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Silent Frame - [2008] Demo Stampa
Recensioni
Scritto da hyena01   
Sabato 04 Settembre 2010 05:00
Silent Frame - [2008] Demo
Silent Frame - [2008] Demo
01 - Silent Frame
02 - Sex, Drugs'n'Psycho
03 - Darkest Room
04 - Fear Age

Questa e' una semplice demo di 3 giovani bresciani, 4 brani, neanche un quarto d'ora d'esecuzione, ben registrati, punk rock nuova scuola, parecchio giocato sui riff ed assoli di chitarra, l'irruenza della batteria e la voce graffiante del vocalist, Luke.
Aprono le danze con l'omonima "Silent frame": fungono da intro la chitarra martellante e le brevi incursioni di batteria tocca e fuga, che preludono l'inizio del pezzo, carico di stop'n'go a ripetizione. Il brano continua con un susseguirsi di cori, prima rudi e aggressivi poi piu' lunghi ed intonati, rallentamenti e rincorse ed assolino di chitarra finale.
Insomma, uno schema classico, nulla di sorprendente; ma gia' si distinguono i caratteri predominanti di tutto il lavoro: una bella voce pungente del cantante, coretti gia' sentiti e risentiti ma quantomeno ben strutturati ed intonati, buona padronanza degli strumenti, chi piu' chi meno, in particolar modo per quanto riguarda la chitarra, anche se e' a tratti un po' ripetitiva, idem per la batteria, che in alcuni frangenti viene eletta elemento trainante del ritmo, meno per il basso, semi inesistente.
La successiva "Sex, drugs'n'psycho", molto simile alla precedente tanto da parerne quasi il proseguo, parte carica d'energia trascinata dalla chitarra, e' bella serrata e veloce, fulminea nell'assolo di chitarra, e si prende una breve pausa solo rallentando i giri nel passaggio tutto batteria-basso (ah! Allora c'e' anche il basso..) e coro che ripete "Sex, Drugs and Psycho", per poi rincarare la dose in un crescendo che prende velocita', continua in urla e conclude con riff ripetuti intervallati dalle picchiate sulla batteria. Un brano, nel complesso, ma soprattutto nella parte finale e nella lirica, abbastanza scontato, a dir il vero.
Migliorano decisamente nei due brani conclusivi: "Darkest room" debutta bene sin dal giro di basso e procede meglio, tra continui cambi di sessione ritmica e tema musicale, rallentamenti ed accelerazioni, spezzoni melodici e sfuriate hardcore; buone le brevi note di basso e gli assoli di chitarra, ottima la voce.
Anche "Fear age" li riscatta di gran lunga, presentandosi come un brano piu' di carattere, originale, fatto a modo loro, e non ricalcando le orme di qualcosa di trito e ritrito. Finendo, quest'ultimo brano ti lascia la voglia di ascoltare ancora qualch'altra loro composizione, perche' concludendo cosi' sembra di non poter ben incasellarli o comprenderli, ed il lavoro non appare affatto compiuto.
Attendendo altre loro produzioni, magari un album intero, gli si puo' solo consigliare di seguire un proprio filone senza troppe influenze, di formare un carattere proprio, magari proseguendo piu' sul filone di brani come "Darkest room" e "Fear age", a tratti melodici ma sempre rockeggianti, e caratterizzati da inserti non ben riconoscibili, innovativi, veramente interessanti.
hyena01

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