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Stesso Sporco Sangue - [2010] Passivita' Urbana Stampa
Recensioni
Scritto da Sfascia Chitarre   
Venerdì 01 Marzo 2013 06:00
Stesso Sporco Sangue - [2010] Passivita' Urbana
Stesso Sporco Sangue - [2010] Passivita' Urbana
01 - Passivita' Urbana
02 - Esclusi
03 - Sogni Infranti
04 - LAV
05 - Il Teatro Dei Forti Bagliori
06 - Vittime E Carnefici
07 - C'e' Del Marcio In Vaticano
08 - La Conca D'Oro
09 - Quante Volte
10 - Cemento E Manganelli

Il lento incedere delle auto, un esercito di persone che suonano il clacson impazienti davanti il semaforo; pochi secondi dopo un urlo, un grido rabbioso che sembra squarciare l'asfalto.
Questi sono i secondi iniziali di Passavita' Urbana, primo album degli Stesso Sporco Sangue, uscito nel 2010 e totalmente autoprodotto.
Gli Stesso Sporco Sangue nascono infatti nel 2005 in quel di Palermo e nell'anno successivo realizzano un'Ep dal titolo Destini Segnati. Successivamente dopo alcuni cambi di formazione si consolidano con questa line up: Simone - voce, Claudio - chitarra, Leonardo - chitarra, Alessio - basso, Matteo - batteria. In questo disco son presenti Claudio e Simone ma la band presenta una sezione ritmica differente con Scopetta al basso e Davide alla batteria.
Torniamo a quei rumori e a quel grido. I momenti iniziali del disco rappresentano proprio la passivita' urbana che vige in ogni citta' e il testo della title track ce lo spiega per bene. Il pezzo viaggia ad alte velocita' con la giusta dose di potenza e presenta un ottimo stacco finale su cui fanno capolino questi emblematici versi: "Droga, fede, irrazionalita' // ferite della razza umana // moda, consumo, mass-media, ambiguita' // forze della passivita' urbana".
L'album inizia quindi con una bella mazzata hc diretta e senza filtri. Gli S.S.S. continuano sullo stessa scia e piazzano uno dei migliori pezzi del disco: "Esclusi". Pezzo veloce e violento ma allo stesso tempo cadenzato con degli ottimi riff di chitarra. Anche qui tutta la rabbia viene sputa fuori da Simone parola per parola. "Marcite tra le bugie create per annientare chiunque abbia scelto di andare per altre vie".
I nostri si scagliano poi contro la LAV che come dice un noto proverbio predica bene e razzola male. Anche qui la chitarra di Claudio e' davvero tagliente e incisiva e dopo un bell'intro la sezione ritmica martella al punto giusto.
Il sound che ci propongono gli S.S.S. e' un hardcore punk veloce e diretto ma che non disdegna stacchi e parti piu' lente e ritmate, le influenze e i riferimenti musicali sono ben evidenti: la vecchia scuola punk hc italiana e anche quella d'oltreceano, ma sempre old school chiaramente. Altra vetta del disco e' sicuramente "Vittime E Carnefici". Una chitarra ossessiva introduce il brano e l'incedere violento della batteria lo porta sui binari giusti, anche i cori sono davvero potenti e anche qui Simone non si risparmia assolutamente.
La settima traccia invece e' un attacco chiaro e deciso contro la chiesa, il vaticano e tutte le violenze perpetrate dall'istituzione clericale. Come le altre questa e' una mina pronta a esplodere, un pezzo davvero coinvolgente che rende moltissimo anche e soprattutto dal vivo.
Nel pezzo successivo la band siciliana descrive la realta' che li circonda, quella di tutti i giorni, quella che ha come sfondo e palcoscenico Palermo.
"La Conca D'Oro" e' una scheggia impazzita guidata dai potenti colpi della batteria e il cantato di Simone, sempre piu' incisivo. "Nella conca d'oro dell'omerta' Palermo riflette la sua infame traccia, uomini d'onore, servi senza dignita'. Lo sfarzo e la miseria si guardano in faccia".
Chiude l'album, il decimo pezzo "Cemento E Manganelli". Anche qui viene raccontata la realta' cittadina e in generale di tutte le citta' italiane dove si cerca di chiudere la bocca a chi si oppone al sistema costituito; polizia che sgombera centri sociali e posti occupati che cercano di resistere. Anche quest'ultimo pezzo e' molto carico e potente, ottimi i cori e l'intermezzo che porta alla fine del pezzo. "A voi che annientate le menti e svuotate i cervelli, occuperemo ancora gli spazi contro la vostra repressione".
Passivita' Urbana si presenta quindi come un ponte tra gli esordi e il futuro della band; un disco che trasuda energia, rabbia, odio ma senza facili illusioni. Un lavoro sincero e diretto che gode di una piu' che discreta registrazione e delle bellissime grafiche (a partire dalla copertina) realizzate da Prenzy.
Mi aspetto molto quindi dal nuovo disco della band che, nei due anni successivi alla realizzazione di questo album, ha arricchito il suo sound rendendolo piu' vario e presentando pezzi con liriche anche in inglese. Sentiremo ancora echi di band come Raw Power (con cui gli S.S.S. hanno condiviso il palco), Impact e Negazione ma in piu' c'e' da aggiungere il thrashcore dei D.R.I. e il thrash metal dei Nuclear Assault.
L'innesto di Matteo con il suo drumming potente e preciso ha sicuramente giovato alla band, la nuova formazione ha il giusto affiatamento per dimostrare ancor di piu' le proprie capacita' sia dal vivo che nei prossimi lavori: il disco nuovo e uno split con 4 band sudamericane.
Ho detto tutto, ora tocca a voi. Ascoltate e procuratevi questo disco. Non vi preoccupate se non riuscirete a stare fermi. E' normale.
Sfascia Chitarre

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