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Home Articoli Recensioni Karcavejia - [2011] L'Essere E Il Credere
Karcavejia - [2011] L'Essere E Il Credere Stampa
Recensioni
Scritto da riotous   
Venerdì 02 Marzo 2012 06:00
Karcavejia - [2011] L'Essere E Il Credere
Karcavejia - [2011] L'Essere E Il Credere
01 - Tra L'Essere E Il Credere
02 - Plastica
03 - Il Sonno Non Riposa
04 - I Tuoi Eroi
05 - Maschere E Nebbia
06 - Buio
07 - Lei In Me
08 - Come La Pioggia
09 - La Mia Stanza
10 - Il Pendolo

Non e' possibile iniziare la recensione non dicendo che non sarebbe corretto affermare di non trovarsi di fronte ad un lavoro non senza qualita'.
Con questa negativita' affermativa mi pongo sotto l'avverbio non, espressione sotto la quale si pone tutto il disco.
Mi spiego: l'intro al primo pezzo e' tratto da Memento (ormai quasi un cult, il che non gli toglie un epilogo stilisticamente discutibile), film che si struttura sulla disfunzione della memoria a breve termine del protagonista; Leonard non ricorda, ma si impegna nel farlo.
Siamo quindi catapultati in una situazione di mancanza in cui, a livello psicologico potenzialmente liberi (tra il non avere ricordi e il non potere ricordare scorre una troppo sottile differenza), accendiamo il led delle casse e aspettiamo.
Una sorta di tabula rasa inizale con tacita invocazione a Mnemosine.
Dichiarativa (episodica) o Inizializzazione (ovviamente non per la RAM)
Si parla dei Karcavejia e della loro ultima (preciso: ultima produzione nel tempo, non definitiva) fatica L'Essere E Il Credere. Salta subito all'occhio lo slancio filosofico del titolo, cosa che fa quantomeno sorridere, ma per ora lasciamo stare.
Prima della filosofia un po' di etimologia. Cito le parole di Garja degli Ordigno HC lasciate come commento alla recensione del precedente Ep dei Karcavejia e riguardante proprio questo criptico nome: "in pratica, secondo le credenze antiche di milano, e' una specie di elfo malvagio che fa venire gli incubi e quando ti svegli ti blocca i movimenti del corpo sedendosi sul tuo torace (da notare che il loro logo e' una specie di elfo stilizzato...). In realta' non e' altro che una momentanea disfunzione mentale, ma nel medioevo non erano cosi' evoluti in medicina, cosi' hanno inventato questo piccolo elfo/demone per dare una spiegazione "logica" al fatto".
Bene, risolto questo punto torniamo al titolo. L'Essere E Il Credere, dicevo che mi ha fatto sorridere, un po' perche' questi slanci filosofici non sono tipici del genere (in senso stretto) e un po' perche' lo slancio, che indubbiamente e' presente, si perde senza essere sfruttato.
L'Essere E Il Credere, sicuramente la congiunzione manifesta e non uncise, ma quindi in quale relazione sono i due termini? Essere in senso proprio e Credere inteso come credere di essere in relazione al proprio non essere, con quindi come risultato una relazione di contraddittorieta' propriamente ontologica in senso assoluto; oppure lo si deve leggere in senso relativo, cioe' come l'essere in possesso di una determinata proprieta' o il credere di esserlo; oppure ancora come una contrapposizione dell'attivo al passivo, essere inteso come il complesso di azioni che mi ha portato ad essere, e credere inteso come il complesso di azioni che dovrebbe portarmi ad essere, ma che l'inanita'/passivita' impedisce; oppure, e poi mi fermo, come la certezza della verita' in opposizione alla variabilita' dell'opinione. Rinvio a giudizio e parlo dell'album.
Dichiarativa (semantica) o Scrittura
I ragazzi dei dintorni di milano sono indubbiamente dei maestri del tupa tupa piu' classico, di quelli a cui ci si e' abituati dopo la prolifica scena anni '90. L'influenza degli Skruigners non si puo' assolutamente negare, in questo nuovo lavoro essa e' assimilata con vitalita' e nell'insieme ha dato origine ad un prodotto finale del tutto piacevole; e' un punto su cui bisogna soffermarsi perche' denota una crescita non indifferente del gruppo, dato che nei loro precenti lavori il materiale degli Skruigners era padrone e le caratteristiche proprie dei Karcavejia risultavano sommerse.
L'album si articola in dieci tracce registrate in maniera eccellente che si susseguono con continuita' sino al loro termine, gli strumenti sono ben amalgamati e non si prevaricano l'un l'altro supportando la voce in maniera potente. Fortunatamente non vi sono eccessi di virtuosismo che rovinerebbero nel complesso il lavoro in quanto non si inserirebbero nel quadro disegnato con cura dagli altri componenti, su questo non transigo.
Non voglio prolungarmi in inutili spiegazioni pezzo per pezzo, dico solo per inciso che personalmente ho molto apprezzato la terza traccia dell'album "Il Sonno Non Riposa" (a parte la scelta terminologica, spoiler: fantasma).
Punto di forza: il gruppo ha una certa bravura nel supporto tupa tupa, con relativi riff e lavoro di basso, ad una voce chiara, sporcata il giusto, con la tendenza all'introspettivo e, nei ritornelli, a qualche pizzico di melodia che esalta il tutto. Possibile cedimento struttrale rimandato: le tracce si susseguono con continuita', forse troppa, forse vi e' una sottile sensazione di uniformita', nulla di distruttivo, ma un possibile piano su cui lavorare nel futuro per un ulteriore miglioramento.
Procedurale o Lettura
Leggere, scaricare, ascoltare, supportare.
riotous

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