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Coffeeshower - [2011] Kicking A Medicine Ball Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Mercoledì 28 Settembre 2011 05:00
Coffeeshower - [2011] Kicking A Medicine Ball
Coffeeshower - [2011] Kicking A Medicine Ball
01 - Confessions On A Suicide Bridge
02 - Medicine Ball
03 - When We Part Ways
04 - Funeral Pyre
05 - I Want To See The Bright Lights
06 - Close To Death
07 - Blindsided (Couple Therapy)
08 - E45 (Driving Destinationless)
09 - Play The Role
10 - Maniac
11 - Fight The Fire

Gia' il titolo puo' spiegare come un gruppo puo' suonare una musica cosi' brutta.
Emocore sbattuto in faccia con delle cadenze di hardcore melodico e punk rock, ricco di arpeggi depressivi a chitarra e qualche sfuriata in screaming non tanto male.
Prima di parlare di questo disco targato Indelirium Records, vorrei ringraziare il caro Joel per avermi dato l'opportunita' di recensire questo disco (sono abbastanza ironico?).
Questi sono i Coffeeshower, band gia' nota da anni nella scena emocore, considerata bene da tutti tranne che da me (saro' il solo?). Comunque sia in questo album sono presenti undici tracce, ognuna delle quali si puo' dire che e' suonata bene, come pure buona e' la registrazione, ma il genere fa perdere tanto.
Esempio ne e' "Close To Death", sesto brano della fatica degli aquilani che ammoscia fino al primo minuto di canzone, per poi rumoreggiare un pochino grazie alle chitarre in muting. La batteria scandisce tempi lenti e classici del punk rock, mentre la voce profonda ricorda abbastanza il grunge degli anni '90. Ma c'e' troppa melodia. E qui posso dire: e' giusta la melodia, non sono uno che ama il grind, ma qui si esagera!
Qualche pezzettino di brano si puo' certo salvare, come "E45 (Driving Destinationless)", dove lo screaming selvaggio complice ad una leggera velocita' d'esecuzione fa quasi da padrone, ma i restanti brani sono da bocciare.
Gli amanti del genere vorranno certo gettarmi giu' dal quarto piano, ma questo genere non lo sopporto, e seppure loro (i Coffeeshower) credo lo suonino certamente bene, io non riesco a dargli un buon giudizio.
L'unica cosa che sono riuscito ad apprezzare appieno e' la cover "Maniac" degli anni '80, suonata egregiamente e molto personale. E da qua si puo' intendere la tecnica buona della formazione aquilana, la quale preferirei si buttasse piu' sull'hardcore melodico se proprio vuole fare intendere questo "grappolo di canzoni di speranza e disperazione" come dicono loro.
Da questo lavoro si puo' comunque capire come la tristezza di molte persone puo' essere stigmatizzata con questa musica, rendendolo sicuramente un classico dell'emocore.
fabio HC

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