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Skater Popes - [2011] Every Night I Cry 'Cause I Haven't Got A Vagina Stampa
Recensioni
Scritto da Joel   
Venerdì 20 Luglio 2012 05:00
Skater Popes - [2011] Every Night I Cry 'Cause I Haven't Got A Vagina
Skater Popes - [2011] Every Night I Cry 'Cause I Haven't Got A Vagina
01 - Intro
02 - Sex For Drugs
03 - Try To Eat It (Wild Porn Dvd's)
04 - Words And Songs
05 - Minzul Pop
06 - Where The Butterflies Die

Puntualizziamo subito una cosa, un Ep con un titolo come Every Night I Cry 'Cause I Haven't Got A Vagina solo per questo merita approvazione da parte di tutti percio' prima di proseguire, se proprio ci tenete a continuare la lettura, procuratevelo anche solo scaricandovelo da qui.
Seconda cosa da tenere ben a mente i Skater Popes suonano un veloce punk hardcore con tendenze melodiche, seppur per mia fortuna non abusandone troppo.
Nati dai resti dei Pellegatta i tre superstiti (Stefano-voce e basso, Lorenzo-chitarra e Matteo-batteria) aggiungono in formazione una seconda chitarra arruolando Emanuele ed iniziano l'attivita' live fino a Settembre quando, entrando all'Ihccoram Studio, registrano questo Ep.
Proprio la registrazione dei cinque pezzi e' uno dei punti di forza del disco, con cantato in inglese tranne in un singolo episodio ("Minzul Pop") ed una buona tecnica strumentale.
I testi in parte sono parecchio ironici, come nome del disco e l'intro possono suggerire, altri piu' critici o politicamente impegnati ma, in entrambi i casi, il risultato e' positivo grazie ad una buona dose di personalita' e consapevolezza in cio' che voglion esprimere, senza scadere in inutili cliche'.
Giro di basso iniziale e poi partenza veloce con "Sex For Drugs", pezzo orecchiabile e probabilmente cavallo di battaglia della band, seppur semplice e non orginalissimo fa il suo sporco dovere. "Try To Eat It (Wild Porn Dvd's)" cambia direzione sterzando su tematiche contro la societa' schiavizzata dal becero consumismo, televisione e pubblicita' e dalle sonorita' piu' aspre.
"Words And Songs" e' una rivincita del gruppo contro chi gli ha remato contro, belli i riffettini di chitarra ed a tratti la potenza della sezione ritmica, anche se nel complesso non colpisce particolarmente.
Siamo giunti al pezzo piu' convincente e non sara' un caso che sia l'unico in italiano, "Minzul Pop", introdotto dall'urlo satanico di Richard Benson esplode in tutta la sua velocita' ed e' connotato da assoli di chitarra e batteria martellante, con cui si scaglia senza tante remore contro il Cavaliere. Riuscitissimo!
Chiude la lunghissima "Where The Butterflies Die" dallo strano intro calmo e rassicurante che e' solo un fuoco di paglia visto che poi il ritmo torna incalzante come nei pezzi precedenti, testo claustrofobico e parecchio introspettivo purtroppo forse per l'eccessiva durata il pezzo non riesce a prendermi come il precedente. Dopo qualche minuto di silenzio parte una canzone nascosta divertente quanto stupida!
Passando alle note dolenti l'unico appunto da fare e' nella voce che purtroppo (ad esclusione di "Minzul Pop" ed in parte in "Sex For Drugs") non riesco quasi a tollerarla per tutta la durata del disco. Tutto sommato l'Ep dei Skater Popes e' di buona fattura e consigliato maggiormente agli amanti dell'hardcore melodico.
Joel

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