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DCP - [2009] Fino A Qui Tutto Bene Stampa
Recensioni
Scritto da Sghigno   
Sabato 23 Ottobre 2010 05:00
DCP - [2009] Fino A Qui Tutto Bene
DCP - [2009] Fino A Qui Tutto Bene
01 - Intro Joe Strummer
02 - Love Music Hate Fascism
03 - Non Un Passo Indietro
04 - Ora E Sempre Resistenza
05 - Bella Ciao
06 - Dalle Barricate
07 - Poem From Guantanamo
08 - Mano Alla Bomba

Streetcore antifascista e antirazzista dal 2003 made in Franciacorta, in sintesi i DCP (Dillo Con le Pietre), adesso formati da Bekka (voce), Dani (basso e cori), Fede (chitarra e cori) e Pogo (batteria e cori).
All'attivo, oltre a moltissimi concerti, hanno un demo Nessuna Cortesia All'Uscita datato 2008 e due recenti apparizioni in altrettante compilation. E a me cosa tocca? Ovviamente l'unico ep del gruppo, dal titolo Fino A Qui Tutto Bene che e' uscito alla fine del 2009 ed e' stato registrato e mixato grazie a Evoluzione Sonora Snc oltre ad essere supportato da etichette come Anfibio Records, Still Screaming e Marchiato A Fuoco Records.
Il gruppo ci propone otto tracce, intro inclusa, il cui ascolto si esaurisce in una ventina di minuti circa. Gia' dalla copertina, raffigurante gli occhi di Vinz, viene subito in mente la sterminata rabbia del protagonista del film L'Odio, film dal quale e' tratto anche il titolo dell'ep.
L'intro e' gia' molto significativa e, per poco meno di un minuto, ci riporta alle atmosfere e alle sonorita' di inizio anni '80 quando Joe Strummer e i suoi Clash sfornarono London Calling.
"Love Music Hate Fascism", slogan e attitudine che spessissimo compare anche sui palchi nostrani, e' una vera e propria canzone-manifesto della prospettiva politica del gruppo. Non e' solo musica, bensi' musica e sovversione contro ogni repressione, autoritarismo e forma di razzismo. Chi si aspetta solo un'offerta musicale stradaiola e caotica si ritrovera' invece una crescente influenza hardcore e un'interessante attenzione verso la parte strumentale, aspetto che sicuramente contraddistingue il gruppo da tanti altri.
"Non Un Passo Indietro" segue la scia gia' lasciata dalla prima traccia, ribadendo il sentir comune del gruppo in materia di rivolta e amore per la liberta', sentimenti quotidianamente provati sulla propria pelle. Forse avrei preferito una maggiore velocita' del pezzo, il ritmo cadenzato lo valorizza comunque ma forse non trasmette tutta l'adrenalina che possiede.
"Ora E Sempre Resistenza", beh il titolo dice gia' tutto! Canzone, gia' presente nel primo demo, che denuncia la pessima situazione odierna, riguardante un fascismo che si connota sempre di piu' come attitudine diffusa, e che nello stesso tempo ci ricordano l'esempio fornitoci dalla lotta di liberazione partigiana. Stavolta mi e' piaciuto il ritmo incalzante che caratterizza la canzone, puntellando adeguatamente le strofe.
Non puo' mancare una cover che ribadisca l'intrinseca essenza antifascista, direi che "Bella Ciao" si presta all'esigenza del gruppo bresciano. Testo reso inflazionatissimo e cantato senza dignita' da personaggi politici e non che, con la resistenza e i suoi ideali, non hanno proprio nulla a che spartire. Ma, almeno cosi' penso io, l'importante e' la genuinita' delle proprie idee e, cantando questa canzone, i DCP l'hanno ribadita senza dubbi.
Aria di insurrezione ritorna in "Dalle Barricate", testo che prospetta rivolte illuminate da roghi e distruzione del dominio esistente. I cori e le parti di batteria, precisa e veloce, fanno risaltare un cantato rabbioso ma sempre ben udibile.
"Poem From Guantanamo", pezzo cantato in inglese, trae ispirazione da uno scritto, presente all'interno di una raccolta di ventidue poesie, del prigioniero saudita Shaker Abdur Raheem Aamer. Queste parole ci fanno riflettere sull'ossimoro di una guerra finalizzata alla pace, quando e' chiara la matrice imperialista delle recenti invasioni americane. Il testo e' breve e si ascolta con interessa anche grazie ad un arrangiamento intrigante.
Chiude la tracklist "Mano Alla Bomba", cover dell'omonimo canto anarchico di lotta che, a sua volta, e' traduzione di Arroje La Bomba, scritto dai prigionieri anarchici spagnoli durante la dittatura di Primo de Rivera. Personalmente ho sempre amato questo canto che, senza troppi giri di parole, sintetizza tutti gli spunti che dovrebbero spingerci a ribaltare questo esistente penoso e insoddisfacente. Promossa anche la versione dei DCP, soprattutto per il ritornello rirproposto con velocita' e dinamismo, oltre che ad una inaspettata deflagrazione finale!
Consiglio caldamente l'ascolto di questo cd, oltre che della precedente demo (scaricabile dal nostro sito), e rivolgo l'ennesimo invito a supportare tutti quei gruppi che sposano in pieno l'attitudine diy.
Piccola nota finale, il 31 Ottobre i DCP condivideranno il palco con gli Sham 69 (yes, proprio loro), Rappresaglia e altri gruppi.
Sghigno

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