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Merry Widow - [2010] Merry Widow Stampa
Recensioni
Scritto da Sfascia Chitarre   
Lunedì 22 Novembre 2010 06:00
Merry Widow - [2010] Merry Widow
Merry Widow - [2010] Merry Widow
01 - Guardo Il Tempo
02 - Favole
03 - Vivi La Vita
04 - Io Non Ho Paura
05 - Non Mi Fermo Mai
06 - Fuori Di Me
07 - Luci Ferme
08 - La Strada
09 - 95 Gradi

Indotto e obbligato dal noto e celeberrimo proverbio della tradizione popolare Non c'e' due senza tre, non potevo esimermi dal scrivere la terza recensione per le pagine di questo sito.
Questa volta si va in Piemonte precisamente a Verbania, dove nel 2003 nascono i Merry Widow, trio punk rock che dall'anno della formazione ha realizzato una demo, un ep e due album.
L'ultimo lavoro dei Merry Widow (Il Markia - voce e chitarra, Il Kala - basso, Il Lurido - batteria) dal titolo omonimo presenta 9 brani di cui due, "Io Non Ho Paura" e "95 Gradi", gia' presenti nell'album datato 2004 Io Non Ho Paura, registrate con una nuova veste sonora.
Il sound del gruppo piemontese si basa su sonorita' prettamente punk rock, veloci e dirette, venate da una discreta componente hardcore.
L'ultima fatica dei Merry Widow parte con gli accordi veloci e taglienti di "Guardo Il Tempo" pezzo dalla struttura semplice ma decisa; il testo risulta pero' un po' banale e manca una certa originalita' nella composizione.
Molto meglio l'episodio successivo, "Favole", che risulta piu' incisiva e coinvolgente, introdotta da un buona prova del basso a cui segue un riuscito riff di chitarra che ben si fonde con la sezione ritmica. La chitarra de Il Markia e' poi protagonista in "Io Non Ho Paura", dove anche il cantato risulta buono e la batteria sviluppa un tappeto sonoro piu' complesso e ricco di buoni spunti.
Dalla durata meno considerevole e dal buon impatto sonoro e' "Non Mi Fermo Mai" che si fa via via sempre piu' energica e rabbiosa, in questo pezzo emerge anche il lato piu' veloce e hardcore del trio piemontese. Spesso pero' diversi pezzi mostrano un po' di staticita' e mancanza di vivacita', restando ancorati a schemi musicali gia' sentiti e legati al punk rock italiano degli anni '90 di band come i Punkreas, e a quello d'oltreoceano.
"La Strada" presenta invece la maturita' che la band ha sviluppato nel corso degli anni e a differenza di altri pezzi, e' supportata da una buona spinta della batteria e da una chitarra ispirata e potente. "Hai il fuoco dentro l'anima e soffiando non ti spegnerai, in piedi e resta qua e nessuno mai ti spezzera'", le parole che chiudono il brano.
L'album termina con "95 Gradi" brano retto da una buona batteria e dal testo spensierato sul tema del divertimento e del bere in compagnia, stavolta pero' la chitarra non risulta cosi' brillante e decisa come nelle ottime prove precedenti.
E' quindi evidente l'esperienza e le buone capacita' musicali della band, che compie passi avanti rispetto a Senza Respiro del 2007 e ai lavori precedenti. Molte volte pero' la band non riesce a incidere ed a sviluppare un suono piu' corposo ed energico, il basso non trova spazi su cui affondare, la batteria spesso segna tempi monotoni e poco dinamici, si puo' certo migliorare nella composizione dei testi che a volte non mostrano l'effettiva maturita' del gruppo.
Infine il sound del gruppo si dimostra comunque deciso e senza fronzoli; e' evidente l'ottimo affiatamento tra i tre componenti, che possono pero' dimostrare ancora meglio le loro buone capacita' musicali, sviluppando una maggiore dose di personalita'.
Sfascia Chitarre

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