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Edimaripunk - [2011] Edimaripunk Stampa
Recensioni
Scritto da fabio HC   
Sabato 09 Marzo 2013 06:00
Edimaripunk - [2011] Edimaripunk
Edimaripunk - [2011] Edimaripunk
01 - Sovversiva
02 - Terrorista Israeliano
03 - Vita
04 - Lady Iggurtsid
05 - Edimarip Al Iggurtsid
06 - Mangiammerda
07 - L'Erba Albanese
08 - Inno Di Battaglia
09 - Katso-Meeren

Da Tarquinia col furgone sbarcano oggi su p4f gli Edimaripunk, una formazione dal nome inedito di non facile digestione soprattutto per chi adora le diciture per i gruppi molto d'impatto.
La forma non deve in alcun modo pregiudicare la sostanza; credo infatti che ci troviamo di fronte ad un ottimo combo che suona per far conoscere bene il proprio messaggio di disgusto e di spronamento alla sovversione contenuto nei loro testi. Ma anche la musica qua la fa da padrone, quasi in tutti i nove brani di questo disco autoprodotto.
Dico subito che la registrazione e' grezzissima, tipica di questi cd autoprodotti con bassa qualita' e basso in grandissima evidenza su tutto. Se ne percepisce ogni sua nota in ogni momento. Partiamo dunque con "Sovversiva", gran pezzo propriamente punk dai contorni semi-veloci e graffianti grazie al frontman urlante ed incazzato. Semplici riffs tipici dell'oi! e refrain solistici del punk rock di matrice street pervadono il pezzo, senza mai esagerare in tecnica. Gran pezzo dal testo antigovernativo, pieno ed appunto sovversivo.
Si continua con "Terrorista Israeliano", e qui il sound varia leggermente; l'inizio e' difatti cupo e lento, un intro preparatorio enfatizzato dalla batteria, che sfociera' poi in un bel brano veloce e melodico. Testo naturalmente in favore della popolazione palestinese oppressa dal dominio di quello stato assassino denominato Israele. Quattro minuti e poco piu' per assaporare un brano dagli sprazzi trance e dall'attitudine vocale oi!.
"Vita" ricorda dalle chitarre le sfuriate black metal norvegesi, ma e' puro punk hardcore d'assalto. "Lady Iggurtsid" ricalca la matrice thrash metal dei Pantera e dei Machine Head prime annate, ma in chiave originale e piu' cupo.
Un brano alquanto originale e' sicuramente "L'Erba Albanese", di stampo punk-reggae dall'ottimo basso. Il testo e' un ricordo di una brutta esperienza di un loro amico con le fiamme gialle. Concludo col pezzo forte del disco, "Inno Di Battaglia", uno ska-punk a momenti rock'n'roll anni '50, si distacca dai restanti brani oltre per la sonorita' allegra e perfetta, per il testo eccezionale e per molti discutibile.
Ottimo gruppo dunque, di forte impatto e ricco di sonorita' differenti ed alternative. Da gustare in sede live, su cd e nella vita. Peccato per la registrazione fin troppo sporca. Oi!
fabio HC

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