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Last Cold Crash - [2009] Origini Della Forma: Elefanti E Girondini Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Venerdì 24 Febbraio 2012 05:00
Last Cold Crash - [2009] Origini Della Forma: Elefanti E Girondini
Last Cold Crash - [2009] Origini Della Forma: Elefanti E Girondini
01 - Sole Di Mezzanotte
02 - Autocensura Di Un Candelabro
03 - Der Planet Der Kleinen Affen

Parma, 2008. Timmy e Giamma decidono di formare una band con radici punk e hardcore, ma comunque sperimentale.
Cio' che ne nasce e' il progetto Last Cold Crash, ovvero un misto di post-hc, noise ed in particolare screamo, il tutto fuso con una sperimentazione musicale davvero sorprendente.
Ecco che nel Marzo 2009 (siamo leggermente in ritardo eh?!) regalano ai posteri queste tre tracce, il quale rappresenta uno degli Ep piu' complicati che abbia mai recensito.
Devo anche premettere che non sono un amante del genere, e non sono un grand esperto in materia, ma questi ragazzi di Parma mi hanno davvero colpito.
Sara' forse la sperimentazione del loro sound, alla quale io sono favorevolissimo in ambito musicale, a prendermi. Basta ricordare i grandi benefici che il metal dei Nine Inch Nails e soci ha ottenuto dall'industrial. Ma questo e' un altro discorso.
Come dicevo l'Ep e' composto da tre tracce non esageratamente lunghe, i cui nomi ricordano film ed eventi celesti. L'intro e' affidato al loro primo vero pezzo, "Sole Di Mezzanotte", nel quale si intravedono tutte le belle caratteristiche del combo, a partire dai power chords semplici ma metallici, taglienti e dissonanti. La voce poi e' uno screaming non umano, quasi di origine suina, incapibile fino al midollo ma pieno di rabbia ed energia, difficile da sentire in generi diversi da questo. Un brano davvero attraente, cazzo.
"Autocensura Di Un Candelabro" e' forse la traccia piu' sperimentale, ricca di crescenti continui a chitarra che aumentano la tensione in certi punti nonostante i mid-tempo coi quali il gruppo si cimenta bene. Non amo i mid-tempo, sia chiaro, per me il blast e' vita, ma con queste atmosfere create dalla formazione di Parma il mid e' di regola. Su questo non ci piove. La maggior sperimentazione si sente dopo la meta' del secondo minuto. Magari vi fara' schifo, ma per me attacca.
Il terzo ed ultimo brano "Der Planet Der kleinen Affen" ruba sicuramente dal rockabilly ed i suoi tre minuti e rotti rendono l'Ep formidabile. La particolarita' e' data dal titolo in lingua tedesca e dal testo completamente in italiano; ci sara' qualche significato nascosto oppure ci stiamo arrovellando per niente?
Ammetto di aver fatto fatica a recensire questi tre brani, ma devo anche dire che gia' dal primo ascolto i ragazzi mi hanno colpito di brutto, soprattutto per il loro impegno e voglia di sperimentare nuovi suoni. Forse molti di voi pancacci storceranno il naso con i Last Cold Crash, ma sono almeno degni di un ascolto. Fidatevi. Oi!
fabio HC

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