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Broken Art - [2006] Immaginando Il Silenzio Stampa
Recensioni
Scritto da neverstop85   
Martedì 27 Febbraio 2007 05:00
Broken Art - [2006] Immaginando Il Silenzio
Broken Art - [2006] Immaginando Il Silenzio
01 - Combattimento Clandestino
02 - Io
03 - Morire Da Solo
04 - Libero Destino
05 - Lucido Pensiero
06 - Senza Te
07 - In Alto
08 - Noi Ora
09 - La Reale Quiete Del Pensare
10 - Il Giorno Che Passa
11 - Lontano Da Me
12 - Non Restiamo A Guardare
13 - L'Unico E Vero
14 - Non Mi Nascondo
15 - Mondo Senza Eroi
16 - Non Tornare Piu'
17 - Penso...Il Mondo Perfetto?
18 - Nulla Di Me

Ennesimo gruppo di torino, che si butta nel calderone dei gruppi hc-punk proponendoci questo full-lenght di ben 18 tracce.
Questi sono i Broken Art, band nata nel lontano 1994 che dopo i numerosi cambi di formazione riesce nel 2004 ad autoprodursi questo cd dal nome quanto mai azzeccato visti i tempi che corrono: "Immaginando Il Silenzio".
Questi baldi giovini della scuola hc torinese ci propongono i loro sparatissimo hc, dove tutti i dettami del genere sono messi al loro posto.
Hardcore che prende a piene mani da tutti i sotto generi, con una voce molto vicina alla sonorita' stile Lagwagon, anche se sarebbe riduttivo definirli solo hc melodico anche perche' avendo un cosi' gran numero di tracce il sound spazia moltissimo.
Testi di carattere molto personale, parlano di storie e di momenti di vita vissuta lottando contro le avversita' e il destino, contro chi ci chiude nei loro schemi per non lasciarci vivere.
Ci propinano i loro "falsi ideali" per costringersi ad essere come loro.
Una produzione assolutamente ottima, dove si puo' apprezzare ogni singolo strumento in maniera piu' che dignitosa.
Sicuramente i ragazzi ci sanno fare e si capisce come non sono un gruppo alle prime armi.
Cominciamo a scandagliare le tracce di questo cd, prendendo a riferimento le canzoni che piu' mi hanno impressionato essendo la produzione davvero molto ampia.
La prima che andremo a visualizzare e' la traccia numero tre, "Morire Da Solo".
Mi ha colpito molto soprattutto per via del testo molto vicino a i temi trattati dai magnifici Skruigners.
Un pugno nello stomaco di meno di due minuti, capace di far pensare alla nostra vita e di come non la viviamo fino in fondo.
Batteria tirata a mille e dei giri di chitarra suonati bene e velocemente, unica pecca e' una voce che alcuni frangenti sembra non reggere la violenza strutturale della composizione.
Altra traccia che prendo in esame e' "Senza Te".
Recensisco questa traccia perche' in questa c'e' il primo cambio di sonorita' rispetto alle precedenti.
Rimaniamo sempre in ambito hc ma il tutto diventa decisamente piu' melodico.
Cominciando dal testo possiamo capire come esso sia dedicatao ad una persona importante.
Canzone che si avvicina molto alle produzione di hc melodico italiano, prendendo spunto da nomi come L'Invasione Degli Omini Verdi e SunEatsHours: ben suonata come tutto il disco, con un assolo semplice nella sua composione ma di forte impatto.
Continuiamo con "Lontano Da Me", la traccia numero undici.
Si rimane sempre in ambito hc melodico, sicuramente una delle migliori tracce, che sa prendere molto bene l'ascoltatore.
Anche questa di durata poco superiore ai due minuti, fila via liscia, imponendosi con una ritmica di batteria davvero molto veloce e con l'uso del doppio pedale che al sottoscritto piace tantissimo.
Arriviamo a "Mondo Senza Eroi".
Ottima performance forse anche per il ritmo scanzonato della musica, tutta da pogare.
Il testo, molto condivisibile, parla del nostro posto all'interno di questa societa', in cui non vogliamo l'eroe di turno osannato fino alla morte.
Ennesima scheggia della produzione, in cui la seconda voce si intreccia molto bene con la prima.
Qualche stop and go molto ben inserito all'interno della canzone la rende, dal mio punto di vista, la migliore di tutto il cd.
Chiudiamo con l'ultima traccia del disco, "Nulla Di Me".
Cattiva, intensa, urlo disperato contro tutto e tutti.
Apprezzabilissima la fase ritmica, in cui la batteria non lascia respiro all'ascoltatore, mai un momento di pausa e delle rullate fatte a mille.
Andando a chiudere, le mie critiche non sono rivolte alla musicalita' o alla produzione, in se davvero molte buone e di cui il gruppo deve andare molto fiero essendo un'autoproduzione, ma al gruppo stesso: ci vuole una maggiore personalizzazione e incisivita' per emergere in questo momento in italia.
Purtroppo di gruppi cosi' ne ascoltiamo a bizzeffe, quindi bisogna differenziarsi in qualche modo.
Sicuramente una produzione magari un po' piu' corta si lascerebbe apprezzare meglio.
Infatti in questo primo cd, anche se con minutaggio esiguo, le tracce tendono ad essere quasi uguali l'una all'altra ed a non far apprezzare bene il tutto.
Magari ricercando ancora un piu'di personalizzazione...
Good Luck Kids.
Neverstop85

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