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Left Behind - [2012] Away From Here Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Venerdì 31 Agosto 2012 05:00
Left Behind - [2012] Away From Here
Left Behind - [2012] Away From Here
01 - My Brain Is Burning
02 - What Makes Us Better
03 - Memory
04 - Unseen Confusion
05 - Sensation
06 - A Life Written By A Tear
07 - Your Dirty Lies
08 - Shake Mary, Shake
09 - Women's Day
10 - American Soldier
11 - Rancour (Feat. Jonathan Manenti)
12 - Guys Against The Guns
13 - Goin'on

A due anni di distanza dal primo full-length Learn To Walk contenente quattordici tracce, ecco tornare i Left Behind.
Carichi piu' che mai di quell'adrenalina rockeggiante che caratterizza da circa tre anni questo buon quartetto (Dotti alla voce, Aie alla chitarra e cori, Pedro alla batteria, Ventu al basso e ai cori).
Devo dire con sincerita' che al primo ascolto dell'opener "My Brain Is Burning" gia' storcevo il naso, perche' da questo brano si denota subito il filone musicale dal quale il combetto attinge, per l'appunto quello del punk rock americano di stampo melodico in ogni suo frangente.
Pero' mi sono ricreduto quasi subito, perche' questi ragazzi fanno in modo di piacere in ogni modo, sanno come prendere il pubblico grazie ai loro cori cantabili ed all'inglese all'italiana.
Come dicevo nel sound si denotano subito i gruppi come Offspring, Blink-182 e altre formazioni simili, per le quali nutro una seria avversione musicale; ma qui e' diverso, i ragazzi bergamaschi riescono a tirare fuori qualcosa di avvincente e relativamente veloce in certi casi (si ascolti come esempio "A Life Written By A Tear").
Pezzo degno di nota e' sicuramente "Memory", accattivante fin da subito grazie alle chitarre che riffano veloci fino ad arrivare al testo melodico e cantabile. Inoltre gran brano e' anche "Shake Mary, Shake", del quale ti innamori immediatamente.
La sezione percussiva cerca di stare dietro a tutto il resto, ma evidentemente non ci riesce; si perche' il basso predomina e la batteria incespica dietro alle chitarre dando la sensazione di asciutto. La voce e' tipica del punk rock americano, adolescenziale al punto giusto e non urlata. Perfetta per queste canzoni. Una pecca e' certamente il numero dei pezzi dell'album, a mio parere troppi. Tredici brani cosi' sono difficili da digerire, soprattutto per questo genere. Credo infine che i ragazzi hanno colto nel segno, questa e' la musica giusta per ogni periodo della vita, dal passatempo alla bevuta tra amici alla serata con la ragazza.
A voi il giudizio. Oi!
fabio HC

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