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Loscos' Brigade Vs Violent Minority - [2011] Split Stampa
Recensioni
Scritto da Pierkna   
Lunedì 08 Agosto 2011 05:00
Loscos' Brigade Vs Violent Minority - [2011] Split
Loscos' Brigade Vs Violent Minority - [2011] Split
01 - Loscos' Brigade - Offresi Vita
02 - Loscos' Brigade - La Thrash
03 - Loscos' Brigade - Tempo
04 - Violent Minority - Succube
05 - Violent Minority - Disagio
06 - Violent Minority - Tornaconti Personali

Tremate o popoli della penisola, i li turchi son tornati e forti dell'alleanza con i raminghi briganti dell'entroterra marchigiano han dichiarato morte al vostro quieto vivere e alla moderna civilta'.
Nascondete i preziosi, salvate gli armenti, nessuna pieta' verra' mostrata, nessuna creatura risparmiata, arrendetevi all'idea di dover barattare consorte e figlia per farla franca, si salvi chi puo'!
Per la serie here we go again, arieccoci con due conoscenze di queste pagine: i pugliesi Loscos' Brigade e i marchigiani Violent Minority cadauno reduci da una demo di recente fattura, entrambe scaricabili da qui e qui, tornano alla carica questa volta, con un vinilico split compartito insieme.
Sei martellate di fabbro, sale marino su ferite aperte, ardcor in scuola tupatupa, intriso di liriche impegnate riguardanti il sociale. Riferimenti critici che appaiono anche all'interno del booklet con qualche riga scritta nei ringraziamenti di denuncia all'esistente e di sostegno a situazioni di autogestione della propria vita, di rivolta morale e diretta all'autorita'.
Partono i loschi: ricalcan lo stile compositivo della precedente produzione, migliorando in impatto sonoro, grazie anche alla registrazione bella coinvolgente e calibrata che fa risaltare appieno i particolari espressivi. Caratteristica comune ad ogni pezzo e' il preludio strumentale che funge da crescendo per sfociare in una corrente devastante che coincide con l'entrata del cantato nasale principale e da quello urlato del chitarrista in un unisono devastante.
Belle e valide le tematiche affrontate, in parte niente di nuovo, ma non si procede per slogan triti e ritriti, si coglie il sentimento degli autori nel raccontare cose a loro care. Unicita' dell'individuo, il cui solo dovere e' rispondere a se stesso nella ricerca di una singolarita' gia' insita, contrapposta al giogo che viene a crearsi con l'apparentemente innocuo atto della delega, in una continua illusione che possan cambiar le cose ("Offresi Vita").
Orgoglio punk hc viene espresso in "La Thrash", un urlo viscerale per la propria passione, fuori da logiche mercantilistiche, di successo, di visibilita', di possesso egoistico della propria creazione, ma solo rabbia pura, necessita' personale.
Il passare del tempo in un vortice di ricordi e attimi ormai labili, tempo tiranno, schiavi di noi stessi: solo le proprie idee, sempre piu' come cicatrici ci ricordano cosa siamo, e ci danno la forza per continuare. Grandi!
Tocca ora ai violenti, 3 pezzi anche per loro, non da meno veloci e rabbiosi. Buona la macchina sonora, ben oliata e coinvolgente, manca pero' a tratti di quella scintilla che me li faccia amare senza indugi.
Tecnicamente molto validi, nonostante la registrazione inferiore ai loro compari, riescon comunque a far notare le grandi capacita' espressive, filando via a razzo e supportando lo scheletro compositivo con un cantato potente dalla liriche impegnate, le quali pero' non si attaccano al padiglione, nonostante frasi che spesso lasciano spazio a riflessioni e sintetizzano abilmente problematiche importanti.
"La sola cosa che vuoi e' sentirti ben visto, per questo accetti cio' che la vita ti offre" tratto da "Succube" denuncia all'apatia e indifferenza di molti; si continua con "Disagio" il mio pezzo preferito dei marchigiani nel complesso, di condanna alla corsa verso il baratro in cui il cosiddetto progresso ci sta portando.
Buon finale con "Tornaconti Personali" pezzo che ricerca la causa di molti mali nell'emulazione del potere di chi comanda "sete di potere e cio' che loro ci danno", incapaci di stravolgere l'esistente, aggrappati egoisticamente alla futilita' dei propri interessi.
Concludo con un paio di considerazioni che mi son saltate in mente (non di certo un discorso compiuto) leggendo le dediche dei minority, in particolare sui fatti di Roma che sono poi anche ricordati con un'immagine sempre nel booklet.
Per quanto le manifestazioni pacifiche siano, a mio parere, nel maggior parte dei casi inutili, quelle violente producono allo stesso modo poco o niente, poiche' difficilmente riescono (specialmente nel mondo occidentale) a creare un punto di rottura vero con l'esistente, ma anzi legittimano solo azioni repressive col consenso della massa (non che non le faccian comunque) e di mistificazione mediatica.
Quando anche come nei paesi nord africani e in altre realta', si pongono le basi per un cambiamento dal basso, questo e' dato solo da una situazione ormai satura per la rabbia piu' disperata (mancanza di cibo). Senza un vero progetto di cambiamento generale o meglio insito nelle persone si produrra' al massimo uno scambio di ruoli di burattini e burattinai, o piu' facilmente si caschera' inesorabilmente nell'inganno democratico.
Per il resto, se intelligentemente avrete scorso la recensione fino alla riga finale, evitando la noia della lettura e salvaguardando la vostra vista, il messaggio e' il seguente: split bello, compra e supporta.
Pierkna

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Prezzo: 3,50 euro.

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