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Alfatec - [2011] Alfatec Stampa
Recensioni
Scritto da Sfascia Chitarre   
Mercoledì 16 Gennaio 2013 07:00
Alfatec - [2011] Alfatec
Alfatec - [2011] Alfatec
01 - Holy Shit
02 - Il Buio Acceca
03 - Behind The Lines
04 - Wasted Nights
05 - Questione Di Coerenza
06 - Falling Love
07 - Honey
08 - Sick Boy
09 - The Boyz Are Back In Town
10 - 17 Nightmare
11 - Hard Times
12 - Sexy Party Tonight
13 - Your War

Di solito mi capita piu' spesso di ascoltare prima i dischi di una band e poi di apprezzare il loro sound dal vivo; con gli Alfatec invece e' stato diverso.
In una Domenica di Dicembre, spinto dalla curiosita' di ascoltare dal vivo i Carlos Dunga, andai al concerto e fui piacevolmente colpito dal sound dei concittadini Alfatec. Da quel giorno i dischi dei giovani fiorentini si guadagnarono il posto nella mia stanza e girarono ripetutamente nel mio fedele stereo.
Se questo risale a qualche anno fa, l'ultimo disco degli Alfatec porta la data 2011 ed e' il primo full lenght del gruppo dopo la demo Shouts From The Cradle del 2006, lo split con i tedeschi This Routine Is Hell del 2008 e il 7" Brainphobia dell'anno successivo.
Il disco contiene 13 pezzi e la copertina presenta una foto, dalle atmosfere cupe e suggestive, che ritrae un ponte del capoluogo toscano. Il sound della band non subisce rivoluzioni in questo quarto lavoro ma la cosa non importa perche' gli Alfatec continuano con il loro punk hardcore dinamico e potente mescolato con la giusta dose di garage e punk rock. Questo e' quello che vogliamo dai quattro fiorentini.
La carica viene annunciata dall'iniziale "Holy Shit": la chitarra sforna un bel riff coinvolgente, Tommaso sputa tutta la forza e l'energia dal microfono e Gilbe (basso nei Carlos Dunga) non si limita di certo dietro le pelli della batteria.
Come detto niente rivoluzioni ma qualcosa si e' sviluppato ed in positivo: la maggior parte dei pezzi sono in inglese ma dopo il "Bravo Cittadino" di Brainphobia ecco altri quattro pezzi in lingua madre. A mio avviso infatti il connubio tra la musica e le liriche in italiano e' davvero notevole e fa guadagnare punti alla band, soprattutto rispetto ai precedenti lavori.
Altra partenza sprint nel secondo pezzo "Il Buio Acceca" dove la chitarra tesse un'ottima trama musicale su cui si sfoga l'impeto della band. Sin dai primi ascolti si nota che il disco fugge da una certa monotonia spesso troppo presente all'interno del genere e in parte anche nei primi lavori della band. E' chiaro che i nostri hanno raggiunto una certa consapevolezza delle proprie capacita'. Pezzi come "Behind The Lines", dalle sonorita' garage e dallo slancio rock'n'roll, e "Your War", pezzo lento e cadenzato ma dalla forte carica evocativa, donano nuova linfa e una certa varieta' musicale a tutto il disco.
Proseguendo con i pezzi in lingua madre non si puo' non citare "Questione Di Coerenza" dove l'intro di chitarra viene risucchiato in un vortice dalla sezione ritmica da cui esce fuori la voce incisiva e rabbiosa di Tommaso. Segue quindi un altro dei migliori pezzi dell'album, "Falling Love", gia' presente nello split del 2008 con i This Routine Is Hell e che si puo' definire ormai un classico del gruppo. Una bella bomba punk hardcore veloce e intensa cosi' come la traccia numero 8, "Sick Boy". Il tutto chiaramente col sound ed i riferimenti della vecchia scuola hc italiana e made in USA.
Il titolo non inganni, anche "The Boyz Are Back In Town" presenta liriche in italiano e tratta di un tema molto importante e molto sentito dagli Alfatec: gli spazi occupati e l'autogestione. Il pezzo e' davvero bello e coinvolgente, i versi iniziali sono poi emblematici: "Lenta e silenziosa come una nube tossica ti entra nei polmoni, non e' una cosa innocua, si tratta di veleno, questa e' repressione". Chiaro poi il riferimento ad uno degli spazi occupati della citta' fiorentina, il Csa nEXt Emerson: "I vostri manganelli non ci fermeranno, l'Emerson resiste".
Diretto e potente e' anche l'attacco di "17 Nightmare", altra vetta musicale dell'album. Cantato ossessivo, basso granitico e chitarra tagliente. Il tutto ripreso in un bel video, il primo della band fiorentina. Chiudono l'album i festini di Arcore raccontati nella grintosa e ironica "Sexy Party Tonight" e la gia' citata "Your war", ultima traccia dell'album.
E quindi dopo i dischi precedenti gli Alfatec si confermano? No, io direi che i quattro si superano e ci consegnano un lavoro sincero, genuino, che allietera' e scatenera' le vostre wasted nights.
Sfascia Chitarre

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