Only Animals Survive fatto spostandosi in varie zone dell'America Centrale), nel 2008 registrano il loro primo cd, dal titolo Our Lives On The Line.
Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che la line-up attuale del gruppo sia formata da El Puerko alla voce, Darrin alla batteria, Weeman al basso e alla voce e Luigui alla chitarra.
Diciamo pure che non si tratta proprio di punk hardcore, ma di hardcore in senso stretto con qualche sfumatura thrash. I ragazzi si sono dati un bel po' da fare, non c'e' che dire. Di certo non manca la passione nel suono degli strumenti, ne' l'attitudine, che e' una delle cose essenziali.
Dieci pezzi che iniziano, continuano e finiscono. Tutto concentrato in un impatto musicale immediato. E dopo resti imbambolato, ma non si tratta certo di perplessita': e' un'impressione positiva. Superato l'attimo di silenzio, vi e' subito il gesto meccanico: premere un tasto sullo stereo e riascoltare il cd, con la stessa voglia e lo stesso entusiasmo con cui abbiamo teso l'orecchio la prima volta.
Cos'altro bisogna che vi dica per rendervi conto se un disco spacca o meno? Se propone musica e tematiche dirette e spontanee? Di certo nient'altro.
Posso soltanto aggiungere qualche dettaglio sulla parte strumentale e su quella cantata, che ovviamente ho trovato molto coinvolgenti. Non ci sono troppe pause, o meglio ce n'e' qualcuna ma non e' mai fuori luogo. Per quanto riguarda il cantato lo trovo perfettamente adatto alla musica, il tutto e' caratterizzato da una buona registrazione.
Spero li ascoltiate, per il momento potrete leggere la mia opinione in proposito e avere tutto il tempo di decidere, mentre la vostra carissima recensitrice se ne stara' qui a riempire nuovi foglietti per il suo prossimo incarico e alimentare la sua buona dose di scartoffie.
Saluti e baci.
REN

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