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Never Surrender To Nothing - [2010] N.O.H.C. Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Venerdì 05 Novembre 2010 05:00
Never Surrender To Nothing - [2010] N.O.H.C.
Never Surrender To Nothing - [2010] N.O.H.C.
01 - Anti-Social (Solo Contro Tutti)
02 - Cuore A Pezzi
03 - No War

Breve esordio per piemontesi Never Surrender To Nothing, precisamente i quattro baldi giovani provengono da Borgomanero nella sperduta provincia di Novara.
Dalle ceneri dei Sexy Minority, i piu' attenti ricorderanno la demo passata da queste paginette, Mike (voce) insieme ad Ale (chitarra) da via ad un nuovo progetto, stavolta orientato verso l'hardcore. Con l'arrivo prima di Johnny (basso) e successivamente Ambro (batteria), anche se sempre alla ricerca di un secondo chitarrista, il quartetto registra la demo di debutto dal titlo N.O.H.C..
Il disco contiene tre pezzi per una durata complessiva che supera appena i 10', il tutto cantato in italiano e dalla registrazione piu' che buona, considerando che e' pur sempre una demo e fai da te.
I Never Surrender To Nothing propongono un punk hardcore molto veloce che a tratti sfiora sfumature thrashcore, quel che piu' colpisce e' l'originalita' dei pezzi dal punto di vista musicale, soprattutto nei primi due, che difficilmente son riconducibili ad un qualcosa di gia' sentito. Il tutto fa si che il disco risulti sorprendente, seppur affondi le radici nella vecchia scuola piemontese, e con ampissimi margini di miglioramento vista la giovane eta' del quartetto sia dal punto anagrafico dei componenti che dell'affiatamento tra i membri stessi.
Se aggiungiamo che a livello lirico, seppur ancora acerbi, risultano parecchio incazzati e rabbiosi le buone impressioni che i Never Surrender To Nothing suscitano son davvero parecchie.
Si parte subito forte con il pezzo piu' convincente "Anti-Social (Solo Contro Tutti)" dalla chitarra tagliente e sezione ritmica sostenuta, incalzante e potente anche la voce di Mike (incredibili i miglioramenti rispetto a quando si sgolava nei Sexy Minority) che ci vomita in faccia tutto l'odio verso la societa' attuale e che in fondo siam costretti a sopportare.
"Cuore A Pezzi" leggendo bene il testo racconta una storia d'amore/distruzione, la velocita' si attenua leggermente rispetto al pezzo d'apertura ma persiston le ritmiche sostenute. Unica controindicazione: se rientrate nella tipologia di persona che si offende nel sentire la parola troia, a meno che non siano i Nabat a pronunciarla, tralasciate il pezzo (nda. ogni riferimento a fatti e persone e' puramente voluto).
Chiude il disco "No War" pezzo ripreso dai Sexy Minority, sostanzialmente piccoli cambiamenti son stati fatti all'intro, outro e con l'aggiunta di una strofa, rivoluzionata invece la struttura musicale anche se rispetto alle altre due tracce del disco qualcosa non quadra: la canzone si lascia ascoltare ma senza sussulti.
Purtroppo arriviamo al difetto piu' grande del disco ovvero la sua brevita', anche se ben suonati i pezzi risultano pochi per dare un giudizio complessivo, come gia' detto, lascian buone impressioni e speriamo che sian confermate nel prossimo lavoro che indubbiamente dovra' essere piu' corposo.
Joel

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